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L’operazione

Coltivavano marijuana nel Parco dell’Aspromonte, arrestati zio e nipote

I due sono stati sorpresi in flagranza di reato dai carabinieri. Rinvenuta una coltivazione composta da 106 piante del valore di migliaia di euro

Pubblicato il: 14/08/2021 – 12:56
Coltivavano marijuana nel Parco dell’Aspromonte, arrestati zio e nipote

TAURIANOVA Coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Con questa accusa i carabinieri della compagnia di Taurianova hanno arrestato in flagranza di reato due soggetti originari di Platì, un 41enne e un 28enne, già noto alle Forze dell’Ordine, zio e nipote. I due sono stati sopresi dai militari a coltivare una piantagione di marijuana.

La piantagione

In particolare, ad esito di un mirato servizio perlustrativo in area impervia del Parco Nazionale d’Aspromonte, precisamente in località Trepitò di Molochio e Serro Lungo di Varapodio, i carabinieri delle locali Stazioni, con il supporto dello Squadrone Eliportato carabinieri Cacciatori di Calabria, hanno sorpreso i due, intenti a prendersi cura di una piantagione costituita da 106 piante di marijuana, con altezza variabile tra 0,5 mt e 1,5 mt.
Nello specifico, i militari operanti hanno notato la presenza di tre artigianali terrazzamenti posti ad altezze differenti, delimitati da paletti, una rete metallica e del filo spinato, all’interno dei quali erano disposte in ordinate filiere le numerose piante di marijuana, nascoste tra arbusti ed erbacce. A seguito di un prolungato servizio di osservazione, i carabinieri hanno poi scorto i due congiunti entrare all’interno della piantagione e irrigare le piante con un tubo di gomma, prelevando l’acqua da un torrente vicino, venendo in questo frangente prontamente bloccati dai militari.

Migliaia di euro il valore del sequestro


Le piante che, una volta cresciute, estirpate e vendute al dettaglio, avrebbero fruttato diverse decine di migliaia di euro, sono state sequestrate e catalogate in attesa degli accertamenti tossicologici del caso presso il RIS di Messina.
I due arrestati, sono stati dapprima condotti presso la Casa circondariale di Palmi del giudizio di convalida, all’esito del quale, il Tribunale di Palmi ha confermato per entrambi la custodia cautelare in carcere.

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