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Verso le regionali

L’insubordinazione dei dem calabresi: «Parliamo solo con Letta»

Partito regionale unito contro il superamento di Irto. Salta una riunione programmata oggi. Chiesto un incontro con il leader nazionale

Pubblicato il: 12/06/2021 – 14:11
L’insubordinazione dei dem calabresi: «Parliamo solo con Letta»

CATANZARO Un confronto con Letta e solo con Letta. Il day after della decisione di Nicola Irto di fare, per la seconda volta, un passo indietro per l’assenza delle condizioni giuste per la candidatura alla presidenza della Regione è un solco sempre più profondo tra il Pd regionale e quello nazionale. Ieri era stata annunciata, per oggi, una nuova riunione tra il responsabile nazionale enti locali del Pd Francesco Boccia e lo “stato maggiore” dei dem calabresi, ma a quanto risulta da fonti accreditate sarebbe “saltata” alla luce della ribellione del partito regionale, schierato apertamente in difesa di Irto e della posizione unitaria costruita dal commissario Stefano Graziano e avallata non più tardi di otto giorni fa dallo stesso Boccia in quel di Gizzeria.
Ma ieri le cose sono precipitate, con il “disvelamnento” della linea del Nazareno di andare al superamento della candidatura di Irto (a favore di quella di una donna, a quanto risulta da fonti accreditate) in modo da preservare l’alleanza con il M5S. Da qui ieri la rivolta del Pd calabrese e la mossa di Graziano di rimettere il mandato da commissario nelle mani di Letta, mossa poi rientrata in attesa di un definitivo chiarimento. Ma il dato politico ormai è sul tavolo e configura un’impraticabilità di campo che potrebbe essere alla base dello stop al punto con Boccia originariamente programmato per oggi. Anche perché il gruppo dirigente del Pd calabrese ha già fatto recapitare al Nazareno un messaggio preciso con una richiesta altrettanto precisa: vogliono parlare direttamente e urgentemente con il leader nazionale Enrico Letta.
Le avvisaglie dell’insubordinazione rispetto a Roma del resto si è avuta già ieri, con la prima riunione con Boccia disertata dall’intero gruppo dirigente del Pd regionale a parte pochissime eccezioni come quella del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il cui disallineamento non è passato inosservato ma appare comunque isolato nel contesto di un Pd calabrese che invece, almeno stavolta, sembra granitico. Nei frenetici contatti di queste ore e nelle dichiarazioni ufficiali, infatti, i dem calabresi sembrano compatti nel riconoscere il lavoro unitario portato avanti da Graziano e nel rivendicare la loro capacità di concretizzare in autonomia questa unità nella designazione di Irto: elementi che lo stesso Boccia aveva apprezzato la scorsa settimana ma che evidentemente ora al Nazareno sono stati completamente insabbiati.
Da qui lo stupore e anche la rabbia dei “colonnelli” del Pd calabro, che inoltre – è il ragionamento che molti big fanno veicolare in queste ore – non metterebbero affatto in discussione l’opportunità di un’alleanza con il M5S ma non vorrebbero nemmeno assistere senza colpo ferire alla “svendita” di un partito che comunque alle Regionali del 2020 ha tenuto botta in Calabria al di là delle aspettative, nonostante gli errori commessi. (c. a.)

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