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Legambiente boccia il mare in Calabria, 3 vele solo per pochi comprensori

Spiccano Capo Vaticano e Costa degli Dei, Costa Viola, Costa dei Gelsomini, Costa dei Saraceni, Costa degli Aranci e Costa dei Greci

Pubblicato il: 17/06/2021 – 15:25
Legambiente boccia il mare in Calabria, 3 vele solo per pochi comprensori

Legambiente e Touring Club Italiano hanno presentato ieri la guida annuale “Il mare più bello 2021” dove vengono segnalati i comprensori balneari più belli e sostenibili della Penisola. La guida propone il racconto di 45 tra le più belle zone balneari del nostro Paese selezionate fra i 98 comprensori turistici valutati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e la qualità dell’ospitalità.  La regione più premiata è la Sardegna, con ben sei comprensori a Cinque Vele. Importanti riconoscimenti sono stati ottenuti anche da Toscana, Puglia, Campania e Sicilia. La Calabria, invece, riesce ad ottenere solo le 3 vele nei comprensori di Capo Vaticano e Costa degli Dei, Costa Viola, Costa dei Gelsomini, Costa dei Saraceni, Costa degli Aranci e Costa dei Greci, mentre le altre località calabresi presenti nella guida raggiungono solo due o una vela.

«Necessarie urgenti strategie»

«È emblematico e paradossale che la Calabria non raggiunga i vertici della classifica» afferma Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria. «Appare evidente che nella nostra regione sono necessarie, ancor più che altrove, urgenti strategie sui temi della tutela ambientale e del turismo sostenibile. Alla base della selezione operata dalla guida, infatti, ci sono le valutazioni emerse dai monitoraggi effettuati da Goletta Verde di Legambiente, ma anche l’attenzione alle attività sostenibili ed ecologiche. La Calabria ha moltissimo da offrire con i suoi circa 800 km di coste, le sue spiagge spesso ancora deserte o poco affollate, la vicinanza tra le coste e montagne altrettanto belle, la grande biodiversità delle sue aree protette, i suoi borghi, la sua storia e le sue tradizioni enogastronomiche di qualità. Ma la Calabria è anche una regione che deve essere amata e curata come merita da cittadini e soprattutto da amministratori troppo spesso “distratti” e che, invece, ha un forte bisogno di politiche efficaci su molti fronti, a partire da quello della depurazione, che sta comportando multe salate da parte dell’Europa. Il turismo sostenibile ha potenzialità enormi nella nostra regione e può costituire un importante volano di sviluppo di qualità e di occupazione. L’auspicio è che, il prossimo anno, con l’impegno di tutti, la Calabria possa vedere molte delle sue bellissime località costiere fregiarsi delle 5 vele». 

«Servono più stringenti logiche di sostenibilità»

«La ventunesima edizione di questa guida è una promessa di benessere e felice abbandono alla natura – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – tanto più preziosa quanto più dura è la prova che la pandemia ha imposto a tutti. Da questa prova usciamo con la possibilità, e per certi versi la necessità, di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente fondandolo su più stringenti logiche di sostenibilità, responsabilità, rispetto della terra e delle generazioni future. Un paradigma cui l’accurato censimento degli ambienti marini e dei relativi comprensori turistici italiani che qui proponiamo, frutto della lunga collaborazione tra Touring Club Italiano e Legambiente, è legato fin dalle origini. Ne risulta non una classifica, ma una mappatura geografica che fotografa le eccezionali ricchezze dei mari e dei laghi italiani e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere».

«Sfruttare il piano di finanziamenti per stringenti criteri ambientali»

«Le località al vertice della nostra classifica – dichiara Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – sono quelle che avranno più possibilità di vincere le sfide del futuro, quelle in grado cioè di coniugare al meglio le tematiche ambientali con le prospettive di sviluppo economico, che sapranno più di altre cogliere le opportunità che verranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e tradurle in occasione di rinascita e rafforzamento del tessuto economico e, soprattutto, di quello sociale. È chiaro a tutti che le grandi sfide che abbiamo di fronte, a cominciare dalla sfida climatica, la più dura di tutte, non potranno essere affrontate e vinte con il bagaglio di pratiche esistenti; è evidente quanto il piano di finanziamenti che l’Europa sta mettendo in campo dovrà essere orientato prima di tutto a stringenti criteri ambientali».

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