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Oliverio a Reggio: «Nostra lista fatta di persone perbene. Arrogante chi si erge a censore»

Il candidato governatore all’incontro del movimento “Identità calabrese”: «Sondaggi incoraggianti. Amalia Bruni dovrebbe moderare i toni»

Pubblicato il: 13/09/2021 – 18:43
Oliverio a Reggio: «Nostra lista fatta di persone perbene. Arrogante chi si erge a censore»

REGGIO CALABRIA «Il nostro movimento si sta allargando e ha obiettivi chiari: mettere la Calabria al centro del dibattito nazionale e bloccare questa deriva colonialista». Così il candidato al governo della Regione Calabria Mario Oliverio intervenuto a Reggio Calabria all’incontro organizzato dal Movimento “Identità calabrese”, che annuncia il sostegno alla campagna elettorale dell’ex governatore.
L’incontro ha fatto seguito al tavolo tecnico durante il quale Oliverio si è confrontato con tutte le associazioni autonomiste. Oltre a lui hanno preso la parola Erasmo Vecchio, imprenditore e Presidente di Identità siciliane, Linda Cottone, imprenditrice e coordinatrice nazionale di “Sud Identità territoriale”, Felice Coppolino, imprenditore cooperativistico e segretario di Identità siciliane, coordinatore dell’associazione sud e impresa. Presenti inoltre Mario Laurenzano, candidato al consiglio regionale della Calabria libero professionista coordinatore di identità calabrese, Alfonso Macrì imprenditore responsabile di “Naima Service” nonché vicepresidente di identità calabrese, professor Musitano Domenico Presidente di identità calabrese, Elisa Lucrezia Sottilaro avvocato candidata con identità calabrese nella lista di Mario Oliverio e tesoriere di identità calabrese e Simone Veronese coordinatore a Reggio Calabria della lista “Oliverio Presidente”.

«Fui candidato da 130mila calabresi non da una conventicola»

Oliverio si sofferma anzitutto sui commissariamenti: «Basti pensare alla sanità – dice – portata a una condizione disastrosa». Ma anche «alla condizione più generale che vive la politica commissariata, che sottrae ai calabresi la possibilità di autodeterminarsi».
«La nostra battaglia – aggiunge – non si fermerà il 4 ottobre, ma guarda avanti. Al centro porremo il riscatto dalla nostra terra e l’affrancamento dai partiti nazionali che impongono le proprie scelte». Secondo Oliverio, esempio ne è il Partito Democratico «la cui candidata è frutto di un casting». Una scelta «sottratta ai calabresi. Per questo, la nostra, è una battaglia di libertà».
Data la presenza di rappresentanti anche dalla Sicilia, Oliverio ha voluto soffermarsi sull’importanza «per la Calabria» ma anche per altre regioni del Mezzogiorno di «rompere gli stereotipi che le rappresentano come terre del male» a fronte delle loro «grandi potenzialità e della stragrande maggioranza della popolazione laboriosa, che merita rispetto».
La sua, sottolinea, non è una candidatura di “rottura”, per togliere voti alla coalizione di centrosinistra. «Non ho avuto benefici di nomine, – incalza – ho sempre vinto col consenso popolare. La mia storia politica è una storia di vittorie dove ho avuto un consenso largo. Io fui candidato alla guida della Regione non da una conventicola, ma da 130mila calabresi che parteciparono alle primarie».

Oliverio a Reggio

«Sondaggi incoraggianti»

«Pur essendo scesi in campo da poco, i sondaggi sono incoraggianti». Oliverio vede un aspetto positivo nelle percentuali recentemente indicate per la sua lista. I numeri, secondo l’ex governatore «smentiscono quanti sostenevano che non eravamo in grado di fare una lista e che non avremmo realizzato il quorum. Se già oggi siamo dati tra l’8% e il 12% mi pare un punto di partenza incoraggiante che dovremo far crescere durante questa campagna elettorale».

«Nostra lista fatta di persone perbene»

Oliverio torna poi sulle parole del commissario del Pd, Stefano Graziano e su quella della candidata Amalia Bruni, che in occasione della presentazione dei candidati non hanno lesinato riferimenti all’ex candidato del Partito Democratico in regione, che proprio nella mattinata di questo 13 settembre aveva replicato.
«Credo che ci sia un vizio di arroganza in chi si erge a censore delle liste degli altri. In chi giudica come se fosse la Cassazione le liste degli altri», aggiunge. «Noi abbiamo fatto una lista di persone perbene, che anche quando sono state oggetto di procedimenti giudiziari hanno dimostrato con giudizi portati a compimento, che sono indenni da ogni macchia, com’è stato per il sottoscritto o per l’onorevole D’Agostino. Un giudice ha detto con formula piena che i fatti contestatici non sussistevano».
E aggiunge, rivolgendosi alla candidata di centrosinistra: «Amalia Bruni farebbe bene a moderare i toni e a rispettare le persone. Anche quelle che sono nelle liste che la sostengono, che hanno avuto vicissitudini giudiziarie, tra l’altro non ancora concluse». (f.d.)

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