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L’analisi

La sinistroide Corigliano Rossano è la «città più a destra della regione»

Il centrodestra ottiene il 62% in una città governata da una compagine di centrosinistra che per la seconda volta si tira fuori dai giochi

Pubblicato il: 06/10/2021 – 18:58
di Luca Latella
La sinistroide Corigliano Rossano è la «città più a destra della regione»

CORIGLIANO ROSSANO Corigliano Rossano è la città calabrese più a destra, lo dicono i numeri; avrebbe potuto esprimere più consiglieri regionali e per la seconda volta consecutiva in poco più di un anno, l’amministrazione comunale a trazione Flavio Stasi decide di non decidere e di non schierarsi (ufficialmente). Tre elementi sembrano emergere con una certa chiarezza, nel day after, a urne chiuse.

I numeri di una città sbilanciata a destra

Nonostante l’afflato appena percepito di centrosinistra, più sbandierato dagli amministratori che voluto, in riva allo Jonio il primo dato che balza agli occhi è il 61,99% ottenuto dalla coalizione di centrodestra, con i 13.573 voti a Roberto Occhiuto. Ed il 24,29% alla locomotiva Forza Italia. Distaccato di ben 14% l’Udc che esprime il consigliere regionale Giuseppe Graziano al 10,39%, quindi la Lega al 9,72%, Forza Azzurri al 9,72% e Fratelli d’Italia al 7,62%. Più in là Coraggio Italia e Noi Con l’Italia che ottengono percentuali minime.
Sembra essere questa un prima sconfitta per il sindaco, come dice il leader delle opposizioni consiliari Gino Promenzio nel tirare le fila del discorso analizzato da osservatore, perché il centrodestra domina una città solo sulla carta amministrata da una compagine che solo di recente si è definita e si è data una connotazione (semi) chiara di centrosinistra, con la nuova giunta annunciata da Flavio Stasi nel corso dello scrutinio per le regionali, lunedì scorso.
Corigliano Rossano, dunque, pare tornare al passato, quando stravincevano le destre con a capo Giuseppe Caputo su una sponda del fiume Cino e Giuseppe Geraci sull’altra. Con la differenza che loro erano sindaci e che a imporsi non erano certo gli avversari politici.

Si può dare di più

E seppur per la prima volta la Sibaritide abbia iniziato a risollevare la testa dopo aver portato acqua ad altri per una vita, riuscendo ad esprimere cinque consiglieri regionali, la città di Corigliano Rossano rimane comunque ai margini della contesa, posizionando due rappresentanti a Palazzo Campanella: Graziano, appunto, e Pasqualina Straface. Dall’“alto” dei 69.185 votanti avrebbe certamente potuto fare di più ma la città ha chiaramente deciso, come sempre, di delegare gli altri: i coriglianorossanesi che si sono recati alle urne sono stati 22.279, pari al 32,95% degli aventi diritto. Pochi, pochissimi, con un dato relativo all’astensionismo fra i più alti dell’intera Regione.

Amministrazione comunale ferma al palo

Da quando è stato eletto Flavio Stasi, la città di Corigliano Rossano ha attraversato due competizioni elettorali regionali e dimostrato sempre più disaffezione verso la politica. In un anno e mezzo la forbice relativa al partito del non voto si è ampliata di cinque punti percentuali. Il 20 gennaio 2020 si erano recati alle urne il 37,23% dei votanti che erano simili a quelli di oggi (69.177). In poco più di un anno, insomma, l’idiosincrasia per le urne è aumentata sensibilmente. O sarebbe meglio definirla come sfiducia verso le istituzioni.
E per la seconda volta consecutiva, il governo Stasi non ha assunto alcuna posizione ufficiale. Nessun endorsement, nessun sostegno a candidati del luogo. E con l’imposizione, il diktat, di non far candidare nessuno riconducibile alla maggioranza consiliare. Probabilmente – è la tesi che circola di più – per evitare che si potesse “pesare” il consenso del sindaco, più a picco.
Ma se per vie ufficiali non se n’è fatto nulla, nonostante qualche ammiccamento iniziale con Luigi de Magistris, un tentativo della coalizione di centrosinistra nell’attingere fra le forze di governo di Corigliano Rossano, una telefonata di Francesco Boccia, Stasi in qualche modo sembra essersi mosso, facendo una “comparsata”, come le definisce Promenzio, al “dopocena” elettorale organizzato in città da un neo consigliere regionale del Pd.
In tutto ciò, Stasi sembra essersi dimenticato troppo frettolosamente anche di chi lo accompagnato per una “vita”, sostenuto in campagna elettorale e nei momenti difficili. Quel Giuseppe Campana, candidato alle regionali, compagno di viaggio, di innumerevoli battaglie ambientaliste, amico fraterno, ispiratore di questa maggioranza, commissario regionale di Europa Verde che da qualche giorno esprime anche un assessore in giunta, Alessia Alboresi, tesserata col partito.

