Una condanna imbarazza la Consulta dei Calabresi nel mondo
Dopo il caso di un membro nominato dopo la sua morte, il secondo scivolone sui guai giudiziari di una rappresentante

CATANZARO Dopo il consultore scelto qualche mese dopo la sua morte, c’è un nuovo caso tra le nomine della Regione nella Consulta dei Calabresi nel mondo: una delle rappresentanti ha riportato una condanna; lieve, ma pur sempre imbarazzante.
Il primo scivolone per Nino Spirlì era emerso subito dopo la designazione dei componenti. A evidenziarlo è stato Tony Brusco con un intervento sul Corriere della Calabria. «Tra i nuovi consultori – diceva l’imprenditore – è stato nominato il compianto caro amico Franco Perrotta, originario di Fuscaldo e che ci ha lasciato lo scorso anno a causa del Covid. Ciò non può essere considerata certo una svista ma una grande offesa verso chi ha offerto fino alla fine il suo inestimabile contribuito per offrire un’immagine diversa della nostra Calabria». Un brutto segnale, per chi nella Consulta si è speso negli ultimi anni: «Il presidente Spirlì non sa né cosa sia effettivamente la Consulta né dove voglia andare», spiegava l’editore italo-americano. Giusto il tempo di sedimentare le nomine e spunta il secondo scivolone, questa volta non su un consultore ma su «rappresentante proposto dalle associazioni con sede in Calabria»: Maria Concetta Loscrì. Nominata con il decreto firmato dal presidente reggente il 29 gennaio scorso, Loscrì ha riportato – secondo quanto appreso dal Corriere della Calabria – una condanna definitiva per appropriazione indebita. Il reato, secondo quanto emerge dal Casellario giudiziale, è stato commesso a Ionadi fino al 30 giugno 2008. La pena (sospesa, ai sensi dell’articolo 163 del Codice penale) comminata dalla Corte d’Appello di Catanzaro, e divenuta irrevocabile il 21 settembre 2016, è la reclusione per 15 giorni e una multa di 500 euro. Loscrì, attiva nel sindacato, è stata candidata alle Comunali di Vibo Valentia nelle file di una lista civica di ispirazione Udc.