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Furgiuele: «La Lega cresce nonostante le defezioni»

Il deputato del Carroccio si sofferma sulle polemiche interne, sul ruolo di Spirlì e sulle Regionali: «La scelta del candidato la farà il tavolo nazionale»

Pubblicato il: 10/02/2021 – 16:23
Furgiuele: «La Lega cresce nonostante le defezioni»

CATANZARO «Il partito cresce e quando un partito cresce non tutti ragionano allo stesso modo». Il deputato della Lega Domenico Furgiuele commenta così al Corriere della Calabria le polemiche interne al Carroccio e, nel quale negli ultimi tempi si stanno registrando una serie di abbandoni, anche fragorosi e clamorosi. «Con il nuovo assetto dirigenziale la Lega riprende il suo percorso di vero radicamento in Calabria, che riparte dalle origini», aggiunge Furgiuele che poi si sofferma sul ruolo del presidente facente funzioni Spirlì e sulle prossime Regionali: «La scelta del candidato – spiega il deputato salviniano – la farà il tavolo nazionale».

Onorevole Furgiuele, stiamo assistendo nella Lega a defezioni, abbandoni, polemiche, da Crotone a Catanzaro a Vibo, in tutte le province. sembra che ci sia parecchia insoddisfazione sulla gestione del partito, compresa l’ultima, fresca di nomina.
«Io credo che si possano giudicare solo esperienze che si sono consumate. Quella del nuovo corso con l’avvocato Saccomanno deve ancora iniziare, e francamente ritengo un po’ stucchevole giudicare qualcosa che deve ancora iniziare. In ogni caso, archiviata la fase commissariale, oggi con un nuovo assetto dirigenziale, tutto calabrese, la Lega riprende il suo percorso di radicamento vero sul territorio, che riparte dalle origini. Questo significa militanza e senso di appartenenza territoriale, del resto non esiste Lega senza militanza e senza appartenenza territoriale, ce lo dice la storia».

Ma perché queste defezioni?
«Il partito cresce e quando un partito cresce non tutti ragionano allo stesso modo o vogliono collaborare per il bene superiore del partito e del territorio. La Lega è aperta e inizia  il suo percorso di vero radicamento in Calabria e ha bisogno di nuovi innesti».

Molti però, anche in visita delle Regionali, paventano e contestano questi nuovi innesti, perché tutto sembrano tranne che nuovi e rischiano di penalizzare dirigenti e militanti storici. Senza girare intorno alle parole, si vocifera insistentemente dell’ingresso nella Lega del gruppo dei Gentile, di Aiello, di Esposito…
«Noi non abbiamo nessun pregiudizio verso coloro che hanno già esperienze politiche, anche perché la Lega è relativamente giovane e quindi è giusto che al suo interno abbia esponenti con esperienze politiche pregresse rispetto alla nascita della Lega. A me comunque questi nomi non risultano all’ordine del giorno per la composizione delle liste».

E quali saranno i criteri per selezionare i candidati?
«Al vaglio ci sono dei curriculum. Si parte dalle storie personale, dalle storie di appartenenza politica, alle storie professionali. Siamo aperti alla società civile ma con i piedi ben saldi nell’attività politica. Siamo consapevoli che sicuramente si debba fare una lista il più possibile politica, perché la politica deve riprendersi le sue responsabilità nell’amministrazione in Calabria. Vogliamo mettere in campo insieme una squadra forte, che parta dalla consapevolezza che in Calabria si deve cambiare nella sanità, nelle infrastrutture, nella sburocratizzazione che è la vera priorità».

Ci sono molti mugugni anche nei confronti della gestione del presidente facente funzioni della Regione Spirlì: lo accusano di non coinvolgere nessuno tranne pochi privilegiati…
«Il presidente facente funzioni Spirlì si è prestato a rivestire un ruolo emergenziale, mi sento di ringraziarlo per lo sforzo che sta profondendo. Poi nessuno è nato presidente della Regione, è stato il destino che l’ha portato in quel ruolo. Comunque, sappiamo che il futuro della Calabria passa per le elezioni».

A proposito di elezioni, il centrodestra sembra fermo, e questo è strano se si pensa che a sinistra stavolta sono già in movimento…
«C’è una contingenza storica che è quella legata alla formazione di un governo con il presidente del Consiglio incaricato Draghi e che sicuramente ha distolto un po’ l’attenzione rispetto a un lavoro che era comunque avviato. Nei prossimi giorni – mi sono sentito con il segretario federale del partito Salvini – ci sarà un nuovo incontro perché bisognerà decidere sulle elezioni in Calabria ma anche in tanti Comuni. Sono fiducioso che già nella prossima settimana già avremo un quadro più preciso sull’identikit del candidato. La cui scelta ad oggi, per il tavolo romano, è di pertinenza del partito di Forza Italia».

I nomi: Occhiuto, su cui si dice ci sia un veto della Lega, Limardo, Gallo, Abramo…
«La Calabria ha bisogno di personalità politiche e che abbiano un’esperienza amministrativa o istituzionale seria. La Calabria ha le personalità giuste e non ha bisogno di gente calata dall’alto e può scegliere in un paniere di figure che sono calabresi e amano la Calabria. Non ci sono veti, ma la scelta, che sarà responsabile, verrà fatta sul tavolo delle trattative nazionali perché è nazionale importanza della  Calabria».

Veniamo ai contenuti: quali sono le emergenze della Calabria che il centrodestra deve mettere in cima alle priorità?
«Innanzitutto la sanità: viviamo una situazione di stallo che è inaccettabile. Il fatto che l’attività del nuovo commissario ad acta si caratterizza per una mancanza di incisività conferma quello che sto dicendo da tempo, alla Camera e sul territorio: qualsiasi commissariamento, a tutti i livelli a partire da quello della sanità, ha fallito e ha anche dimostrato di essere ulteriormente dannoso. Pensiamo alla vicenda del sant’Anna Hospital di Catanzaro, che non si è sbrogliata anzi si è incagliata nel rapporto tra due commissari, quello ad acta e quelli dell’Asp di Catanzaro, e o ai tanti territori della Calabria – un esempio è Cariati – sguarniti di assistenza sanitaria nonostante i cittadini paghino le tasse, come a esempio Cariati». (a. cant.)

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