La nota positiva

C’è, però, una nota positiva: quel segnale di risveglio della Sibaritide che in questa tornata ha espresso cinque consiglieri regionali. Accennato di Graziano e Straface che siederanno fra i banchi della maggioranza, a reggerne le sorti ci saranno anche il riconfermatissimo Gianluca Gallo, recordman di preferenze – sempre in maggioranza – e due consiglieri di minoranza: il pentastellato Davide Tavernise da Crosia, primissima rappresentanza del Movimento in Consiglio regionale ed il dem Mimmo Bevacqua da Longobucco, seppur ai confini della Sibaritide.

Promenzio: «Un sindaco politicamente alla canna del gas»

A tirare le fila, uno che non è certamente di destra. «Diciamocelo – commenta Gino Promenzio in una nota – ci aveva provato anche stavolta a non schierarsi, come quando si è trattato della fusione che non voleva, o come alle regionali scorse, per non creare scossoni. Schierarsi non gli piace mai. E figuriamoci adesso, che si è pure ricordato di dire che è di sinistra».
Poi rincara. «Un sindaco di una Città di 80mila abitanti che rinuncia a candidare e (ad eleggere) un proprio esponente è politicamente alla canna del gas. È la tecnica dell’imboscamento che tanto piace al sindaco. Tra i primi ad accogliere ed incoraggiare De Magistris, tra i primi a scappare dal suo percorso. Fa finta di non sentire quando gli chiedono una candidatura stasiana tra le fila della Bruni. Mette da parte per l’ennesima volta il buon avvocato Rotondo (consigliere comunale di maggioranza, ndr), che pur legittimamente aspirava ad un posto in lista e assiste, immobile al massacro elettorale di un galantuomo come Giuseppe Campana, segretario politico dei Verdi che sostengono la coalizione Stasi e uscito da Corigliano-Rossano col magro bottino di sole 283 preferenze».
«Passano i giorni e con la maggioranza ridotta agli stracci – avanza Promenzio – decide di andare al dopocena di un candidato longobucchese, però, nel frattempo, si reca a colloquio anche con il presidente della Provincia, Franco Iacucci, lo stesso a cui Stasi assicurava di giorno di non voler contendere la poltrona mentre di notte brigava contro e fallendo miseramente anche allora».
Il leader delle minoranze riporta qualche dato a mo’ di esempio: «Il centrodestra ha ottenuto nella circoscrizione Nord il 51,32%; nella circoscrizione Centro 53,66%; nella circoscrizione Sud 59.92%. A Corigliano Rossano il 62%. Aspettavamo il Sol dell’Avvenire, ci siamo preparati Stasi e il suo disastro, per la città e per la sinistra. Riflettano quei “compagni” avvezzi a stare di qua e di là, quelli che candidano un sindaco e ne sostengono un altro. Quelli che “non abbiamo ancora un percorso”. Quelli che – chiosa Promenzio – non trovi mai dalla stessa parte per più di una settimana. Quelli che danno lezioni e patenti di sinistra e poi spalancano le porte alla destra». (l.latella@corrierecal.it)

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