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Condannato all’ergastolo si laurea con 110 e lode a Catanzaro

Nell’istituto di Siano, Salvatore Curatolo ha discusso una tesi sulla sopravvivenza alla pena

Pubblicato il: 21/07/2021 – 11:54
Condannato all’ergastolo si laurea con 110 e lode a Catanzaro

CATANZARO Un detenuto 65enne nel carcere catanzarese di Siano si è laureato con 110 e lode discutendo una tesi su “Ergastolo ostativo. Percorsi e strategie di sopravvivenza”, la stessa condanna che sta scontando per reati di mafia. Salvatore Curatolo ha discusso la tesi ieri nella sala teatro del carcere. A riferirlo, in una nota, è il relatore della tesi, il professore Charlie Barnao, docente di Sociologia all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e delegato del Rettore per il “Polo universitario per studenti detenuti”.
Curatolo, riferisce la nota, «ha raccontato se stesso accendendo i riflettori con una consapevolezza facilitata dalla scrittura autobiografica su ciò che gli ha consentito di sopravvivere in senso psicologico e fisico alla detenzione, ventotto anni ininterrotti di reclusione di cui dodici in regime di 41 bis».
«Il metodo dell’autoetnografia – afferma Barnao – rientra nell’ambito più generale dell’etnografia. Ma mentre con l’etnografia il ricercatore studia le “culture altre” per comprendere i soggetti al centro della sua ricerca, con l’autoetnografia il ricercatore è nel contempo osservatore e osservato, l’autore e il focus della storia. Lavori autoetnografici di questo tipo possono servire a valorizzare aspetti della personalità utili per determinati percorsi di adattamento; ciò può assumere anche una significativa valenza dal punto di vista educativo e rieducativo. In particolare, nella tesi di Curatolo emerge il ruolo centrale dell’istruzione. Per quest’uomo che non aveva neanche la quinta elementare, studiare in carcere e arrivare alla laurea in sociologia è stato un modo per avvicinarsi con nuovi argomenti di discussione alle persone a lui più care. La tesi è frutto di un percorso introspettivo lungo e faticoso».
«Un lavoro – conclude il docente – reso possibile anche grazie alla grande disponibilità e collaborazione dell’istituto penitenziario di Catanzaro, diretto da Angela Paravati, e dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro con il suo Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia (Diges) diretto dal professor Geremia Romano. Romano, che è anche presidente del Senato accademico, ha presieduto la commissione di laurea».

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