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la cacciata

«Africo: chiacchiere e bugie sulle alluvioni Aspromontane»

Rubare la storia a un popolo è peggio che ucciderlo fisicamente. Si ripete ossessivamente la stessa bugia che alla fine essa diventa la storia. Paradossalmente, anche chi l’ha vissuta se ne convin…

Pubblicato il: 24/10/2021 – 11:18
di Gioacchino Criaco*
«Africo: chiacchiere e bugie sulle alluvioni Aspromontane»

Rubare la storia a un popolo è peggio che ucciderlo fisicamente. Si ripete ossessivamente la stessa bugia che alla fine essa diventa la storia. Paradossalmente, anche chi l’ha vissuta se ne convince. Ad Africo, nell’ottobre del ’51 morirono una decina di persone. Molte di più ne erano morte nei terremoti del ‘5, del ‘7, dell’8, per stare al 900. Tante ne erano morte con le epidemie, le carestie, le guerre; il tasso di mortalità infantile stava sempre sopra al 50%, spesso raggiungeva il 100%. Le case erano tane, da secoli sfidavano il cielo a forza di rattoppi. L’alluvione del ’51 era un inferno come tanti altri abbattutisi nel passato. Gli Africoti resistevano, da tre paesi che stavano nella montagna ne diventavano uno. Un solo obiettivo: stare al di qua del fiume, Apo Osci Potamo. Stare dentro la propria frontiera, immobili e liberi. A sfidare tutto: fame, natura, uomo. Volevano stare nel loro mondo, nonostante tutto. Nonostante lutti immani volevano restare nei loro antri. L’alluvione del ’51 è stato il lutto più grande. Perché è stata la Cacciata. Una parte vi aderì perché non aveva più la forza di resistere. Una parte si lasciò convincere dalle perline e dall’acqua di fuoco. Ma una parte non scese al mare, restò fra i tuguri, continuò a costruire strade verso il cielo di Montalto, Africoti che non hanno mai costruito vie per la costa. Una parte rimase su. Fin sulla soglia degli anni 90 erano diversi gli Africoti a vivere la montagna. alla fine capitolarono tutti. Un chilometro quadrato di acquitrini. La nuova africo. Un posto che nonostante i tentativi continua a restare corpo estraneo. Straniero in patria. Africo ha vissuto tanti lutti, nei secoli. Il suo lutto più grande è stato la Cacciata. La fame c’era perché chiunque governasse le terre le dava ai suoi e sulle terre pubbliche imponeva tasse impossibili da pagare. Sarebbe bastato dividerle. Sarebbe bastato aiutare la ricostruzione. La cavalleria che nel ’51 si portò via gli Africoti non è stata un esercito di liberazione, ha realizzato la prigionia definitiva, portandosi in Occidente un pezzo di Oriente che avrebbe voluto restare tale. E questa è la storia vera per una parte degli Africoti che avevano il cielo nell’orizzonte, questa sarà per gli ultimi Africoti la storia vera, fino a quando non sarà sepolta dall’ultima bugia.

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