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Il “salasso” da 307 milioni della mobilità passiva e il bilancio soffocato dalla sanità

I dati contenuti nell’ultimo Rendiconto confermano l’enorme impatto delle spese del settore sulla tenuta contabile e finanziaria della Regione

Pubblicato il: 05/09/2021 – 11:07
Il “salasso” da 307 milioni della mobilità passiva e il bilancio soffocato dalla sanità

CATANZARO Il “salasso” della mobilità passiva, costato oltre 300 milioni, e l’assorbimento dei 2/3 del bilancio. Il “peso” della sanità sulle casse della Regione (e quindi sulle tasche dei calabresi) è sempre enorme, quasi insostenibile. Lo confermano anche i dati contenuti nel Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2020 della Regione Calabria, rendiconto all’esame del (prossimo) Consiglio regionale.

Il Rendiconto 2020


Così la relazione sulla gestione allegata al Rendiconto “fotografa” la situazione: «Le spese impegnate dalla Regione nel corso dell’esercizio 2020, al netto delle contabilità speciali, risultano pari ad euro 6.005.450.710,41, mentre i pagamenti in conto competenza risultano essere pari ad euro 4.797.551.188,55 e costituiscono circa l’80% degli impegni assunti nel corso dell’anno. … Le spese correnti impegnate hanno costituito l’80% delle risorse di parte corrente, stanziate in sede di bilancio di previsione, e circa l’84% delle omologhe obbligazioni giuridicamente vincolanti assunte, pagate nell’anno 2020… Nell’ambito delle spese correnti impegnate nell’anno 2020 oltre il 69% è destinato alla sanità»: si tratta, nel dettaglio, di 3.667 miliardi.

L’impatto del Covid 19


Ovviamente rilevante l’impatto determinato dal Covid 19: sul punto la relazione al rendiconto 2020 della regione Calabria spiega che l’importo del fondo sanitario con riferimento al 2020 «ha subito un ulteriore incremento» per questa ragione, indicando poi nelle tabelle un’entrata di oltre 21,1 milioni per interventi urgenti legati alla pandemia, fondi poi indicati nella parte spesa, alla quale si aggiungono 54,7 milioni di spesa per interventi di assistenza territoriale e per il riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid 19.

La mobilità passiva “monstre”


Nel rendiconto poi si evidenzia il “peso” enorme della mobilità passiva, cioè la spesa della Regione per le cure dei calabresi fuori dai propri confini: una spesa “monstre”, pari a 307,4 milioni ai quai si aggiungono altri 3,5 milioni. A fronte di questa cifra appare ben poca cosa invece l’entrata per la mobilità attiva della Regione Calabria, attesta a poco più di 20 milioni. Abbastanza eloquente comunque quello che si legge a un certo punto nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto 2020 della Regione Calabria: «Il vigente quadro normativo prevede  che la spesa relativa alle prestazioni sanitarie offerte a non residenti sia inizialmente a carico della Regione erogante e, in un secondo momento, intervengano i rimborsi delle regioni di residenza degli assistiti, corrisposti a consuntivo e dopo un’operazione di compensazione. Nel bilancio della Regione Calabria, come è possibile evincere dai dati esposti in precedenza, l’importo iscritto a titolo di mobilità passiva – si legge nel documento – è di notevole entità e non è controbilanciato da un equivalente importo allocato a titolo di mobilità attiva. Come noto, infatti, la Calabria si pone fra le Regioni con la maggiore migrazione sanitaria e non ha mai costituito, negli anni, un polo di riferimento sanitario per le altre Regioni».

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