Grave stato di salute per Vincenzino Iannazzo. Le difese: «Non è in grado di partecipare al processo»
Nell’udienza preliminare per il duplice omicidio Torcasio-Materasso è stata accolta la richiesta di perizia sulle condizioni del detenuto

CATANZARO L’udienza preliminare del processo sull’omicidio di Giovanni Torcasio, classe ’64, e Cristian Materasso, classe ’78, si è conclusa con la richiesta di perizia, accolta dal Tribunale di Catanzaro, avanzata dagli avvocati Salvatore Cerra e Mario Murone, richiesta alla quale si è opposta la pubblica accusa.
Il gup distrettuale, ha – infatti – accolto la richiesta avanzata dagli avvocati di Vincenzino Iannazzo, 67 anni, secondo i quali vi sono ragioni di ritenere che l’imputato non sia in grado di partecipare coscientemente al processo, atteso il proprio stato di salute. Sarà dunque un perito incaricato dal Tribunale ad esprimersi sulla totale capacità di stare in giudizio dell’imputato. Iannazzo è stato destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, in quanto ritenuto indiziato del concorso nel duplice omicidio consumato a Lamezia Terme il 29 settembre del 2000. L’incarico per la perizia, verrà conferito in occasione della prossima udienza.
Il caso
Il duplice omicidio si consumò al termine di un lungo inseguimento partito dal centro di Lamezia Terme fino al bivio Carrà Cosentino. Le vittime si trovavano a bordo di un’auto mentre i killer erano a bordo di una moto rubata. Il 29 ottobre 2020 – nel corso dell’operazione “Resa dei conti” – sono stati tratti in arresto per il delitto Antonio Davoli, Pietro Iannazzo, Vincenzino Iannazzo e Domenico Cannizzaro. I destinatari del provvedimento cautelare, tutti esponenti di vertice delle cosche federate della ‘ndrangheta lametina, Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, erano già detenuti, alcuni anche nel regime dell’art. 41 bis, a seguito delle condanne riportate in relazione alla operazione “Andromeda”. Secondo l’accusa il movente del delitto risiede nella precisa volontà delle cosche confederate di vendicare gli omicidi di Francesco Iannazzo e di Giuseppe Cannizzaro e, al contempo, prevenire ulteriori azioni omicidiarie ai loro danni.