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Ato Cosenza, Federazione Riformista: «Chiara sconfitta del presidente Manna»

La lista commenta la scelta dei sindaci di localizzare l’Ecodistretto a Villapiana col placet dell’assessore De Caprio. «Una bocciatura per il sindaco di Rende»

Pubblicato il: 14/07/2021 – 15:58
Ato Cosenza, Federazione Riformista: «Chiara sconfitta del presidente Manna»

RENDE «La nostra tesi, resa pubblica nei giorni scorsi, di condividere la scelta dell’assessore De Caprio di localizzare l’eco distretto della provincia di Cosenza nel comune di Villapiana, in un sito idoneo, accessibile e distante dai centri abitati, così come più volte abbiamo precisato, è stata fatta propria dall’assemblea dell’Ato di Cosenza».
Così in una nota di Federazione Riformista di Rende.
«La vicenda – aggiungono – evidenzia una chiara sconfitta del Presidente dell’Ato, avv. Marcello Manna, bacchettato dall’assessore regionale all’ambiente e di fatto bocciato dall’Assemblea dei Sindaci dell’Ato che, scegliendo Villapiana come territorio sede dell’eco distretto, hanno fatto l’esatto contrario dei desiderata di Manna, che nei giorni scorsi aveva espresso forti perplessità sia sul metodo adottato dalla Regione per la scelta sia sulla decisione di ubicare l’eco distretto nel comune di Villapiana. È del tutto evidente, che i cittadini della provincia di Cosenza pagheranno a caro prezzo, in termini di aumenti delle tariffe, i tentennamenti della governance dell’Ato Cosenza di questi anni, che hanno determinato la conseguenza di conferire i rifiuti della stessa provincia in altre Regioni. Diamo atto all’assemblea dell’Ato Cosenza di aver operato una decisione saggia scegliendo il territorio di Villapiana, in area idonea, per l’eco distretto e per aver evitato alle popolazioni della media Valle del Crati, in particolare ai cosentini, ai rendesi e ai montaltesi, una insopportabile concentrazione di impiantistica per il trattamento dei rifiuti nell’area della ex Legnochimica, a due passi dai centri abitati, così come pensato da settori politici ed imprenditoriali».
E concludono: «Sorge spontaneo l’interrogativo: dopo una telenovela di due anni e dopo i pronunciamenti contrari del competente assessorato regionale all’ambiente e dell’assemblea dei sindaci dell’Ato, forse qualcuno dovrebbe assumere le dovute determinazioni?»

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