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La scuola e le fragilità del Sud. «Serve un nuovo sistema o tutto si trasformerà in un sogno irrealizzabile»

L’incontro online organizzato dal comitato “Chiedo per i bambini”. Protagonista indiscussa del vibrante dialogo è stata suor Anna Monia Alfieri: «Serve un nuovo approccio o pagheranno solo i nostri…

Pubblicato il: 30/01/2021 – 22:31
La scuola e le fragilità del Sud. «Serve un nuovo sistema o tutto si trasformerà in un sogno irrealizzabile»

LAMEZIA TERME Scuole superiori che riaprono (in presenza al 50%) così come previsto dall’ultima ordinanza firmata dal presidente facente funzioni della Regione Calabria. Ma le scuole calabresi sono comunque nel caos, tra le incombenze dei dirigenti scolastici, l’allerta Covid nonostante i contagi in calo e, soprattutto, le preoccupazioni dei genitori.
IL DIALOGO Tutti temi cruciali e affrontati in un incontro online organizzato oggi dal comitato “Chiedo per i bambini”. Protagonista indiscussa del vibrante dialogo è stata suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche, paladina della lotta per la libertà di scelta educativa e vincitrice dell’edizione 2020 dell’Ambrogino d’Oro, il coronamento di anni di sforzi per il suo impegno civile a favore della libertà della scelta educativa e del pluralismo scolastico. «In questa fase – ha spiegato subito – è necessario fare chiarezza. Siamo tutti un po’ smarriti me il Covid ci ha insegnato che non si improvvisa, ci vuole competenza. La scuola non ha chiuso a causa del Covid e non riaprirà grazie al vaccino». Secondo suor Anna Monia Alfieri è netta la differenza tra il nostro Paese e il resto d’Europa, in particolare Francia e Germania, dove le scuole hanno riaperto già ad aprile, nonostante il Covid. «L’Italia in pre-covid aveva un sistema iniquo – spiega – un sovrautilizzo delle scuole statali e un sovraffollamento che non ha retto con il Covid. Tra aule, mezzi di trasporto e carenze di organico erano già tre limiti “glissati” all’italiana». «Il Covid – ha detto nel suo intervento – ha restituito quel sano senso di responsabilità individuale che anima quello collettivo».
L’ESTATE 2020 Altro nodo cruciale la stagione estiva. Secondo suor Anna Monia Alfieri «nei mesi estivi anziché perdere tempo, bisognava utilizzare 40mila sedi scolastiche e le 12mila paritarie per ridistribuire gli studenti sul territorio. Invece hanno “ingannato” i cittadini dicendo loro che tutto andava bene, tra banchi nuovi, gel e mascherine. E intanto i dirigenti hanno riorganizzato la ripartenza delle scuole e non so come, sono stati dei veri eroi». «Il problema – incalza suor Anna Monia Alfieri – non è il Covid e neanche il vaccino che se tutto va bene sarà fatto a tutti in due anni. Ma possiamo pensare di vivere per due anni e aspettare tutto questo tempo per tornare a scuola senza che non ci siano ripercussioni?».
IL RECOVERY PLAN E poi il Ricovery plan e “l’indebitamento” che avrà ripercussioni fra vent’anni. «Serve un nuovo approccio sistemico – ha spiegato ancora suor Anna Monia Alfieri – e se pensiamo solo a virus, vaccino e riapertura, si trasformerà tutto in un sogno irrealizzabile che faremo pagare ai nostri figli. Stiamo rubando il futuro ai nostri ragazzi, rischiando la perdita di un enorme capitale umano come in una guerra mondiale». «Se so quindi che ho 11mila alunni nelle scuola dell’infanzia con 351 scuole paritarie e 824 statali, perché non le metto in campo tutte insieme? O se ho nella primaria 1.708 alunni nella paritaria e 80.160 in quelle statali, perché non metterle insieme? Se per il “primo grado” ho 405 alunni nella scuola paritaria d 52mila in quella statale, perché non metterli insieme? È questo sistema italiano a non funzionare, a differenza di quanto accade in Francia e Germania. Siamo realmente disposti a risolvere il problema degli spazi per anteporre l’interesse dei nostri figli o siamo ancora legati al ragionamento “provinciale” della scuola statale laica aperta a tutti e la scuola paritaria aperta solo ai ricchi?».
LA “LOTTA” FRA POVERI «Quando arrivano le tragedie come guerre e pandemia, chi è che viene escluso? – si chiede poi suor Anna Monia Alfieri – i poveri e i fragili mica i ricchi. Il problema della Dad, ad esempio, è dei poveri mica della Lombardia e del Veneto. Vogliamo ammettere che la Dad non ha potuto raggiungere molti ragazzi che non se la possono permettere al Sud? Questo è l’impegno civile che dobbiamo assumere. Ma la scuola è pericolosa perché produce armi di distruzione di massa, ovvero “gente pensante”».
LA DISPERSIONE SCOLASTICA La percentuale della dispersione degli studenti in Calabria è pari al 21,5% e conta il 3% di pluralismo quando invece in Lombardia e Veneto è al 16%. «Non posso non farmi la domanda – ha detto ancora suor Anna Monia Alfieri – chi ha interesse che al Sud la scuola non riparta? Se 1,6 milioni di studenti non riescono ad accedere alla Dad, come fanno a non finire nella rete della criminalità?». «Schiavi di chi, dunque? – si chiede infine suor Anna Monia Alfieri – della mafia, della camorra o del potere a cui ti tengono legato con il sussidio?».
L’ASP DI VIBO Tra gli ospiti dell’incontro online, anche il nuovo commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Maria Bernardi. «Noi – ha subito spiegato – abbiamo acquistato 5mila tamponi da distribuire nelle scuole, credo che il reparto di prevenzione si sia già mosso per prendere contatto con i dirigenti. La sanità sta passando un momento difficilissimo e ancora più difficile sarà il periodo post-Covid, La salute è però un benessere psicofisico, non solo fisico quindi ben venga la riapertura delle scuole. La cultura è un bene imprescindibile, non si può farne a meno. Mandiamo i ragazzi a scuola e qualunque cosa l’affronteremo insieme». (Gi.Cu.)

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