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Il caso

Terme Luigiane, i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese: «Tutelare i lavoratori»

L’amarezza di Tripicchio e Rocchetti dopo un incontro in Regione. La replica di Sateca. «Gli atti dei sindaci non consentono di ipotizzare il futuro dell’impianto»

Pubblicato il: 03/03/2021 – 9:02
Terme Luigiane, i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese: «Tutelare i lavoratori»

GUARDIA PIEMONTESE «La Sateca pretende l’affidamento delle acque termali, per le proprie strutture, fino al 2036. Una richiesta che non possiamo accogliere e che pone un muro invalicabile verso un accordo, che pure noi abbiamo cercato e proposto, per salvare la stagione 2021, la continuità dei livelli occupazionali e delle prestazioni sanitarie erogate dalla stazione termale». Lo dichiarano in una nota i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, Francesco Tripicchio e Vincenzo Rocchetti.
«Questo è il desolante quadro – proseguono – che ci troviamo di fronte dopo l’incontro avuto in Regione Calabria, con i rappresentanti della SaTeCa, alla presenza dell’assessore allo sviluppo economico, al lavoro ed al turismo, Fausto Orsomarso e dei dirigenti dello stesso Dipartimento regionale, ai quali intendiamo formulare i nostri più sinceri ringraziamenti per la disponibilità e la pazienza offerte in questa delicata fase.
Da parte nostra, dunque, abbiamo dato massima disponibilità per la prosecuzione della stagione termale 2021, impegnandoci a garantire la stessa portata d’acqua dello scorso anno. Abbiamo infatti preso parte all’incontro, al solo interesse di tutelare i lavoratori e l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Purtroppo, lo stesso fine non sembra averlo la SaTeCa, che pretendeva l’utilizzo delle acque termali, per le proprie strutture, fino al 2036, senza mai parlare, nel corso dell’incontro, della problematica dei lavoratori.
Evidentemente, non c’è la volontà di affrontare l’immediato problema occupazionale e di questo ce ne rammarichiamo, anche perché, durante i mesi in cui abbiamo portato a termine l’apprensione dei beni del compendio termale, la SaTeCa ha sempre posto, in primo piano, il futuro dei lavoratori, mentre oggi, di fronte alle nostre aperture e di fronte alla nostra disponibilità a ricercare un accordo, alza il prezzo e chiede l’impossibile.
Insomma, un atteggiamento che non comprendiamo e che getta molte ombre (o forse molte luci) su quanto accaduto fino ad oggi e sul tentativo, della stessa società, di farsi scudo con i suoi laboratori».
«Non possiamo che prendere atto di quanto accaduto e proseguire il nostro impegno per ridare la giusta dignità alle Terme Luigiane, senza altresì stancarci di provare a ricercare ed a perlustrare ogni strada possibile per salvare la stagione 2021, compresi, ovviamente, i posti di lavoro. In quanto Pubblica Amministrazione – concludono Tripicchio e Rocchetti – non possiamo essere condizionati dai desiderata di una società a scopo di lucro che, per una volta, avrebbe per lo meno potuto compiere un passo indietro e stipulare un accordo, che, per quest’anno, avrebbe garantito tutti, in particolar modo i lavoratori».

La replica di Sateca

«L’azienda, pur privata nei giorni scorsi con un’azione illegittima e forzosa da parte dei comuni (già oggetto di denunce alla Procura della Repubblica) di alcuni beni mediante i quali eroga da quasi un secolo il servizio termale, ha espresso la volontà di prosieguo delle attività in attesa del nuovo subconcessionario, che dovrebbe essere individuato all’esito del bando che i Comuni devono porre in essere, con ormai enorme ritardo». Anche la società Sateca, al termine dell0incontro in Regione, ha voluto esprimere la sua posizione in una nota.
«È bene evidente a chiunque, senza bisogno di essere imprenditori, che assumere l’onere di una stagione termale in pieno periodo pandemico, senza avere la  prospettiva di una possibile continuità, non è praticabile per nessuno che abbia la testa sulle spalle e non voglia precipitare in uno stato di dissesto. A ciò si aggiungono le già gravi difficoltà affrontate dalle aziende del settore lo scorso anno a causa del covid, con una riduzione per Sateca del 75% delle cure erogate. Inoltre, l’azienda si vedrebbe costretta a ripristinare in altri luoghi tutti i beni strumentali (accettazione, studi medici, amministrazione, direzione sanitaria etc.) di cui i Comuni si sono forzatamente impossessati e che sono necessari per l’attività. Tale disponibilità al prosieguo delle attività è stata anche affiancata all’ipotesi, avanzata dall’azienda, di riconsiderare la misura dell’erogazione dell’acqua termale stabilita dai regolamenti comunali recentemente approvati. Tale misura, stabilita per l’attuale gestore in percentuale pari al 12% della portata complessiva, è ritenuta da Sateca  assolutamente insufficiente a garantire l’approvvigionamento per lo stabilimento Thermae Novae ed il Parco Termale. Questa percentuale dovrebbe essere rivista per consentire a Sateca di essere autonoma e di eliminare ogni conflitto rispetto a tutte le altre iniziative comunali. Neanche questa possibilità è stata ritenuta dai Comuni meritevole di un approfondimento da parte dei tecnici e/o di autorevoli enti terzi come l’Unical – prosegue il comunicato stampa – che avrebbero potuto, senza sospetti di parzialità, individuare il giusto compromesso tra le necessità di una azienda fornitrice di un servizio pubblico e le Pubbliche Amministrazioni concessionarie della risorsa naturale da valorizzare ed il cui sfruttamento deve essere posto a base di gara pubblica. Tutto ciò nello spirito di salvaguardare, come previsto dalla normativa, le attività esistenti pur volendo valorizzare le terme e dare spazio a nuove iniziative. In conclusione, alla rispettosa e ragionevole volontà di prosieguo delle attività manifestata da parte di Sateca spa i Sindaci Tripicchio e Rocchetti hanno opposto una posizione non trattabile: gestione affidata solo fino al 15.12.2021, poi si valuteranno le condizioni per un’eventuale prosecuzione. Che garanzie avrebbe l’azienda, vista l’abitudine di disconoscere gli accordi presi mostrata dai sindaci non riconoscendo la validità del protocollo firmato in Prefettura nel 2019 e ratificata dai rispettivi consigli comunali? Peccato. La Sateca ha esplorato ogni possibile formulazione che ne potesse consentire la sopravvivenza. Come è noto per assicurare bilanci in ordine, rispetto delle leggi e garanzie per i diritti dei lavoratori, occorrono atti formali spendibili per garantire investimenti e regolari pagamenti di fornitori e di stipendi».
«Gli atti che i Sindaci di Acquappesa e di Guardia Piemontese hanno ritenuto non modificabili neanche minimamente nel confronto e con le proposte avanzate da Sateca, purtroppo non consentono di ipotizzare un futuro per le Terme Luigiane e il tentativo a cui stiamo assistendo in queste ultime ore, da parte dei sindaci, di screditare l’azienda sostenendo che durante l’incontro non si sia preoccupata della sorte dei lavoratori è manifestamente falso e infondato. La Sateca spa – riporta infine la nota – da questo punto di vista non accetta lezioni da nessuno e ha fatto del rispetto dei contratti e delle regole la propria bandiera; in 80 anni la Sateca spa ha creato sul tirreno cosentino una “oasi della legalità” e questo rappresenta un valore che i sindaci dovrebbero essere i primi a volere e dovere salvaguardare».   

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