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Siti contaminati, dodici discariche calabresi escono dalla procedura di infrazione

La sfida della task force del generale dell’Arma Vadalà: 51 aree bonificate per un risparmio di oltre 20 milioni di euro

Pubblicato il: 09/06/2021 – 15:08
Siti contaminati, dodici discariche calabresi escono dalla procedura di infrazione

CATANZARO «La bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati costituiscono un’attività obbligatoria “ex lege” finalizzata al perseguimento di un interesse pubblico». Recuperare il tempo per minimizzare le sanzioni comminate dall’Unione Europea all’Italia, colpire le responsabilità per gli irregolari iter amministrativi dei lavori effettuati, perseguire i reati di corruzione esistenti e bloccare le infiltrazioni criminali accertate in questo settore: sono gli obiettivi della task force guidata da Giuseppe Vadalà, 58 anni, generale di Brigata dei Carabinieri e commissario unico per la bonifica delle discariche abusive. Dal 2003 (inizio dell’infrazione) al 2014 (inizio del pagamento della sanzione) molti siti sono stati risanati da parte dei Comuni e delle Regioni, con l’apporto decisivo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. «La Terra non cresce, non è replicabile, non è riproducibile, non è illimitata – spiega Vadalà nell’ultima relazione datata 2019 – la dobbiamo conservare, preservare, curare e recuperare quale tesoro per noi e per le generazioni future».

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Giuseppe Vadalà – Commissario unico per la bonifica delle discariche

Le bonifiche in Calabria

Ufficialmente – come riporta il Corsera – sono uscite dalla procedura di infrazione «51 discariche tra Abruzzo (12), Campania (10), Calabria (12), Sicilia (6), Lazio (5), Veneto (3), Puglia (2) e Toscana (1). Si arriva a 55 con le quattro discariche già al vaglio della Commissione europea, e questo mese se ne proporranno altre quattro». «Lo smaltimento dei rifiuti e la bonifica hanno costi molto alti. Se i rifiuti non inquinano, vengono isolati», spiega il commissario Vadalà. «Un tempo si bonificava per guadagnare territori alla produzione – aggiunge – oggi il terreno lo si deve riconquistare contro lo sviluppo irrefrenabile che c’è stato». Il lavoro della task force ha prodotto un risparmio di «20 milioni e 400 mila euro all’anno».

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Il progetto “discariche zero”

«Discariche zero in due anni». E’ l’obiettivo prefissato dall’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Sergio De Caprio. Dopo aver approvato le linee di indirizzo per l’adeguamento del Piano regionale dei rifiuti alle nuove direttive comunitarie, l’assessore ha lanciato messaggi incoraggianti sull’impegno del suo assessorato per raggiungere quota zero. «Metteremo manager all’altezza, il cui unico compito sarà rispettare la tempistica dei due anni» ha sottolineato De Caprio che poi ha fornito ulteriori dettagli del suo ambizioso piano: «riusciremo a vendere la Co2 prodotta, ad esempio per gli estintori. Verranno prodotte perle di vetro che possono essere usate per i fondi stradali. Tutta questa impiantistica è vincolata all’uso degli spazi e delle cubature disponibili». Nelle scorse settimane, l’assessore De Caprio ha fatto il punto insieme all’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo sullo stato dell’arte dei progetti già ammessi, in previsione degli investimenti futuri, pari a 76 milioni di euro, che riguarderanno tutto il comparto della transizione ecologica. «Abbiamo progetti esecutivi da mettere in campo nei prossimi 3-4 mesi e altri, relativi al Pnrr, che vanno dai 286 milioni di euro chiesti per il fotovoltaico agli 80 milioni per le illuminazioni pubbliche, fino ai 260 milioni per la separazione delle acque bianche da quelle nere». Tutti sforzi per sollecitare i Comuni a darsi da fare per uscire dalle procedure di infrazione ed evitare così i commissariamenti. (f.b.)

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