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L’accusa

Rifiuti per strada a Corigliano Rossano. «In sei mesi maturati debiti per 2,1 milioni con l’Ato»

Le opposizioni consiliari: «La differenziata è al 10% e la soluzione del sindaco è inviare la spazzatura fuori regione al doppio del prezzo»

Pubblicato il: 02/07/2021 – 19:05
Rifiuti per strada a Corigliano Rossano. «In sei mesi maturati debiti per 2,1 milioni con l’Ato»

CORIGLIANO ROSSANO «Nell’annosa emergenza rifiuti, scaturita anche da azioni populistiche e ideologiche che negli anni nulla hanno prodotto se non contestazioni e nessuna proposta, e che oggi è arrivata al culmine per incapacità gestionale, c’è una zona grigia. In quella zona grigia, posta a metà tra le azioni lecite e quelle, diciamo così, poco chiare, sta sguazzando il Comune di Corigliano-Rossano e il suo sindaco». È quanto affermano in una nota i consiglieri di minoranza di Corigliano Rossano Vincenzo Scarcello, Gennaro Scorza, Gino Promenzio, Rosellina Madeo, Adele Olivo, Francesco Madeo, Aldo Zagarese e Raffaele Vulcano.
«Abbiamo provato a ricordarlo e farlo capire al primo cittadino nel corso dell’ultimo consiglio comunale ma ha fatto finta di nulla; ha glissato; ha spostato le attenzioni su altro – proseguno – su un’altra emergenza, quella idrica, sulla quale ha grandi colpe che puntualmente come un acrobata scarica su altri enti. Ma il vero dramma di questi tempi è la questione rifiuti. Che a Corigliano-Rossano, rispetto a tanti altri centri del territorio, è aggravata per due motivi: l’incapacità, ormai conclamata, di questa Amministrazione comunale di saper varare una politica di differenziazione degli scarti e la colpevole morosità del nostro Ente nei confronti dell’Ato Cosenza».
«Forse in pochi sanno che Corigliano-Rossano è la città calabrese, dopo Reggio Calabria – avanzano le forze di minoranza consiliare – con popolazione superiore ai 15mila abitanti ad avere la percentuale di differenziata più bassa della regione. In due anni siamo passati da un incoraggiante 40%, facendo la media di Rossano e Corigliano, ad un drammatico 10%. E menomale che il modello Stasi era green».

«In sei mesi maturato un debito di 2,1 milioni nei confronti dell’Ato Cosenza»

Secondo i consiglieri comunali di opposizione «c’è di più. Produciamo così “tal quale” da conferire in impianto per il trattamento degli scarti che in appena sei mesi abbiamo raggiunto un debito di 2,1 milioni di euro nei confronti dell’Ato Cosenza. Sapete perché abbiamo avuto la spazzatura per strada in queste settimane e perché continueremo ad averla? Perché il nostro comune deve pagare le sue quote di conferimento in impianto dal 31 dicembre scorso. Una morosità così importante che ha costretto gli uffici dell’Ambito territoriale ottimale a chiudere i cancelli delle sedi di conferimento alla nostra città che nel frattempo è finita sul libro dei cattivi pagatori. Eppure i cittadini pagano fiori di imposte per la spazzatura».

«La soluzione? Raccogliere, stoccare, impacchettare e trasferire la spazzatura fuori regione al doppio del prezzo»

«In qualche modo, però, la spazzatura andava tolta e dovrà essere tolta dalle nostre strade, per nascondere quella grandissima vergogna figlia di disorganizzazione, approssimazione e zero capacità programmatica. Sapete qual è stata la soluzione? Raccogliere, stoccare, impacchettare e trasferire la spazzatura fuori regione. Sapete a che prezzo? Il doppio di quello che sarebbe servito per conferire nell’impianto pubblico dell’Ato dove conferiscono tutti gli altri comuni d’ambito. Ecco perché crediamo si stia navigando in una pericolosissima zona grigia, borderline tra il legale e l’illegale. E non vorremmo che, così come accaduto in altre realtà comunali che hanno adottato “soluzioni” simili a questa, possa piombare la magistratura e mettere in luce azioni di illegalità. Perché l’impressione – concludono Scarcello, Scorza, Promenzio, Madeo, Olivo, Madeo, Zagarese e Vulcano – è che su questa vicenda e più in generale sulla politica dei rifiuti, il sindaco ambientalista con la città più sporca della Calabria stia privilegiando azioni non del tutto legali o conformi a quelle che sono le regole generali».

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