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Cosenza, la «difficile gestione di Calabria Maceri» e le «mini discariche» in periferia

Commissione Ambiente a Palazzo dei Bruzi. L’ad di “Calabra Maceri”: «Il sistema regionale di smaltimento degli scarti non è autosufficiente»

Pubblicato il: 01/04/2021 – 13:27
Cosenza, la «difficile gestione di Calabria Maceri» e le «mini discariche» in periferia

COSENZA «E’ importante organizzare, strutturare e calendarizzare al meglio il flusso dei rifiuti che dalla città di Cosenza parte verso l’impianto di conferimento di “Calabra Maceri” al fine di evitare eventuali blackout, come in qualche occasione si è verificato, che possano determinare incolonnamenti all’impianto privato destinato al servizio pubblico e comprensibili disagi alla popolazione». Lo ha affermato il Presidente della commissione consiliare ambiente di Palazzo dei Bruzi, Vincenzo Granata, nel corso della seduta dell’organismo consiliare che ha ospitato l’audizione dell’amministratore delegato di “Calabra Maceri” Crescenzo Pellegrino (anche Presidente della commissione ambiente di Unindustria). «La commissione ambiente ha lavorato in questi anni – ha detto ancora Granata – per fungere da stimolo in direzione del raggiungimento di obiettivi di raccolta anche oltre il 65% e proseguirà in questa direzione fino al termine della consiliatura». La volontà di dedicare una seduta di commissione al flusso dei rifiuti nasce dal consiglio comunale del 21 dicembre 2020 nel quale, discutendo un ordine del giorno firmato da 21 consiglieri sull’emergenza rifiuti in alcuni quartieri della città, era stata evidenziata, la necessità di approvare, in via definitiva, la programmazione, calendarizzazione e percentuale del flusso dei rifiuti, nelle tre fasi di lavorazione: raccolta, trattamento, discarica di servizio, con l’unico obiettivo di raggiungere l’efficienza del servizio pubblico essenziale e la raccolta omogenea dei rifiuti urbani ed assimilati in città.

I problemi riscontrati da Calabria Maceri

Crescenzo Pellegrino ha riconosciuto la sussistenza di un problema di pianificazione degli scarichi presso l’impianto della società, «una funzione – ha detto – che era stata delegata all’Ato dove per un certo periodo era mancato il direttore dell’ufficio comune». «E’ stato anche razionalizzato l’invio dei mezzi verso il nostro impianto, si è lavorato per raggruppare i rifiuti in un unico camion o in camion più capienti facendo diminuire il numero. Sono state, inoltre concordate – ha aggiunto Pellegrino – quantità giornaliere di possibilità di scarico, sul calendario settimanale, che non vengono saturate dal Comune. Ci sono, dunque, margini ancora a disposizione per conferire altri quantitativi di rifiuti». Pellegrino ha poi aggiunto che «Calabra Maceri dipende ancora da una situazione non ben definita per la quale la gestione dovrebbe competere all’Ato, ma, nella realtà, riceviamo, invece, delle disposizioni che mischiano un po’ le carte e ci mettono in difficoltà. Il sistema regionale di smaltimento degli scarti non è autosufficiente – ha concluso Pellegrino – le 200 tonnellate al giorno di disponibilità non bastano per gli scarti. Per questo abbiamo aperto un canale con i termovalorizzatori fuori regione. Stiamo andando avanti in questo modo perché smaltiamo 100 tonnellate al giorno fuori dalla Calabria, altrimenti il sistema si sarebbe già imballato e bloccato».

Le micro discariche nelle periferie

Nel corso della seduta sono intervenuti alcuni consiglieri comunali. Massimo lo Gullo ha evidenziato la presenza di «cumuli di spazzatura presenti in alcuni quartieri della città». Bianca Rende, invece, ha parlato di «criticità che si verificano all’interno del sistema e di cortocircuito nel funzionamento della filiera». «Mi lasciano interdetta – ha spiegato – perché contraddicono quelli forniti in commissione da altri interlocutori ospitati nelle precedenti sedute. Apprendere in altre commissioni che le mini discariche in città si creano anche per l’impossibilità di accedere all’impianto, perché il volume è esaurito, specie il martedì, e sentire oggi che il Comune di Cosenza ha ancora margini inutilizzati, francamente fa riflettere e dispiace. Se si lavorasse meglio e se ci si coordinasse meglio, si potrebbe mantenere la città pulita in tutti i suoi angoli, non solo in centro, ma anche nelle periferie. Evidentemente la raccolta non c’è in alcune zone. Bisogna migliorarla, soprattutto nelle zone periferiche». Secondo Francesco Cito, «il problema è rappresentato dall’assenza di discariche», mentre Francesca Cassano ha segnalato «l’apertura in alcuni condomini dei sacchetti per verificare la correttezza della raccolta con la creazione di micro discariche quando i rifiuti, una volta constatata l’inadeguatezza della raccolta, vengono lasciati sul posto».

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