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Sit-in delle famiglie con persone disabili per chiedere la riapertura del centro diurno di Catona

Manifestazione davanti alla prefettura di Reggio. I genitori rivendicano anche trasporti e assistenza educativa. Delfino: «Comune già attivo»

Pubblicato il: 18/10/2021 – 12:57
Sit-in delle famiglie con persone disabili per chiedere la riapertura del centro diurno di Catona

REGGIO CALABRIA Continua la protesta delle famiglie delle persone disabili per chiedere la riapertura del “Centro diurno per adulti – Laboratori sociali” di Catona. L’unico spazio dedicato alle persone diversamente abili presente in città è stato chiuso e lo stallo pare protrarsi nonostante il tempo abbia ridotto le limitazioni legate alla pandemia. Anche per questo i genitori si dicono «stanchi di ascoltare promesse». Così nelle parole della portavoce Sabina Berretta. Suo figlio Sasha è uno dei trenta ragazzi compresi nel progetto del centro diurno. «Loro hanno sofferto ancora di più gli effetti del lockdown» data l’impossibilità di uscire di casa e le ridotte interazioni sociali, in alcuni casi vitali. La protesta che va avanti ormai da giorni serve anche a sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni cittadine rispetto alle mancanze sul piano dei trasporti e delle strutture per le quali «la legge 104 prescrive debba attivarsi il Comune», spiega Maria Mirella Gangeri, presidente dell’associazione Agedi Onlus.

Presente l’assessore comunale al Welfare e Politiche della famiglia Demetrio Delfino, la cui presenza, ha detto, voleva essere simbolo della vicinanza e della sensibilità al tema da parte dell’amministrazione: «Nei giorni scorsi c’è stato il sopralluogo con le famiglie, la cooperativa e la società “Castore” per far rientrare le famiglie al centro». La data della probabile apertura viene prospettata nel prossimo 25 ottobre dal delegato di Palazzo San Giorgio. «Oggi – aggiunge – è un’occasione in più per sensibilizzare anche gli altri Enti come l’Asp e la Regione sul tema della tutela dei disabili. Tutti i diritti rivendicati oggi sono programmati sul documento annesso al piano sociale scritto dal Comune. Il trasporto è garantito da un voucher e l’assistenza educativa è già partita anche se dovremo adeguarci al numero crescente dei ragazzi. Nei prossimi tre anni andremo a migliorare costruendo una nuova politica sul tema delle disabilità in città». (f.d.)

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