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Oliverio apre la campagna elettorale: «Liberiamo la Calabria dalle logiche coloniali» – VIDEO

L’ex governatore di nuovo candidato presidente contro il Pd. «Pensa solo a far eleggere tre consiglieri, le divisioni sono state determinate dai dem»

Pubblicato il: 07/09/2021 – 18:29
Oliverio apre la campagna elettorale: «Liberiamo la Calabria dalle logiche coloniali» – VIDEO

GIZZERIA «Noi siamo in campo, insieme alla mia lista ho fatto la scelta di un progetto politico per liberare la Calabria da una logica coloniale». Così l’ex governatore Mario Oliverio definisce la sua nuova discesa in campo quale candidato alla presidenza della Regione da indipendente. Insieme a molti candidati della lista che lo sostiene alle Regionali del 3 e 4 ottobre, da un noto hotel di Gizzeria Oliverio spiega i motivi di una scelta che porta a tre i candidati espressione dello stesso campo, il centrosinistra, una scelta però – spiega Oliverio – determinata «dal muro di gomma e dalla sordità che ho incontrato nel mio insistito tentativo di cercare una ricomposizione su un progetto unitario».

«Stop commissariamento della sanità»

Tre, gli obiettivi di Oliverio. Il primo «è liberare la Calabria da una logica coloniale, perché la Calabria è in una morsa, in una gabbia che la sta soffocando. Commissariamenti dappertutto. Undici anni di commissariamento della sanità hanno prodotto un disastro, io mi sono battuto quand’ero presidente della Regione contro il commissariamento ma ho trovato un muro di gomma da parte di tutti i governi, da Renzi a Gentiloni, dal Conte I al Conte II. La Calabria sta pagando un prezzo drammatico: la pandemia è stata una miccia su una tanica già in ebollizione. Quindi – aggiunge l’ex governatore ricandidatosi presidente – primo punto: rimuovere il commissariamento della sanità, è una battaglia che si può vincere solo se c’è una scossa popolare e un apporto popolare. E il voto alla nostra lista va in questa direzione di liberare la Calabria da questo primo pilastro di colonialismo»

«Fallimentare la gestione del Pd negli ultimi anni»

Secondo obiettivo, per Oliverio, è «liberare la Calabria dai commissariamenti che hanno desertificato la vita democratica e la partecipazione democratica, quello che è avvenuto due anni fa nella scelta della candidatura del centrosinistra con Callipo allora, e quello che sta avvenendo oggi è la riproposizione aggravata di quello che era avvenuto due anni fa. Fino all’ultimo ho cercato di mettere in campo una ricomposizione unitaria e un progetto unitario ma ho trovato solo sordità, indifferenza cinica e anche contro questa deriva siamo in campo».  Oliverio quindi rimarca ulteriormente: «Il fronte dell’opposizione l’ha spaccato chi ha gestito in modo cinico, chiuso e ottuso questa fase come la prima fase, quella consumata con Callipo. Callipo si presentava come l’Olivetti del Mezzogiorno, l’innovatore destinato ad aprire una nuova stagione della Calabria e del Sud, ma dopo 4 mesi e una sconfitta sonora con 25 punti di differenza dalla Santelli c’è stata la fuga e nessuno ha aperto una riflessione. Oggi – sostiene l’ex governatore di nuovo candidato – siamo al secondo tempo: le responsabilità sono di coloro che hanno gestito questa fase e non di Oliverio, che fino all’ultimo ha cercato di ricomporre e ha trovato chiusura perché l’unico assillo era salvaguardare e tutelare la rielezione o l’elezione di tre persone. Ma vi pare che un grande partito possa ragionare in questi termini? Può mettere in primo piano gli interessi di tre persone rispetto a quello generale? Ecco perché siamo in campo, per fermare questa deriva e per creare le condizioni per un rilancio della sinistra ancorata ai valori e alla bussola del bene comune e non dei singoli». Sul rischio di un’espulsione dal Pd, Oliverio osserva: «Non vedo i motivi di questo approdo, perché il tesseramento in Calabria è stato sospeso da due anni e da due anni sono privo della tessera. Che cosa devono espellere, in un partito che in questo momento hanno liquefatto? Il problema è ricostruire: loro non si pongono questo problema, noi ci poniamo questo obiettivo di ricostruire».

«Vedere quali interessi nella sanità ci sono dietro alcuni candidati»

Terzo obiettivo: «Vogliamo valorizzare – spiega Oliverio – le energie della Calabria, aiutarla ad affermare un suo ruolo alla pari delle altre Regioni. La nostra lista è espressione di territori, esperienze diverse, è una lista qualificata. Anche coloro su cui ancora oggi vengono innescati dubbi sono personalità di primissimo ordine. Vorrei a esempio parlare di Francesco D’Agostino, un imprenditore che ha subito un procedimento giudiziario da cui è uscito con grandissima dignità, grandissimo onore e grandissima soddisfazione, perché la sentenza è stata netta, chiara. La nostra è anche una battaglia per affermare una cultura dei diritti, contro questa indole alla criminalizzazione della Calabria e alla confusione.  Anche io sono stato vittima di un meccanismo che dopo due anni è stato sgomberato, perché era chiara la bolla che si costruiva. Con noi – prosegue Oliverio – ci sono persone perbene, non so se nelle altre liste si è fatto altrettanto. Occhiuto ha inviato al vaglio dell’Antimafia le liste, ma questa iniziativa si è ridotta che è uscito il padre per fare posto al figlio, il suocero per fare posto al genero, il marito per fare posto alla moglie, e invece bisgnerebbe davvero vagliare le liste, a partire dalla sanità perché – rileva il candidato presidente indipendente – nella sanità vorrei vedere quali interessi diretti e indiretti si celano dietro alcune candidature. Noi non abbiamo candidati in conflitto con attività di governo della Regione”.  Tra i presenti, oltre alla compagna Adriana Toman e ai suoi fedelissimi, alcuni candidati come Maria Francesca Corigliano, Brunello Censore, Francesco D’Agostino e Rosario Condarcuri: Oliverio infine ha ringraziato anche Peppe Bova, volto storico della sinistra calabrese e già presidente del Consiglio regionale, “per l’alto contributo alla costruzione di questo progetto». (a c.)

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