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«Le scuole sono trincee». I casi limite «gravati da problemi lontani»

Le testimonianze della dirigente scolastica Labate dell’Ic “Alvaro” di Reggio Calabria e del sindacalista Cgil, Denaro, a “Buongiorno Regione”

Pubblicato il: 27/09/2021 – 8:55
«Le scuole sono trincee». I casi limite «gravati da problemi lontani»

LAMEZIA TERME Scuola e casi limite. Lunedì scorso gli istituti scolastici calabresi hanno riaperto battenti, molti dei quali gravati da mali atavici. Come quelli evidenziati a “Buongiorno Regione”, andato in onda questa mattina su Rai 3 Calabria, dalla dirigente scolastica Adriana Labate dell’istituto comprensivo “Alvaro”, nel quartiere Gebbione a Reggio Calabria, e dal sindacalista della Cgil Scuola, Domenico Denaro.
«L’incapacità di garantire un giusto avvio dell’anno scolastico – esordisce quest’ultimo – ha poco a che vedere con la pandemia. È un segnale di grande difficoltà che mette la regione in una situazione di grave imbarazzo, nonostante la visita del presidente della Repubblica, Mattarella. La scuola calabrese è ripartita ma continuano a verificarsi criticità su tutto il territorio come l’ingresso con doppi turni in alcune scuole di Catanzaro, ed altre ancora in Dad. Ci sono problemi anche col green pass per i docenti ormai diventato legge».
Anche per la dirigente scolastica dell’Ic Alvaro «i problemi attuali della scuola hanno poco a che fare col Covid. Dirigo un istituto comprensivo – racconta la preside a Buongiorno Regione – situato in un bellissimo quartiere che vanta realtà aggreganti e società sportive. Con queste ho avviato progetti di collaborazione, ma tutti gli sforzi sono frustrati da problemi che non si riescono a superare e che affondano le loro radici in un lontano passato, nel degrado delle strutture. In base ad un verbale dei vigili del fuoco del 2019 si sarebbe dovuta rifare la facciata del plesso delle elementari, ma non riusciamo a sapere quando interverrà l’amministrazione comunale. Ci sentiamo poco valorizzati, talvolta abbandonati e siamo costretti a lavorare in emergenza». La dirigente scolastica racconta anche un’«aggressione subita». «Si tratta di un episodio spiacevole che non ha avuto gravi conseguenze fisiche ma psicologiche: non stavo facendo altro che garantire l’ingresso agli alunni e sono sicura che la presenza di un vigile urbano avrebbe impedito l’episodio. Lo scarso controllo è un problema di tutto il quartiere, soprattutto nelle ore serali».

Domenico Denaro

«Le scuole sono luoghi di trincea – prosegue Denaro – e l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidenti i problemi. Episodi come quelli accaduti alla dirigente sono ormai frequenti e questo non dipende da dove sono ubicate le scuole, perché ve ne sono alcune in realtà molto più complesse e difficili dove la scuola si sostituisce completamente alla famiglia e alle istituzioni. Il problema va attenzionato da tutti gli attori».
«Ci sentiamo come soldati scoraggiati – conclude Adriana Labate –. Il nostro istituto comprensivo vanta due palestre, tutte e due inagibili. La prima a causa di lavori di consolidamento della struttura che durano da sette anni. L’altra per via di infiltrazioni che si potrebbero risolvere con una guaina. Con un costo di circa 20mila euro restituiremmo la struttura alla scuola e alla collettività. Non voglio andare allo scontro con l’Amministrazione comunale e spero in una maggiore sensibilità da parte del Comune. A Reggio – chiosa – viviamo quotidianamente l’emergenza spazzatura da cui scaturisce l’invasione di ratti, anche vicino alle scuole. Per un intervento di derattizzazione, l’anno scorso, ho dovuto attendere il mese di febbraio».

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