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L’ipotesi

Covid e traslochi. Si ragiona sul trasferimento della Chirurgia da Rossano a Corigliano

È un’ipotesi alla quale starebbero lavorando per salvaguardare gli altri reparti dall’area Covid. In passato gli spostamenti hanno sempre diviso

Pubblicato il: 25/03/2021 – 11:54
di Luca Latella
Covid e traslochi. Si ragiona sul trasferimento della Chirurgia da Rossano a Corigliano

CORIGLIANO ROSSANO La sensazione è quella che la Chirurgia del “Giannettasio” possa essere trasferita al “Compagna”. L’ambito è lo stesso, lo spoke di Corigliano Rossano, i luoghi diversi.
Il reparto potrebbe essere trasferito da Rossano a Corigliano ed è questa la prospettiva sulla quale si starebbe lavorando – le alte sfere starebbero ragionando e siamo ancora nel campo delle ipotesi da mettere sul tavolo – probabilmente per “contenere” le altre Unità operative dagli spazi Covid, sempre più ampi, dell’ospedale di Rossano.
Ad oggi i posti letto dedicati alle cure contro il virus sono 10 sulla carta ma 17 effettivi, più tutti gli altri posti delle sale d’attesa del pronto soccorso, già saturi e con ambulanza in colonna e sempre in arrivo. Siamo al primo e al secondo piano della struttura. Al quinto, a breve, dovrebbero concludersi i lavori di adeguamento per ospitare ben 30 posti letto Covid.
Non è dato sapere, però, con quale personale, perché nei giorni scorsi cinque infermieri dedicati all’area coronavirus sono stati trasferiti all’Annunziata. Forse a tempo, un tempo difficilissimo da quantificare.
Il reparto Covid di Rossano, peraltro, rischia di non poter gestire più la situazione e di chiudere ai ricoveri proprio a causa della carenza di personale. Senza turnover, senza assunzioni, insomma, la coperta è sempre corta: se si tira da una parte si scopre dall’altra. Si mormora che il primo aprile al “Giannettasio” saranno destinati nove nuovi infermieri ma in aree non Covid.
Nel frattempo, però, si ragiona sui trasferimenti in quello che potrebbe essere “un gioco al massacro”. Nella storia del territorio ogniqualvolta si è messo mano a traslochi dei reparti da un ospedale all’altro è finita sempre “lacrime e sangue”. Giochetti politici del passato, reparti scambiati in base alle simpatie elettorali che qui nessuno si augura di rivivere, anche se questa volta c’è di mezzo un maledetto virus e lo sciacallaggio che potrebbe derivarne dalle ambizioni. Una falla che potrebbe tappare solo l’ospedale della Sibaritide. (l.latella@corrierecal.it)

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