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«La ‘ndrangheta è prima di tutto un problema sociale e culturale»

La relazione del procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, evidenzia l’importanza della fase preventiva oltre che del contrasto alla criminalità organizzata. «I settori più attenzi…

Pubblicato il: 30/01/2021 – 20:26
«La ‘ndrangheta è prima di tutto un problema sociale e culturale»

REGGIO CALABRIA «La ‘ndrangheta non è soltanto una organizzazione criminale di tipo mafioso con caratteristiche e proiezioni internazionali, addirittura intercontinentali, ma è un ramificato sistema di potere, perfettamente modellato sulle caratteristiche dettate dall’art. 416 bis, comma 3, c.p..»
Il procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nella relazione sulle attività del suo Ufficio nel periodo che va dal 1 luglio 2019 al 30 giugno 2020 richiama un inciso già rimarcato nel corso dell’attività dell’anno precedente. 
Piuttosto, la differenza macroscopica rispetto all’anno passato, è appunto quella relativa agli effetti prodotti dalla pandemia sull’organizzazione e sulle attività degli uffici giudiziari, con particolare attenzione alle procure. 
«Non può nascondersi – sottolinea il procuratore – che il problema della ‘ndrangheta e della illegalità diffusa nei nostri territori non sia solo un problema giudiziario» perché prima ancora «un problema culturale». Il riferimento va in tal senso al radicamento socio-culturale della ‘ndrangheta oltre che alle diverse inchieste che – nel periodo di riferimento e non solo – hanno interessato il mondo della politica.
Ne conseguono una serie di considerazioni, «evidentemente fondate sull’esperienza giudiziaria passata, in ordine al pericolo, da tutti gli osservatori evidenziato, di una maggiore pressione della criminalità organizzata, in particolare quella mafiosa, come la ‘ndrangheta, su un sistema economico che versa in profonda crisi». I settori più attenzionati sono quelli della sanità e dell’economia, scrive il procuratore «già prepotentemente infiltrati» dove la ‘ndrangheta «rischia oggi di trovare terreno fertile per un maggiore controllo dell’economia e del sociale». 
I numeri attuali non evidenziano un aggravamento nelle manifestazioni di reati “fine” come usura o riciclaggio, che pure era stato ampiamente previsto a fronte dell’aggravarsi delle vulnerabilità di molti imprenditori, soprattutto medio-piccoli. Ma queste manifestazioni criminali non sono le uniche da tenere sott’occhio, a maggior ragione nel periodo più prossimo dove la ‘ndrangheta si potrebbe preparare a imponenti innesti di capitale nel mercato finanziario globale. 
Risulta fin da subito evidente «che in una tale gravissima situazione di emergenza sanitaria ed economica, anche nel campo della sanità, ed in particolare nei settori delle forniture, degli appalti, dei servizi, si possono concentrare, ancora di più, gli appetiti della ‘ndrangheta».
TRAFFICO DI STUPEFACENTI Altro settore sotto i riflettori della procura reggina è quello del traffico internazionale di stupefacenti confermato come «attività principale delle cosche». Invero, quelle della provincia vantano «rapporti privilegiati con i principali gruppi fornitori di cocaina in Sud America e con gli emissari di questi in Europa, in particolare in Olanda, Spagna e Germania. La presenza di fiduciari e broker delle cosche in quei territori rappresenta uno degli aspetti meglio documentati dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che hanno condotto anche all’arresto di latitanti di elevatissima caratura, da anni stabilmente residenti in Centro e Sud America». Il totale dei quantitativi sequestrati nel periodo di riferimento è di 3.943,945 chili di sostanza, senza dimenticare il sequestro eseguito lo scorso 25 marzo 2020 di ben Kg. 537,256 di cocaina, all’interno di un appezzamento di terreno nelle campagne di Gioia Tauro.
AGGRESSIONE PATRIMONIALE ALLE COSCHE Il procuratore sottolinea poi come sia necessario investire risorse umane ed economiche che «consentano di recuperare effettivamente le consistenti ricchezze sottratte alle organizzazioni mafiose». Anche quest’anno il settore dei sequestri e delle confische ha comunque dato importanti risultati raggiungendo un ammontare di quasi 1.200 milioni di euro.


‘NDRANGHETA E POLITICA «Si corre, nel prossimo futuro, il fondato, gravissimo, rischio di un’economia fortemente inquinata da capitali mafiosi, con interi settori commerciali preda della ‘ndrangheta», scrive poi il procuratore. Secondo Bombardieri, «proprio nei settori della sanità e dell’economia, già prepotentemente infiltrati, oggi la ‘ndrangheta rischia di trovare terreno fertile. Purtroppo non può che evidenziarsi, ancora una volta, la preoccupazione derivante dalla constatazione della necessità di un maggiore, sistematico, impegno dello Stato nel contrasto effettivo alla criminalità organizzata in questo territorio, come in tutta la Calabria. 
Il procuratore di Reggio ricorda anche le inchieste che hanno toccato i rapporti tra la ‘ndrangheta e la politica come “Eyphemos” e “Pedigree 2”. «Alcune importanti indagini della Procura – scrive il magistrato – hanno, purtroppo, evidenziato, che alcuni esponenti politici non esitano a rivolgersi alle cosche di ‘ndrangheta del territorio per acquisire quel consenso elettorale che gli è indispensabile per il proprio successo, nella piena consapevolezza e disponibilità a mettersi, successivamente, a disposizione ove eletti». Per una reale efficacia dell’azione giudiziaria, però, secondo il procuratore Bombardieri, «è indispensabile la completa copertura dei posti vacanti dell’organico della magistratura giudicante, oltre che della Dda». (f.d.)

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