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Consorzi di bonifica, Di Natale presenta la proposta per l’accorpamento in “Enti d’Ambito”

Il piano posto al vaglio dell’assemblea legislativa prevede un risparmio di spesa tutelando i lavoratori. «Territori cureranno gli indirizzi»

Pubblicato il: 18/06/2021 – 14:57
Consorzi di bonifica, Di Natale presenta la proposta per l’accorpamento in “Enti d’Ambito”

REGGIO CALABRIA «Oggi scriviamo una ulteriore pagina di buona politica che studia e propone». Così il consigliere regionale Graziano Di Natale al termine dell’incontro sulla “Presentazione della Proposta di legge sul riordino dei consorzi di bonifica della Regione Calabria” protocollata lo scorso 5 maggio e segnata per la discussione nell’ordine del giorno del Consiglio regionale fissato per questo 18 giugno.
Il segretario-questore dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, accompagnato da Vanessa Franco e Sonia Forte, che hanno collaborato alla stesura della proposta, ha presentato i punti salienti essenziali di un’iniziativa legislativa che si pone l’obiettivo principale di «contenere la spesa pubblica riordinando i consorzi di bonifica». Il tutto in ossequio al principio della “buona amministrazione” quindi ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza.
La materia rientra tra quelle a concorrente tra Stato e Regione che deve, secondo Di Natale, «rivendicare la propria potestà legislativa in ambiti cruciali come la forestazione e i consorzi di bonifica».  Per farlo, viene posta al vaglio dell’assemblea legislativa di Palazzo Campanella una proposta sul «ridimensionamento dei costi dei consorzi riorganizzandoli attraverso un accorpamento attraverso tre “Enti d’ambito”. Nello specifico l’ente “Calabria Nord” accorperebbe i Bacini del Tirreno Cosentino, dello Ionio Cosentino, Meridionali del Cosentino, Settentrionali del Cosentino; “Calabria Centro” accorperebbe i consorzi Ionio Catanzarese, Tirreno Catanzarese, Ionio Crotonese, Tirreno Vibonese; e infine “Calabria Sud” accorperebbe i consorzi Alto Ionio Reggino, Basso Ionio Reggino, Tirreno Reggino.
Attualmente i consorzi di bonifica presenti in regione sono infatti 11, ognuno dei quali prevede i rispettivi organi con rispettive spesse annue. Gli organi, secondo la nuova strutturazione, verrebbero ridotti in assemblea, ufficio di presidenza e revisore dei conti. Di converso sui territori «saranno mantenute le attuali strutture tecniche ed amministrative, che saranno affidate a un dirigente».
«Questo tipo di operazioni – ricordano i relatori – sono state già fatte in altri contesti, come in Regione Toscana» e si basano principalmente sulla «semplificazione del funzionamento dei consorzi eliminando la frammentazione di competenze.
La legge è inoltre congeniata per tutelare i lavoratori attualmente contrattualizzati dai diversi Enti. «L’articolo 31 della proposta prevede che il personale passerà nel ruolo organico dei nuovi “Enti d’ambito”». Anche per questo, il consigliere regionale lascia la porta aperta alle varie proposte che potrebbero arrivare aprendo ad una possibile interlocuzione tra tutti gli attori in gioco, come le forze sindacali. «Quello che abbiamo ipotizzato è un chiaro risparmio di spesa che potrebbe essere utilizzato in progetti di agricoltura green. In pratica – concludono – la programmazione sarà unica a livello regionale, mentre l’attuazione di questi indirizzi verrà comunque affidata ai territori, secondo le rispettive specificità». (f. d.)  

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