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Corap, sindacati: «Preoccupano le condizioni di acquisizione della società Iam»

I segretari generali di Uiltec, Femca Cisl e Filctem Cgil Calabria: «Sono garantiti i diritti dei lavoratori che passeranno al Consorzio?»

Pubblicato il: 27/07/2021 – 10:55
Corap, sindacati: «Preoccupano le condizioni di acquisizione della società Iam»

GIOIA TAURO «Si è tenuta una partecipata assemblea unitaria delle Organizzazioni sindacali sulla vertenza Iam di Gioia Tauro. All’incontro con le lavoratrici ed i lavoratori si legge in una nota stampa dei sindacati – hanno preso parte Vincenzo Celi, Segretario generale della Uiltec Calabria; Pompeo Greco, Segretario generale della Femca Cisl Calabria; Francesco Gatto, Segretario general della Filctem Cgil Calabria». «L’assemblea segue l’incontro avuto con i vertici del Corap qualche giorno fa – prosegue la nota – incontro che ha avuto toni interlocutori, durante il quale è stata espressa dal management dell’azienda, rappresentato dall’avvocato Renato Bellofiore, Commissario del Corap e l’ingegnere Sergi, responsabile del settore depurazione, la volontà di procedere all’internalizzazione del servizio di depurazione e di aver avviato le procedure propedeutiche all’acquisizione della Iam, società che è utile ricordare sta lavorando in regime di proroga e si avvia alla scadenza della stessa fissata al 31 dicembre 2021».

«Si ipotizza il passaggio del personale Iam nelle fila del Corap»

«L’operazione annunciata da Corap non ha sorpreso i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria che, per contro, hanno evidenziato la necessità ravvisata anche dalle lavoratrici e dai lavoratori attualmente in forza nella pianta organica di Iam – di un passaggio senza soluzioni di continuità di tutto il personale nelle fila del Corap, mantenendo il contratto attualmente applicato in Iam – vale a dire quello previsto per i lavoratori del comparto gas-acqua – con tutele condizioni contrattuali, professionali, economiche e retributive che sono state acquisite sino ad oggi. Ciò che preoccupa le Organizzazioni sindacali, pur cogliendo lo spirito collaborativo rappresentato dall’azienda, è la tempistica riferibile al completamento di questa operazione di transizione aziendale. Questo percorso, infatti, non può finire nelle pastoie di una campagna elettorale estiva che potrebbe distrarre la politica regionale e chi, in questa fase gestisce la cosa pubblica calabrese, dalle necessità impellenti delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente impiegati in Iam».

I lavoratori: «L’acquisizione di Iam non è la soluzione ai problemi del Corap»

«Quello che preoccupa le lavoratrici ed i lavoratori – continuano i sindacati – professionisti che con il loro know-how garantiscono un servizio di eccellenza sul territorio calabrese e che ora vedono ridisegnarsi il loro futuro, è il fatto che i problemi che oggi vive il Corap – che non potranno di certo essere risolti con l’acquisizione di Iam: società capace di fare utili importanti, ma non certo in grado di risanare le casse di un’azienda che non è stata sempre salvaguardata dalla politica regionale – possano riversarsi su questo percorso e rallentare sine die il raggiungimento del traguardo finale. Un ritardo sarebbe insopportabile, così come lo sarebbe anche un ulteriore ritardo nell’applicazione di quella riforma del sistema idrico integrato calabrese, di cui il settore depurazione fa parte, che sino ad oggi è stata solo annunciata, ma mai portata concretamente a compimento da chi ne aveva la competenza. Questo nella convinzione che quello della gestione delle risorse idriche calabresi era un settore che, da anni, richiedeva un’attenta analisi che conducesse ad un nuovo percorso normativo, un percorso moderno ed efficiente, in grado di dare corso ad una fase di riordino e rilancio produttivo dello stesso. La strada è stata tracciata – conclude la nota – il percorso è appena iniziato e da parte nostra a settembre siamo pronti a riprendere il confronto e a concludere questo processo di transizione nei tempi e nei modi che sono maggiormente funzionali alle necessità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori interessati ed al servizio essenziale del quale ne garantiscono la continuità».

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