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Lamezia e il ricordo offuscato dal degrado: il mulino dedicato ad Adele Bruno è un’offesa alla memoria

L’edificio consegnato alla città per ricordare la giovane uccisa nel 2011, non è mai entrato in funzione. Italia Nostra: «Siamo addolorati»

Pubblicato il: 25/10/2021 – 18:27
di Giorgio Curcio
Lamezia e il ricordo offuscato dal degrado: il mulino dedicato ad Adele Bruno è un’offesa alla memoria

LAMEZIA TERME Cancelli chiusi con lucchetti, erbacce, rifiuti e gradini in legno distrutti dalle intemperie e dallo scorrere inesorabile del tempo. All’incuria e all’abbandono degli spazi pubblici di Lamezia Terme i cittadini ci si sono quasi abituati. Ma quando a sprofondare nell’oblio dell’abbandono è un luogo che, al contrario, dovrebbe essere utile a «ricordare» e a «testimoniare», non si può che restare sgomenti. Resta da capire, infatti, perché alle porte di Lamezia Terme il mulino dedicato alla memoria di Adele Bruno, giovane uccisa il 30 ottobre 2011, si ritrovi ancora in un completo stato di degrado. Un vero sfregio alla memoria della 27enne, la prima vittima di femminicidio a Lamezia Terme, delitto che dieci anni fa scosse e segnò profondamente un’intera comunità, chiamata a fare i conti con un caso senza precedenti. 

Lo sfregio alla memoria

Condizioni di degrado che fanno ancora più male a pochi giorni dal primo decennale dall’omicidio di Adele Bruno, una ferita aperta del cuore della città e della memoria collettiva. Perché se è vero che «coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza», così come recita una frase celebre di Liliana Segre, è altrettanto vero che certi moniti sono troppo spesso utilizzati solo durante celebrazioni e inaugurazioni per essere poi accantonati presto. Il mulino di via Soccorso, restaurato e inaugurato nel 2014, è in completo abbandono ormai da troppi anni – nonostante le denunce della famiglia della giovane – e senza che sia mai entrato in funzione. Originariamente, infatti, l’edificio doveva servire da info-point per il castello Normanno-Svevo di Lamezia, anche lui chiuso inesorabilmente. 

Il terribile omicidio

Adele Bruno fu uccisa 10 anni fa dall’allora ex fidanzato Daniele Gatto, già condannato a 30 anni in abbreviato. Il delitto avvenne il giorno prima del ventisettesimo compleanno della ragazza.Gatto uccise Adele Bruno strangolandola al termine di una lite e poi infierì sul cadavere colpendolo ripetutamente con un bastone e abbandonandolo su un terreno. Dopo il delitto, si allontanò e si recò a casa dei genitori della vittima per dire che la giovane era scomparsa. Quindi andò al commissariato di polizia per fare la denuncia di scomparsa. La mattina dopo, però, si presentò nuovamente agli agenti confessando l’omicidio e dando indicazioni per il ritrovamento del corpo. 

marinaro italia nostra
Giuseppe Marinaro – Italia Nostra

Italia Nostra: «Siamo addolorati, intervengano le istituzioni»

In prima linea in questa (ennesima) battaglia di civiltà a Lamezia Terme c’è “Italia Nostra” e uno dei referenti, Giuseppe Marinaro: «Ci troviamo di fronte ad uno scempio – ha detto ai microfoni del Corriere della Calabria, siamo addolorati a guardare queste cose, di fronte a beni che andrebbero tutelati, rispettati e valorizzati per il valore che rappresentano e non è possibile che accada a pochi giorni dalla commemorazione di Adele Bruno. Siamo mortificati a vedere le strutture in queste situazioni. Non c’è fine al degrado, non c’è fine a questo scempio, indecifrabile. A Lamezia c’è il problema dell’abbandono ma non è possibile restare insensibili di fronte a tutto questo. Basterebbe un minimo di cura, giusto per poter usufruire di quello che sarebbe invece un gioiello per la città». «Come Italia Nostra rivolgiamo il nostro appello alle istituzioni, alla nuova giunta che poi è quella che conosciamo già: tutto quello che riguarda la bellezza e la storia della città deve essere consegnata alla città e ai cittadini lametini».

Il ricordo

Intanto l’associazione “Per te” presieduta da Francesco De Fazio organizza un’iniziativa pubblica, alle 10.30 di sabato 30 ottobre, per ricordare Adele Bruno, una manifestazione organizzata proprio al mulino di San Teodoro, «struttura – ricordano –  che non è mai stata utilizzata. L’iniziativa vuole anche sollecitare enti e istituzioni perché lo stabile sia finalmente aperto al pubblico ed esplichi quella sua funzione sociale a favore della comunità, visto che questo è lo scopo per cui è stato creato».

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