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«Dell’Utri ha curato la tessitura dei rapporti di mafia e ‘ndrangheta con la politica»

Il sostituto pg conclude la requisitoria dell’Appello sulla trattativa Stato-mafia. E chiede la conferma della condanna per l’ex senatore di Fi

Pubblicato il: 07/06/2021 – 18:08
«Dell’Utri ha curato la tessitura dei rapporti di mafia e ‘ndrangheta con la politica»

PALERMO «Le stesse menti raffinatissime che avevano sostenuto la coabitazione tra il potere criminale e le istituzioni, avviando la trattativa, consentono a Riina di dire che lo Stato si è fatto sotto. Ma questo induce ulteriore violenza. Poi una volta arrestati Riina e i fratelli Graviano (le stesse menti raffinatissime, ndr) garantiscono una latitanza protetta per lo “zio”, Bernardo Provenzano. Nel frattempo nasce Forza Italia. Ma i fatti rimasti accertati non possono essere nascosti e taciuti: le verità, anche scomode, devono essere raccontate». Così il sostituto procuratore generale di Palermo Giuseppe Fici concludendo la requisitoria del processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia. «Un ruolo decisivo in questa situazione di convivenza gattopardesca lo ha avuto anche Marcello Dell’Utri che ha curato la tessitura dei rapporti tra cosa nostra e ndrangheta con il potere politico – dice -. E lo stesso Berlusconi, chiamato a testimoniare sull’argomento quando era premier, si è avvalso della facolà di non rispondere. Un suo diritto certo ma di certo ci si aspettava un contributo diverso su questo argomento».
La Procura generale ha quindi chiesto il rigetto degli appelli e la conferma delle condanne della Corte di assise in primo grado. Condannato a 28 anni di carcere il boss Leoluca Bagarella, a 12 anni l’ex senatore Marcello Dell’Utri, gli ex carabinieri del Ros Mario Mori e Antonio Subranni e l’ex medico fedelissimo di Totò Riina, Antonino Cinà; a 8 anni l’ex capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno. Anche Massimo Ciancimino era stato condannato a 8 anni per calunnia e concorso esterno ma poi, nel secondo grado, la sua posizione è stata stralciata perché il reato è andato prescritto. La corte – in primo grado – ha inoltre dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca per intervenuta prescrizione visto il riconoscimento delle attenuanti previste per i collaboratori di giustizia. L’udienza è stata rinviata al prossimo 14 giugno per le arringhe difensive.

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