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Usb: «Licenziato perché ha denunciato un cantiere a rischio nella stazione di Paola»

L’Unione sindacale di base contesta Ferrovie dello Stato che lascia a casa un sindacalista che «ha svolto il suo compito»

Pubblicato il: 05/03/2021 – 10:36
Usb: «Licenziato perché ha denunciato un cantiere a rischio nella stazione di Paola»

PAOLA «”Caro sindacalista sei licenziato”. Questa la comunicazione “gentilissima” delle Ferrovie dello stato al dirigente sindacale della Usb, che ha avuto la sfrontatezza secondo loro, di denunciare uno stato di pericolo all’interno di un cantiere di lavoro presso la stazione di Paola». E’ quanto si legge in una nota dell’Unione sindacale di base del coordinamento di Catanzaro. Si tratta di una «denuncia alle autorità pubbliche per accertare quanto documentato, non chiacchiere, questa denuncia secondo i top manager delle ferrovie ha “violato il rapporto con le persone del gruppo, paragrafo; tuteliamo l’immagine del gruppo, del codice etico del gruppo Fsi che prevede che ci asteniamo dall’assumere comportamenti e dall’effettuare dichiarazioni che possano nuocere al gruppo o screditano la reputazione”».
«Volendo essere buoni come Usb – continua il sindacato – l’esporre uno stato di pericolo alle autorità dello Stato per evitare di alimentare la lunga lista di incidenti sul lavoro per le ferrovie dello stato vuol dire screditare la loro reputazione! Solo ieri 4 morti sul lavoro e 155 morti dall’inizio dell’anno. Una reputazione che non si sono mai creati in questi anni con morti lungo tutte le tratte ferroviarie. Purtroppo contro l’ignoranza di chi comodamente sta impoltronito nelle ovattate stanze dello “Stato” preoccupati più della loro immagine che di uno stato di pericolo non possiamo intervenire, possiamo solo portarli fuori dalle poltrone nelle stanze della giustizia. Dopo la contestazione si capiva subito che era una contestazione pretestuosa, per liberarsi di un lavoratore con 40 anni di servizio; impegnato sindacalmente, non una normale procedura di contestazione e difesa, ma un’azione vessatoria e di accanimento “medicamentoso” contro un lavoratore da anni impegnato nel sindacato». «Ne è riprova che il contestare e lo stesso giudicante! Tutto un programma che solo le ferrovie dello stato italiano son in grado di concepire! Lo hanno capito anche i colleghi solidali al dirigente sindacale Usb – prosegue ancora la nota – perché tutti devono essere liberi di esprimere la propria opinione senza avere la paura di incorrere in sanzioni. Con questo licenziamento la federservzi gruppo Ferrovie dello stato vuole colpire chi non si prona alle necessità aziendali, colpire chi non entra con il cappello in mano o concerta i diritti sindacali, ma li reclama per tutti i lavoratori, che non si appecorona davanti al licenziamento. Per quanto ci riguarda continueremo con tutte le nostre attività sindacali, anche nelle aule di tribunale, perché come abbiamo sostenuto fin dall’inizio: non si tratta di un problema individuale, ma della tutela della libertà e della dignità di tutti, contro i censori dei diritti sindacali che non tollerano i dirigenti sindacali.
Avessero avuto la stessa velocità e puntualità nei servizi che gestiscono, come hanno fatto con il dirigente sindacale della Usb a quest’ora ci troveremmo in un paese progredito.
Questo episodio di brutalità e logica padronale, conferma il clima di “rinnovamento” aziendale a cui questo paese verrà esposto, dove le prime teste a cadere sono coloro che rivendicano diritti e tutele, e la cui naturale conseguenza sarà un aumento della disoccupazione e un peggioramento dei servizi ai cittadini». «Di fronte a questo scempio che avviene in epoca di pandemia – conclude la nota – la Usb rivendica il ruolo di difensore dei diritti di lavoratori e dei cittadini, proseguendo anche da licenziati l’attività sindacale!».

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