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«A rilento la vaccinazione dei medici di base». L'allarme di Fismu

Il sindacato si rivolge ad Arcuri: «Alcune regioni, tra cui Calabria e Sardegna, sono vittime di disfuzioni. Subito un intervento per i camici bianchi in prima linea, spesso abbandonati»

Pubblicato il: 26/01/2021 – 14:56
«A rilento la vaccinazione dei medici di base». L'allarme di Fismu

COSENZA Si accumulano le preoccupazioni per i ritardi e gli stop alla campagna vaccinale contro il COVID19. Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu a seguito della sua recente segreteria nazionale, allargata ai segretari regionali nello scorso fine settimana, fa appello al ministro della Salute, Roberto Speranza e al Commissario Domenico Arcuri, affinché ci sia davvero una regia nazionale sui vaccini con un piano chiaro e condiviso, che non consenta errori e interpretazioni alle Regioni nella sua concreta applicazione.
Francesco Esposito, segretario nazionale Fismu, chiede «che vengano messe in campo tutte le forze, a partire dai medici di medicina generale e del territorio (e i giovani medici in formazione e in specializzazione)» e sottolinea: «Professionisti da mettere subito in sicurezza e da vaccinare». Esposito, denuncia come vada a «rilento la vaccinazione tra i sanitari, in particolare tra i medici di famiglia in alcune regioni, tra queste la Sardegna e la Calabria» e auspica l’immediato intervento del ministro Speranza e del Commissario, Arcuri, «nelle realtà dove si registrano disfunzioni simili».
«La pandemia da Covid19 – spiega – sta travolgendo tutto con una velocità tale che è urgente dare una svolta reale coinvolgendo tutti gli operatori sanitari: la chiave di volta per arginare le conseguenze devastanti sulle nostre vite (e anche sulla nostra economia), sono e saranno sempre i vaccini».
«Fismu – aggiunge – ha sempre creduto che la prevenzione sia uno straordinario strumento di economia sanitaria. Per questa ragione serve un piano nazionale che in attesa della piena fornitura dei vaccini e dell’immunizzazione completa degli operatori sanitari, definisca non solo criteri di selezione dei soggetti prioritariamente da vaccinare, ma soprattutto modalità e logistica dell’effettuazione della campagna nelle Asp».
«L’area della medicina generale – insiste – medici di famiglia, di Continuità Assistenziale, Medici dell’EST (118), ma anche quelli dei servizi, i pediatri e gli specialisti ambulatoriali, da sempre in prima linea in tempi di CoVid, ovviamente già vaccinati per il CoVid e con adeguata fornitura di Dpi, sono una irrinunciabile e fondamentale risorsa per la vaccinazione di massa che deve essere effettuata con rapida tempistica per arginare gli effetti devastanti delle varianti Covid».
«Attenzione – evidenzia il segretario Fismu – però a non ripetere gli stessi errori dell’ultima campagna antinfluenzale affondata da forniture a singhiozzo dei vaccini e quindi con coperture a macchia di leopardo».
«Serve un tavolo per stabilire in modo condiviso e urgente – conclude – ma anche che si predisponga tempestivamente l’elenco dei pazienti da vaccinare o comunque una chiara modalità per individuare tali soggetti con una chiara pubblicizzazione, ed utilizzando supporti informatici che accelerino la parte burocratica in considerazione la significativa mole di cittadini da gestire. La vaccinazione dovrà essere a tappeto e potrà essere effettuata a domicilio delle persone non deambulanti e presso lo studio dei medici di medicina generale, se in sicurezza, o in strutture definite dalle Asp o dai Comuni. Fismu, da sempre al fianco dei cittadini, offre la sua massima collaborazione e sollecita che ci sia una regia nazionale e disposizioni chiare per evitare ulteriori ritardi, disagio e preoccupazione tra i pazienti».

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