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il tentativo di corruzione

«Portagli 10 litri a nome del sindaco». Il “regalo” di Nicolazzi per dimezzare la multa dell’Asp di Crotone

Gli inquirenti hanno ricostruito i dialoghi, l’incontro al bar con gli amministratori e i tentativi di corrompere Domenico Tedesco

Pubblicato il: 16/04/2021 – 19:54
di Giorgio Curcio
«Portagli 10 litri a nome del sindaco». Il “regalo” di Nicolazzi per dimezzare la multa dell’Asp di Crotone

PETILIA POLICASTRO Due latte di olio d’oliva e una imprecisata quantità di castagne. Questa la “donazione” che serviva a corrompere il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone. È quanto sono riusciti a ricostruire gli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura pitagorica, che ha portato ai domiciliari il primo cittadino di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi.

I controlli sul cantiere comunale

Il tutto ha avuto inizio in seguito ad un controllo su un cantiere relativo ad un lavoro comunale di “pulizia cunette strada interpoderale, propedeutico per asfalto”, al seguito del quale gli ispettori avevano elevato una sanzione di 3mila euro a carico dell’ingegnere comunale, Sebastiano Rocca, per il quale il gip ha disposto la misura del divieto di dimora nella Provincia di Crotone. Della vicenda si interessano subito il sindaco di Petilia, Amedeo Nicolazzo e Francesca Costanzo, finita ai domiciliari, all’epoca vicesindaco, che decidono di “avvicinarsi” al direttore Domenico Tedesco (anche per il divieto di dimora nella provincia pitagorica), quanto meno per cercare di ridurre la sanzione.

La strategia dell’amministrazione

Il primo incontro captato dagli inquirenti risale al 20 novembre del 2018, tra le stanze del Comune di Petilia. Nella vicenda viene subito coinvolto Antonio Celestino “grande cugino” della Costanzo, medico dipendente dell’Asp di Crotone, e comunque non coinvolto nell’inchiesta.
«Chi è il capo dell’Asp, non ho capito io…» chiede Nicolazzi a Celestino «Settore controlli diciamo (…) Infortuni sul lavoro, credo che sia qualcosa…». L’interlocutore risponde: «Dovreste, dovreste chiamare… il dottore Tedesco vi potrebbe dire qualcosa! (…) E’ dirigente di un settore…Degli infortuni sul lavoro». Nicolazzi replica: «Uhm!… Però lo devo beccare a questo qua io!…vediamo se c’è… vediamo se lo becco». Dopo aver contattato inutilmente l’allora direttore generale dimissionario dell’Asp di Crotone, Sergio Arena, per lamentarsi della vicenda, Nicolazzi continua a discutere con la sua vice «Ha fatto una cazzo di multa all’ingegnere mio…no, lui non lo sa ancora! Gliel’hanno fatta questi Ispettori però va a lui per la determinazione», e poi le affida il compito di rintracciare Tedesco «fissati un appuntamento, Fra!» proponendosi di rappresentargli come «i lavori oggetto di contravvenzione erano stati posti in essere per una situazione emergenziale creatasi a seguito dell’isolamento di alcune famiglie residenti nel territorio del Comune di Petilia Policastro». Circostanza per la quale mancavano atti ufficiali, ma facendo presente la possibilità di ottenerne con efficacia retroattiva: «Le facciamo avere – dice Nicolazzi – perchè ora si tratta di determinare la multa… la multa… determina… la multa la determina… lui… che devono fare 500 euro di multa e la paga il Comune non mi interessa questo… però».

«È una vita che riempio la macchina a tutti!»

Il sindaco, poi, aggiungeva la propria disponibilità a riempire l’intera automobile di Tedesco di olio, come del resto era avvezzo a fare: «Digli di venire qua che gli riempio la macchina di olio (…) è una vita che riempio la macchina a tutti!». E poi dice alla Costanzo: «Passa… dal frantoio, ora che te ne vai, di là… giri di là (…) 10 litri di olio e glieli porti a nome del Sindaco».
La Costanzo si attiva subito, coinvolgendo Rocca e l’assessore Vincenzo Ierardi, divieto di dimora anche per lui, organizzando un appuntamento in un bar di Crotone con Tedesco che, anziché rifiutare il tentativo di corruzione, si mostra al contrario molto accomodante.

L’incontro in un bar di Crotone

Il giorno seguente Costanzo e Rocca si ritrovano a bordo della stessa auto. Prelevano l’assessore Ierardi, passano dal frantoio e – come ricostruito dagli inquirenti – a bordo si ritrovano anche una quantità imprecisata di castagne. «Le castagne ci sono pure! Fa un bel mangiare oggi… le castagne e l’olio!». I tre arrivano al bar e attendono l’arrivo di Tedesco. I quattro entrano subito nel merito dell’ordine del giorno, ovvero l’abbattimento della sanzione. «(…) io capisco tutto quello che volete… molte volte queste sono situazioni in cui uno dovrebbe essere umanamente comprensibile e dire, e dire… però in certi tipi di lavoro non si può essere… perché si arrivano poi delle situazioni che poi ci sono» dice Tedesco ai presenti, e aggiunge: «però… rispetto a quello che vi è stato chiesto.. quanto meno dimezzeremo…poi vediamo quello che possiamo». I quattro continuano a conversare, facendo riferimento anche al tragico incidente sul lavoro che è costato la vita all’imprenditore Marrelli «era bravo un bravo imprenditore, bravissima persona». E poi: «Dobbiamo trovare un appiglio (…) in modo che possa quanto meno dimezzare». «Arriviamo a uno e otto» (mille e ottocento euro ndr) propone Rocca.

La “ricompensa”

La generosità e la disponibilità di Tedesco deve, dunque, essere ricompensata. E così Costanzo, Rocca e Ierardi si preoccupano di come donargli l’olio. «Come faccio a darti l’olio?», chiede la Costanzo a Tedesco che replica: «Allora adesso me ne vado e… ci vediamo dopo…». Gli indagati petilini riguadagnano il loro veicolo ed il vice sindaco dà indicazioni stradali all’autista. Si fermano, scendono dall’auto e consegnano l’olio e le castagne a Tedesco, risalgono l’auto e vanno via. «Minchia quanti anni sono che lo conosco!» racconta la Costanzo in auto. «Dottò, vogliamo restare amici? non mi devi parlare di pelo…sennò si guasta l’amicizia! E lui mi dice sempre “hai ragione”».
Una volta ritornato a Petilia Policastro, il sindaco Nicolazzi chiede subito contezza degli esiti a Rocca, che lo rassicura. «Niente, abbiamo parlato, ha detto che adesso andava a fare… infatti ha chiamato davanti a noi a quello là… e se si dovevano vedere tra un quarto d’ora da quando ci siamo visti noi… e poi gli avrebbe fatto sapere al vice sindaco». (redazione@corrierecal.it)

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