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«Mio figlio è autistico per colpa tua». Aggredito medico cosentino, il processo si avvia a conclusione

Il responsabile del settore vaccini di Belvedere fu preso di mira dal padre di un bambino autistico. Sentiti tre testi della difesa

Pubblicato il: 07/06/2021 – 11:08
di Fabio Benincasa
«Mio figlio è autistico per colpa tua». Aggredito medico cosentino, il processo si avvia a conclusione

PAOLA Prosegue il processo sul caso della brutale aggressione nei confronti del dottore Raffaele D’Amante, responsabile del settore vaccini di Belvedere e Diamante, aggredito nel 2017 dal padre di un bambino autistico che imputava alla somministrazione del vaccino la patologia del proprio figlio causata da una presunta partita di “fiale alterate”. Il medico è difeso dall’avvocato Francesco Liserre. Davanti al giudice Roberta Carotenuto è proseguita l’istruttoria dibattimentale che si avvia a conclusione. Sono stati sentiti tre testi della difesa, rappresentata in aula dagli avvocati Michele Rizzo e Tiziana Vigni del foro di Siena: la moglie dell’imputato, un carabiniere, e un collega dell’imputato impiegato nel carcere di Paola. Sono stati ripercorsi i momenti drammatici della vicenda, soprattutto quello relativo alla somministrazione del vaccino che secondo la prospettazione difensiva avrebbe determinato l’insorgenza della patologia autistica nei confronti del figlio dell’aggressore F.A.M. di Tortora. Il processo è stato rinviato al prossimo 18 novembre quando ci sarà l’escussione dell’ultimo teste della difesa, mentre nel 2022 è attesa la sentenza di primo grado. Nel processo si è costituito parte civile l’Ordine dei medici di Cosenza con il patrocinio dell’avvocato Erman Altomare.

L’aggressione e i vaccini obbligatori

F.A.M., impiegato amministrativo al penitenziario di Paola, ha aggredito verbalmente e fisicamente il dottore D’Amante con calci e pugni, sotto casa sua, ma le urla del medico hanno allarmato i vicini e convinto l’aggressore a darsi alla fuga. Sulla vicenda aprì un’indagine la Procura di Paola, svolta poi dai carabinieri della Compagnia di Scalea e culminata con l’arresto di F.A.M. L’aggressione si consumò in un momento particolarmente rovente in Italia, quando il dibattito acceso sull’obbligatorietà della somministrazione del vaccino ai più giovani sollevò polemiche e scatenò l’ira dei genitori “no vax”. «Il Decreto vaccini ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza nel nostro Paese da quattro a dieci». Questo quanto si legge sul sito del ministero della Salute. «L’obiettivo è di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati». Quanto accaduto al dottore D’Amante spinse l’Ordine dei medici di Cosenza ad intervenire con una nota in cui si sottolineava l’assoluta convinzione dell’importanza delle vaccinazioni, auspicando un «confronto civile, basato, non sulle suggestioni, l’allarmismo e lo scandalismo, ma sui fatti e sulle evidenze».

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