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la mozione

«Solidarietà all’imprenditore e testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio»

L’amministrazione di Gaudonia: «Bisogna detassare i commercianti che denunciano e cominciare ad affidargli i beni confiscati»

Pubblicato il: 10/06/2021 – 10:37
«Solidarietà all’imprenditore e testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio»

REGGIO CALABRIA Il Comune di Guadonia propone una mozione a sostegno dei testimoni di Giustizia. Chi ha risulta moroso col fisco perché ha subito degli attentati deve avere delle agevolazioni da parte dello Stato, anche con l’assegnazione dei beni confiscati che al momento vengono assegnati alle associazioni e alle cooperative senza scopo di lucro.
«È notizia di due settimane fa che il Comune di Reggio Calabria mette in mora l’attività denominata Sanitaria S. Elia dei coniugi Bentivoglio – Falsone che si trova sul Corso Giacomo Matteotti (lungomare di Reggio Calabria) in un bene confiscato alla ’ndrangheta. Dall’aprile del 1992 ad oggi – si legge in una nota dell’amministrazione di Gaudonia – il negozio di Tiberio Bentivoglio subisce 7 attentati viene distrutto e ricostruito diverse volte, e addirittura 10 anni fa hanno cercato di ucciderlo sparandogli alle spalle 6 (sei) colpi di pistola, si salva grazie ad un marsupio di cuoio che portava a tracolla sulle spalle. Oggi vive sotto scorta. Ad oggi gli imprenditori che denunciano le cosche per le continue richieste di pizzo si trovano soli, anche nel senso economico poiché quando si denuncia automaticamente cala anche il fatturato per il clima di omertà e paura in cui si vive nelle Città del Sud».
«Questo comporta un totale abbandono da parte dello Stato – continua la nota – per gli imprenditori testimoni di Giustizia che si trovano a vedersi ipotecate anche le proprie abitazioni. Nel caso suo era perfino iniziato l’iter della vendita all’asta della sua casa, momentaneamente sospeso. Ai coniugi Bentivoglio – Falsone è stato concesso una parziale elargizione (solo il 17%) in base alla legge n 44 del 23 febbraio 1999, in occasione dell’attentato incendiario subito nei suoi depositi in data 28 febbraio 2016 ma tale piccolo risarcimento elargito dallo Stato gli viene prontamente pignorato dalla Agenzia delle Entrate per debiti contrati a seguito dei reiterati episodi delittuosi subiti per non aver voluto pagare il pizzo. Le elargizioni ex legge 44 non sono pignorabili ma non è scritto esplicitamente nella legge, e questo è un paradosso giuridico. Alla data della presente i coniugi Bentivoglio non hanno avuto ancora lo sblocco del denaro.
Per le banche, i coniugi Bentivoglio non sono Commercianti affidabili poiché hanno la casa ipotecata, quindi non potendo dare garanzie agli Istituti di Credito, vengono considerati imprenditori a rischio, ciò comportata perfino la difficoltà di avere un carnet di assegni. Tiberio con la sua attività oggi non può neanche fatturare a un ente pubblico poiché non gli può essere concesso il certificato Durc. Prima di denunciare i coniugi Bentivoglio – Falsone non avevano un centesimo di debito. Ad oggi mi chiedo se è questo il supporto che dobbiamo dare a chi denuncia le cosche?

«Favorire e non danneggiare col fisco i commercianti che denunciano»

«Dopo la condanna dei suoi aguzzini nel 2011 – prosegue ancora la nota – la ‘ndrangheta decise che doveva pagare, questa volta con il suo stesso sangue. Mentre si trovava in campagna gli spararono ben sei colpi di pistola, uno lo ferì al polpaccio, un altro, fortunatamente, fu fermato dal marsupio che portava a tracolla sulla schiena. È fondamentale far capire a tutti i Commercianti che non basta non pagare il pizzo, ma occorre denunciare le persone che lo hanno chiesto. Poi, una volta riconosciuti parte offesa, occorre obbligatoriamente costituirsi parte civile; incitando il denunciante ad assistere ad ogni fase del processo e non mancare a nessuna delle udienze. La delibera n. 17 del 27.04.2012 del Consiglio comunale di Reggio Calabria che ha riconosciuto, in favore delle imprese che hanno sporto denuncia contro il racket, le esenzioni per i tributi locali maturati dal 2012 in poi ed il diritto delle stesse a rateizzare le annualità di imposte e tasse locali, Un atto amministrativo, ad oggi ancora non applicato. Ad oggi lo Stato italiano non riconosce alcun tipo di esenzione per gli Imprenditori che denunciano il racket, e a causa di questo dopo vari attentati si trovano ad una situazione economica drammatica».

La lettera destinata al Comune di Reggio e altri enti

«Al Comune di Reggio Calabria, al Sindaco Giuseppe Tiberio Falcomatà,
Chiedendo di applicare la delibera di Consiglio Comunale n. 17 del 27.04.2012, per la detassazione da tutte le imposte locali: Tasi, Imu, Tari, Tosap etc.
Provvedendo con Delibera di Consiglio a concedere e a titolo gratuito un eventuale struttura commerciale confiscata. Alla Camera di Commercio: di provvedere all’esenzione diritto camerale a tutti gli imprenditori che denunciano estorsioni oppure usura.  Alla Direzione Generale dell’Inps Calabria, Giuseppe Greco.
Affinché si rilasci il certificato Durc agli Imprenditori Testimoni di Giustizia nonostante non hanno potuto pagare i contributi a causa di eventi dolosi subiti e denunciati e riconosciuti. Al Presidente f.f. della Regione Calabria Antonino Spirlì:
Affinché si provveda all’esenzione del bollo di proprietà sui mezzi di lavoro degli Imprenditori Testimoni di Giustizia che hanno fattivamente collaborato con gli inquirenti dopo aver denunciato. Al: Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Presidente della Commissione Antimafia, Sen. Nicola Morra, e la Commissione tutta Procuratore Nazionale Antimafia, Dott. Federico Cafiero De Raho: di provvedere con gli opportuni provvedimenti ad evitare di porre ipoteche sui beni immobili dei commercianti vittime di racket o usura.
Le disponibilità finanziarie per pagare i debiti che i commercianti Testimoni di Giustizia oggi non hanno a causa delle varie intimidazioni ed attentati che ricevono occorre prenderli dal fondo giustizia. ove va a finire tutto ciò che viene confiscato alle mafie. Si chiede con la massima urgenza di modificare della legge 109 del 1996, che prevede l’assegnazione dei beni confiscati, essi non devono essere concessi solo ed esclusivamente alle cooperative e associazione senza fini di lucro; bisogna dare la possibilità anche ai Testimoni di Giustizia e alle Vittime della criminalità organizzata, analizzando caso per caso e stilando dei requisiti».

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