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Chiuse le indagini sui brogli a Reggio. Divieto di dimora per Castorina

Il consigliere comunale lascia i domiciliari: «In questi mesi su di me tante bugie». Avviso notificato ad altre 4 persone coinvolte nell’inchiesta

Pubblicato il: 10/06/2021 – 21:44
Chiuse le indagini sui brogli a Reggio. Divieto di dimora per Castorina

REGGIO CALABRIA La Procura di Reggio Calabria ha notificato l’avviso di conclusione indagini al consigliere comunale del Pd Antonino Castorina arrestato lo scorso dicembre per i brogli che si sono verificati alle ultime elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020. Il gip Stefania Rachele ha sostituito per Castorina la misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di dimora a Reggio Calabria. Il procuratore Giovanni Bombardieri, l’aggiunto Gerardo Dominijanni e i pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo hanno notificato l’avviso di conclusione indagini anche agli indagati Giuseppe Saraceno, Simone D’Ascola, Francesco Laganà e Antonio Fortunato Morelli. Questi ultimi sono stati arrestati nella seconda tranche dell’inchiesta condotta dalla Digos che ha scoperto come alle elezioni comunali avrebbero votato centinaia di anziani che in realtà non si sono mai recati al seggio. Alcuni voti sarebbero stati espressi addirittura da soggetti deceduti. Stando all’impianto accusatorio, questo è stato possibile grazie ai duplicati delle tessere elettorali ritirati negli uffici comunali da Castorina e dal suo entourage.

L’autonomina di Castorina alla Commissione elettorale

L’inchiesta ha consentito ai pm di scoprire come Castorina si sarebbe di fatto autonominato illegittimamente prima componente e poi presidente della Commissione elettorale comunale. Il tutto senza passare dal Consiglio che aveva eletto sia i membri effettivi che i supplementi della Commissione. Ciò gli avrebbe consentito di nominare gli scrutatori per le elezioni comunali in cui era candidato, arrogandosi pure «la funzione di “delegato del delegato” del sindaco nella nomina dei presidenti di seggio».
In seguito alla chiusura delle indagini, l’esponente del Pd, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni, lascia i domiciliari e va al divieto di dimora che, secondo il gip dovrebbe essere idoneo a «comprimere la libertà di movimento e di relazione del Castorina nell’ambiente in cui le relazioni latu sensu “politiche” fraudolente hanno avuto origine, ovvero la città di Reggio Calabria». Per gli altri quattro indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla pg «tutti i giorni della settimana per due volte al giorno».

Castorina: «In questi mesi tante bugie»

Le parole a caldo di Castorina sono le seguenti: «Il ritorno in libertà da solo non basta, è assolutamente necessario l’accertamento definitivo della verità dove sarà chiarita la mia estraneità ai fatti contestati. Unico concorso morale di cui sono responsabile è quello per avere una città migliore, obbiettivo da sempre agognato. In questi mesi tante bugie raccontate da parte dei più, in un festival dell’ipocrisia e nel tentativo di spostare il processo fuori dalle aule di Tribunale. A Reggio Calabria non è purtroppo una novità, da uomo di legge resta intatta la mia fiducia nella Giustizia Giusta e nella Magistratura; Verità e Storia personale non vanno umiliate».

I difensori: «Svolgeremo attività investigativa»

I difensori del consigliere comunale sottolineano «un dato assolutamente rilevante relativo alla circostanza che il Gip ha provveduto alla sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella del divieto di dimora. Il consigliere Castorina potrà così completamente difendersi e dimostrare, con l’ausilio dei suoi difensori Francesco Calabrese e Natale Polimeni, la propria estraneità ai fatti contestati. Peraltro, i difensori del Castorina hanno in programma di svolgere attività investigativa ulteriore a quella già compiuta dagli Uffici di Procura, al fine di dimostrare come il meccanismo ipotizzato non è riconducibile al proprio assistito».

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