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Draghi firma il nuovo Dpcm. Scuole, nelle aree a rischio decidono i governatori – TUTTE LE MISURE

Le nuove norme in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Conferenza stampa senza il premier

Pubblicato il: 02/03/2021 – 19:26
Draghi firma il nuovo Dpcm. Scuole, nelle aree a rischio decidono i governatori – TUTTE LE MISURE

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm. Le regole previste dal provvedimento entreranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile 2021. Non è il premier a spiegare le nuove misure non ci sarà: accanto ai ministri Gelmini e Speranza anche il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

Le novità nel Dpcm

Il Dpcm contiene importanti novità, a partire da un tema delicato come la scuola: chiuderanno tutte le classi in zona rossa e le Regioni che si trovano in zona gialla o arancione avranno comunque facoltà di chiudere gli istituti nei territori (province o comuni) dove si raggiunge un’incidenza di 250 casi ogni 100mila abitanti. Significa didattica a distanza per tantissimi studenti, anche delle elementari e medie. Inoltre, ci sarà la stretta per barbieri e parrucchieri in zona rossa. Il momento è delicato dal punto di vista epidemiologico: i contagi sono tornati a crescere, così come i ricoveri in ospedale, le varianti stanno riportando il virus fuori controllo. Draghi, però, a differenza di Conte, sceglie di non apparire. L’altra novità riguarda la cultura. Dal 27 marzo dovrebbero riaprire cinema e teatri, acquistando i biglietti su prenotazioni, e salvo peggioramenti della curva epidemiologica.

La diretta

Speranza: «Resta la divisione in colori»

«Il principio guida del nuovo Dpcm – ha detto il responsabile della Sanità – è la tutela della salute. Siamo convinti che per far ripartire il paese serva vincere la battaglia sanitaria. Per questo il decreto è un decreto di conservazione che mantiene anzitutto la divisione in colori dell’Italia».

Mascherine e distanza

Il provvedimento dispone che «è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi».

Raccomandazioni in casa

Nel provvedimento rimane la possibilità di visitare in due parenti e amici ma è comunque «fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».

Il coprifuoco

Dalle ore 22 alle 5 del giorno successivo «sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».
In fascia bianca il coprifuoco può essere ritardato.

Le fasce per colori

Il Dpcm prevede la divisione per colori dell’Italia. Ci saranno la fascia bianca, gialla, arancione e rossa.

La fascia bianca

Sono in fascia bianca «le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all’interno delle quali cessano di applicarsi le misure relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività» . Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, compresa la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.

Divieto di spostamento tra Regioni

Lo stop agli spostamenti tra Regioni resta in vigore fino al 27 marzo. Restano consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È sempre permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Bar e ristoranti

Bar e ristoranti, ma anche pub, pasticcerie, gelaterie, restano chiusi al pubblico dopo le 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, regola che non vale se tutti i clienti sono conviventi. Dopo le ore 18 è invece vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, fino alle 22 è permessa la ristorazione con asporto, “con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

Barbieri e parrucchieri

Una delle novità è la chiusura di barbieri e parrucchieri in zona rossa. Fino ad ora nella fascia di rischio più alta venivano chiusi i centri estetici, mentre barbieri e parrucchieri potevano continuare a lavorare. Nel documento si legge: “sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell’allegato 24” in cui, a differenza del precedente provvedimento, non vengono menzionati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere.

Cinema e teatri

Cinema e teatri possono riaprire dal 27 marzo, ma solo in zona gialla. Sarà necessario mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro, biglietti nominali, ingressi contingentati, mascherine Ffp2 sia per il pubblico sia per i lavoratori.

Fiere e congressi

Fiere, congressi, ma anche discoteche, restano chiuse anche in zona bianca, sia negli spazi aperti sia in quelli chiusi.

Musei

I musei dal 27 marzo potranno aprire anche nei week end, non solo dal lunedì al venerdì, “a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. A far data dal 27 marzo 2021, il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo”.

Le scuole

Le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse nelle zone rosse, quelle dove la circolazione del virus è più alta. La novità del dpcm è il ricorso alla Dad per tutti non solo nella fascia rossa ma anche nelle zone ad alta incidenza di contagi con 250 positivi ogni 100mila abitanti.

Palestre e piscine

Restano chiuse palestre e piscine, centri benessere e centri termali. Invece l’attività sportiva di base e l’attività motoria “in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Sono altresì consentite le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche”.

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