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20.20 | Quagliariello: «Alla Calabria serve un polo liberale e conservatore»

Il senatore di “Coraggio Italia”: « Il problema è la competenza della classe politica». Su de Magistris «Potrebbe essere l’unico candidato a sinistra»

Pubblicato il: 01/06/2021 – 9:15
20.20 | Quagliariello: «Alla Calabria serve un polo liberale e conservatore»

LAMEZIA TERME È il fondatore, insieme a al governatore ligure Giovanni Toti, ed al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro di “Coraggio Italia”, formazione politica collocata nell’ambito della coalizione di centrodestra. E ora, anche in Calabria, sta tentando di ravvivare quel “centro” (più vicino alla destra) considerato il vero ago della bilancia per il futuro della coalizione e del successo alle prossime elezioni regionali in Calabria. Il senatore Gaetano Quagliariello ha tracciato il percorso di “Coraggio Italia” nella nostra regione nel corso dell’ultima puntata di “20.20”, il talk politico de L’altro Corriere Tv, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro, andato in onda ieri sera sul canale 211. «Io – ha chiarito subito Quagliariello – sono un liberale, moderato, conservatore. Sto evidentemente nel campo del centrodestra e ritengo che la politica abbia bisogno di comunità e le comunità devono avere un futuro davanti e non dietro le spalle. Quando è morto il popolo della libertà ho ritenuto che la rinascita di Forza Italia fosse stato un passo indietro. I partiti servono per passare il testimone tra generazioni».

«Moderati indispensabili per l’Italia»

Il pericolo “implosivo” di Forza Italia è un tema molto caro al senatore: «Io ho sempre pensato che l’area liberale e democratica, molto cara ai calabresi, sia indispensabile per il governo nazionale. Per questo ritengo che quest’area doveva essere rifondata dal basso. Ora c’è questa novità, il nostro partito, che rientra comunque in un processo aperto e spero per questo che gli esponenti di azzurri ne facciano parte, lo guidino». E il senatore rimanda al mittente anche le critiche durissime di Tajani: «Io in politica non mi sono mai preoccupato della fine che avrei fatto. Credo che in politica serva preoccuparsi di molte altre cose, a cominciare dalla mancanza di passione e che non si pensi soltanto alla propria ambizione. È importante che ci siano idee, fondamentale per continuare a far politica». «I piccoli partiti – spiega poi Quagliariello – devono ambire a diventare grandi. Io come modello ho il partito socialista francese diventato grande grazie all’arrivo di Mitterrand. Questo è l’augurio che faccio a “Coraggio Italia”. Essere moderati non vuol dire non avere ambizioni, dovremmo essere dei moderati con la schiena dritta, l’anima di questa regione».

«C’è un problema di qualità umana»

Il senatore nel corso della puntata ha poi spiegato le vere ambizioni del suo partito in Calabria. «Se un piccolo partito ha una grande ambizione – ha spiegato – non può essere una setta, deve aprirsi ma deve anche avere una specificità che non deve mai venire meno, scegliendo accuratamente le persone che lo compongono, un compito da svolgere fino in fondo. Non si tratta di rottamare qualcuno, ognuno deve avere un ruolo ma che comunque deve necessariamente cambiare nel corso degli anni. C’è un problema di qualità umana e noi dobbiamo essere in grado di rappresentarlo con le liste. Noi vogliamo creare il giusto mix tra giovani e persone di esperienza. Qui in Calabria solitamente le liste si presentano nelle ultime 48 ore, una sorta di mercato dei pesci. Io voglio presentare le liste se possibile entro l’inizio di luglio».

