Usucapione sul palazzetto dello sport, il comune di Corigliano Rossano produce nuovi documenti
Mitidieri: «Si tratta di delibere da cui si desume la volontà dell’ente di utilizzare l’area». Stasi: «In un modo o nell’altro tornerà alla comunità»

CORIGLIANO ROSSANO Quell’area di tre ettari al centro di un contenzioso fra un privato che ha intentato una causa di usucapione del bene e l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano, continua a tenere banco dopo anni.
Questa mattina davanti al Tribunale di Castrovillari si è consumata un’altra udienza del procedimento in corso sulla proprietà del palazzetto dello sport di contrada Insiti – terra di mezzo fra Rossano e Corigliano che insisteva in territorio ausonico – fra il privato che ha occupato l’area e l’ente locale.
In tribunale, oltre all’avvocato difensore del comune, erano presenti anche il sindaco Flavio Stasi, il presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo, l’assessore all’Urbanistica, Tatiana Novello e l’assessore al personale e alla trasparenza amministrativa, Mauro Mitidieri.
Mitidieri: «Abbiamo chiesto al giudice di acquisire dei nuovi documenti»
«All’udienza fissata per sentire i testimoni chiamati dalla difesa del privato che ha mosso l’usucapione – riferisce quest’ultimo al Corriere della Calabria nel fare il punto della situazione – questi ultimi non si sono presentati. Abbiamo chiesto al giudice di acquisire dei documenti che riteniamo importanti e che risalgono al 2019. Si tratta di delibere consiliari dalle quali si desume la volontà dell’ente di voler utilizzare quell’area per finalità pubbliche, anche alla luce della legge regionale di istituzione del nuovo comune».
«Abbiamo insistito che quei documenti fossero acquisiti agli atti – specifica Mitideri – perché sono di formazione successiva rispetto alla scadenza dei termini, mentre il sindaco si è reso disponibile a rendere un interrogatorio libero. L’avvocato della controparte si è opposto alle nostre richieste ma il giudice – conclude l’assessore – si è riservato di decidere».
Stasi: «In un modo o nell’altro, quell’area tornerà a disposizione della comunità»
«I nostri legali – spiega il sindaco Stasi – hanno esibito e chiesto l’acquisizione di documenti, prodotti nel 2019, che dimostrano ancora una volta la volontà del Comune di utilizzare l’area per finalità pubbliche. Non è il primo atto che produciamo per risolvere questa assurda situazione, non sarà l’ultimo. Inoltre mi sono reso disponibile con il giudice per rendere un interrogatorio libero in quanto rappresentante dell’Ente. Il Comune presenzierà con le sue massime rappresentanze tutte le udienze relative a questa vicenda. In ogni caso, in un modo o nell’altro – chiosa il primo cittadino – quell’area tornerà a disposizione della comunità».
Le nubi su Insiti
Sull’area e la struttura – originariamente gestita da un consorzio dei due ex comuni sciolto nel 2019 – e sulla causa intentata aleggiano nubi, come si evince dalla testimonianza di uno dei membri del consorzio, Damiano Viteritti, fornita nel corso di una puntata del talk Un eco dallo Jonio, andato in onda su L’altro Corriere Tv, in cui fa intendere che qualcosa sembra essere andata di traverso.
«Il caso Insiti è stato male affrontato» aveva detto Viteritti nel ricostruire gli accadimenti storici, fra cui le «numerose attività» svolte negli anni che cozzerebbero con l’usucapione. «Abbiamo scoperto che era stata promossa una azione di acquisizione della proprietà che ha dello sbalorditivo – queste le parole di Viteritti di qualche settimana fa – perché fin quando sono stato membro del consorzio, non vi era stata nessuna occupazione da parte del soggetto interessato».
Il passo successivo dell’ex componente del consorzio è stato quello di chiedere contezza rispetto a quanto stesse accadendo all’allora comune di Corigliano: «Non riuscivo a capire come fosse stato possibile avviare una causa di usucapione se ci sono dei documenti che comprovano che in quegli anni abbiamo svolto delle attività e che quindi sostengono il contrario, ovvero che non ci sono i presupposti per intentare una causa del genere. In qualità di membro del consorzio ho anche chiesto l’accesso agli atti all’allora responsabile dell’avvocatura del comune di Corigliano e mi è stato risposto che erano questioni che non mi dovevano interessare perché vi era una causa in corso. Ho reiterato la richiesta di accesso agli atti anche alla nuova amministrazione, ma nei documenti che mi sono stati forniti, una serie di attività non risultava più. Parte di quei documenti li ho rinvenuti nel mio archivio personale perché ero informato per conoscenza, in quanto membro del consorzio, dell’esito di quel procedimento».
Viteritti aveva alimentato i dubbi: «Ho ricostruito gli atti e ho inviato tutto alla Procura della Repubblica. È necessario che gli uffici giudiziari verifichino che non vi sia stata una volontà colpevole di agevolare questo percorso dall’interno del Comune. Nella vicenda processuale i membri del consorzio sarebbero potuti essere indicati come testimoni, così come si sarebbero potuti chiamare a testimoniare gli ex sindaci di Corigliano e di Rossano». In tutta questa storia «è evidente che vi sia stata una stortura: ci sono atti incontrovertibili con l’usucapione». (l.latella@corrierecal.it)