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Aula quasi deserta, dura solo 20 minuti un Consiglio regionale sempre più inconcludente

Approvati solo i primi due punti, poi la minoranza se ne va e la maggioranza resta al palo: seduta tolta per mancanza del numero legale

Pubblicato il: 10/08/2021 – 17:10
Aula quasi deserta, dura solo 20 minuti un Consiglio regionale sempre più inconcludente

REGGIO CALABRIA Giusto due pratiche, di quelle come suol dirsi “dovute”, poi una sospensione di quasi due ore e infine il “rompete le righe” quando ci si è accorti che non si poteva andare più avanti con un’aula praticamente deserta. Il Consiglio regionale odierno finisce in modo inglorioso e inconcludente, continuando a percorrere il mestissimo “viale del tramonto” dallo scorso novembre, dopo essere stato “congedato” in seguito alla scomparsa della governatrice Jole Santelli.

Triste finale

Nel bel mezzo di una campagna elettorale ormai lanciata e di un agosto mai così torrido, l’Assemblea legislativa calabrese si produce in un triste finale, in quella che potrebbe stata essere l’ultima seduta della travagliatissima 11esima legislatura: “seduta chiusa per mancanza del numero legale”, recita il burocratico intervento del presidente Arruzzolo. È questo l’epilogo scontato di un Consiglio regionale che fin dalle prime battute si è capito sarebbe stato del tutto inutile, in pratica allo scorrere delle comunicazioni sui congedi, chiesti, nell’ordine, da Guccione, De Caprio, Irto, Sculco, Aieta, Francesco Pitaro, Di Natale, Bevacqua, Tassone, Tallini, Esposito, e poi gli assessori Orsomarso e Savaglio. In aula sono 17 e con questo numero si aprono i lavori con l’approvazione dei primi due punti all’ordine del giorno: il bilancio consolidato del Consiglio regionale e l’assestamento del bilancio sempre del Consiglio regionale. A questo punto i tre della minoranza presenti – Libero Notarangelo del Pd, Antonio Biliari e di Dp me Marcello Anastasi di IriC – escono dall’aula e il presidente Arruzzolo, constatata l’assenza del numero legale, dopo una ventina di minuti di lavori sospende la seduta per un’ora.

Seduta “tolta” dopo due ore

Un’ora che diventano quasi due, perché – a quanto si è appreso – la maggioranza di centrodestra avrebbe provato a far rientrare a Reggio qualcuno degli assenti. Mission praticamente “impossible”, e infatti al rientro in aula Arruzzolo dichiara tolta la seduta. Sono i titoli di coda di un Consiglio regionale che all’ordine del giorno aveva una dozzina di punti, nessuno dei quali francamente “urgente e indifferibile”, anzi l’odg era zeppo di provvedimenti dal sospetto sapore elettorale. Forse al tirar delle somme è stato pure meglio che sia finita in modo così inglorioso: almeno ci si è risparmiati l’ennesimo “bottino pieno” della maggioranza.

«Smacherate le divisioni della maggioranza»

«La nostra uscita dall’aula è servita a sottolineare ancora una volta l’assenza di unità della maggioranza, che a poche settimane dalle elezioni non ha i numeri per approvare i punti all’ordine del giorno in programma nella seduta del Consiglio regionale». Così il capogruppo di IriC Marcello Anastasi, il capogruppo di Dp, Antonio Billari e Libero Notarangelo del Pd. «Eravamo presenti – rilevano Anastasi, Billari e Notarangelo – perché è nostro dovere rappresentare i calabresi e siamo rimasti in aula fino a quando non è stato chiaro che la nostra presenza sarebbe servita esclusivamente a nascondere i limiti e le difficoltà del centrodestra. La seduta di consiglio saltata oggi, è l’ennesima dimostrazione della pochezza dell’azione amministrativa della compagine di centrodestra e delle mille lotte che la agitano in questo periodo elettorale. Da oggi – concludono i tre rappresentanti dell’opposizione – si portino in aula solo provvedimenti davvero urgenti e indifferibili, in attesa che i calabresi eleggano la nuova assemblea che possa finalmente tornare a occuparsi della Regione e delle sue numerose necessità». (c. a.)

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