Il “centro” e il paragone con Renzi

L’obiettivo è forse quello di rappresentare il centro, ma non mancano le critiche. In tanti, infatti, hanno paragonato “Coraggio Italia” all’esperienza politica di Matteo Renzi e le difficoltà nel far crescere “Italia Viva”, nonostante la sua autorevolezza da ex premier. Per Quagliariello si tratta di un giudizio che «un po’ sopravvaluta Renzi e un po’ lo colloca in un’area che comunque non è la sua. Quando il Pdl si sciolse, aveva il 24% dei consensi, ora poco meno del 6%. Questo ha creato una disarmonia nel centrodestra che rende più difficile vincere ma anche governare. Forse se ne sono resi conto sia gli esponenti della Lega e forse anche quelli di Forza Italia». «Serve – ha spiegato Quagliariello – un polo di centrodestra, liberale e conservatore, importante per la coalizione ma anche per quegli stessi partiti di destra perché tutti hanno interesse che una certa area politica si inaridisca».

Il ventennio Berlusconiano

C’è anche chi punta il dito contro Berlusconi, per molti analisti incapace di costruire il futuro di Forza Italia. « Politicamente è un gigante, si scriverà un giorno del suo ventennio. Il problema – spiega Quagliariello – è che per quanto ci fosse qualcuno che aveva previsto la sua immortalità, c’è chi non capisce che un’esperienza deve avere un domani e lui non se n’è mai interessato. Tutti però sono pronti in quest’area a riconoscergli lo scettro perché è stato bravo a mantenere l’equilibrio, contemperando le ambizioni dei singolo. Pochi sono invece disponibili a riconoscere lo stesso scettro a chi s’è conquistato il titolo sul campo. Ed è proprio questa l’origine della crisi che non si supera attaccando Forza Italia ma invitandola al cambiamento».

«Difficile capire la mossa di de Magistris»

Stando ai sondaggi che indicano il centrodestra in vantaggio e vista la “crisi” del centrosinistra anche grazie all’arrivo di de Magistris, è difficile allo stato attuale capire cosa potrà realmente accadere alle prossime regionali. Ma proprio in merito all’ex magistrato e sindaco di Napoli, Quagliariello ha le idee chiare: «Interpretato con le logiche della politica locale è difficile cercare di capire una candidatura di questo tipo e per quale motivo, dopo anni di governo a Napoli, uno si butti in una nuova esperienza di tutt’altro tipo, immediatamente, e in un contesto differente. Come amministratore ha dato prova di essere parsimonioso, ma ha creato più di qualche problema al suo successore. Quello di de Magistris è evidentemente un tentativo di creare di uno schieramento di sinistra senza avere nemici a sinistra. Potrebbe anche darsi che de Magistris alla fine sarà l’unico candidato. Mi auguro comunque per i calabresi che sia un’elezione contendibile, che ci sia una vera competizione, anche contro gli interessi del mio schieramento. Noi questa volta vogliamo confrontarci con una proposta di qualità che vengono fuori solo se il voto di opinione avrà la sua parte».

La Calabria di “Rinascita-Scott”

Per il futuro della Calabria c’è poi l’esigenza di creare liste in modo ottimale e attraverso una imprescindibile e accurata selezione prima che la faccia la magistratura. Questa è (anche) la Calabria di “Rinascita-Scott” che forse sta cambiando anche un po’ le coscienze dei calabresi. E la politica dovrebbe tenerne conto: «La politica – ha detto Quagliariello – ha tutti gli strumenti per garantire liste pulite a prescindere da quelli che sono i riverberi di operazioni giudiziarie. Se la politica vuole, sa dove attingere quelle notizie che in qualche modo fanno parte delle scelte autonome dei partiti senza però scendere nel giustizialismo. Io mi fido, ma controllo tutto, e forse presentare le liste in anticipo è la soluzione ideale».

«Il problema è la qualità della classe dirigente e la competenza»

Per Quagliariello infine la Calabria è «un banco di prova nazionale perché l’Italia sta messa male e i soldi che il Paese ha speso per edulcorare la crisi della pandemia sono stati dati in prestito e prima o poi dovrà restituirli. Quindi o si fanno investimenti che consentano al Paese di crescere o si sperperano. E questa grande riprese deve avvenire evidentemente nelle zone svantaggiate, nelle zone interne e nel Mezzogiorno e la Calabria ci rientra appieno. Il problema sono le risorse e come queste risorse verranno distribuite. Il problema è la qualità della classe dirigente e la competenza, il vero tema dei prossimi anni».

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