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Porto di Catanzaro, respinta la richiesta di interdizione per l’architetto Ottaviano

Decisione del gip Pietro Carè. Accolta la tesi difensiva degli avvocati Santuori e Iacopino

Pubblicato il: 04/05/2021 – 12:36
Porto di Catanzaro, respinta la richiesta di interdizione per l’architetto Ottaviano

CATANZARO Rigettata la richiesta di misura cautelare interdittiva avanzata nei confronti dell’architetto Andrea Adelchi Ottaviano, responsabile del settore Patrimonio, Provveditorato e Partecipate del Comune di Catanzaro. Secondo il gip, Pietro Carè, si legge in una nota diffusa dai legali, sebbene «siano emersi profili di inerzia e contraddittorietà dell’azione amministrativa, nondimeno per effetto delle risposte e dei chiarimenti resi dal dirigente comunale in sede di interrogatorio, durato circa tre ore, sarebbe venuta meno la prova della intenzionalità delle condotte di favore provvisoriamente ascritte all’indagato». Dunque, non può ritenersi fondata «l’illegittimità degli atti della procedura di affidamento di uno specchio d’acqua del porto di Catanzaro», così come non può ritenersi dimostrato, neppure a livello indiziario, che «Ottaviano sia stato mosso dalla specifica intenzione di favorire il privato concessionario piuttosto che perseguire l’interesse pubblico». Secondo quando diffuso dai legali, dunque, l’architetto Ottaviano, in altri termini, ha «persuasivamente giustificato la propria condotta e, quanto ad alcuni specifici addebiti, dalla documentazione esibita in sede di interrogatorio emerge, infatti, come l’ufficio diretto dall’indagato abbia regolarmente richiesto i pareri necessari all’ampliamento dell’area in concessione», nonché «alla successiva proroga biennale». Quanto alla proroga, invece, ad avviso del gip «Ottaviano ha ritenuto – con valutazione non manifestamen te irragionevole – di richiedere  all’Ufficio Circondariale Marittimo esclusivamente la comunicazione di eventuali provvedimenti ostativi pendenti, senza acquisire, trattandosi di mero rinnovo, un nuovo parere sull’oggetto della concessione». In conclusione, dunque, per il gip non sussistono le condizioni per applicare al Dirigente la misura interdittiva richiesta. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Santuori e Iacopino, i quali hanno ribadito la «lealtà del loro assistito rispetto ai doveri propri del pubblico Dirigente, il cui agire è sempre stato ispirato da trasparenza e buona fede».

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