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Morte di Giuseppe Cosentino, fissata l’udienza preliminare: chiesto il processo per 4 persone

Il gup discuterà la proposta della procura di Reggio il prossimo 6 dicembre. Accusata dell’omicidio colposo del presidente dell’Us Catanzaro l’equipe della Casa di Cura “Caminiti”

Pubblicato il: 04/11/2021 – 13:29
Morte di Giuseppe Cosentino, fissata l’udienza preliminare: chiesto il processo per 4 persone

REGGIO CALABRIA Fissata al prossimo 6 dicembre l’udienza preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio seguita alla notifica dell’avviso 415-bis sottoscritta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri dall’allora aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, Nunzio De Salvo.
L’inchiesta sulla morte dell’ex presidente dell’Us Catanzaro, Giuseppe Cosentino ha origine con la querela sporta da Ambra Cosentino, difesa dall’avvocato Ettore Tigiani.
Gli indagati sono in tutto quattro: Antonio Diomede Trimarchi, chirurgo e responsabile dell’equipe operatoria difeso dall’avvocato Giuseppe Milicia; Maurizio Tescione, anestesista difeso dall’avvocato Carlo Morace; Luca Messina, medico di guardia difeso dagli avvocati Scaramozzino e Mazzetti e il consulente cardiologico Domenico Antonio Foti difeso dall’avvocato Polimeni. Tutti compongono l’equipe medica della Casa di Cura Caminiti di Villa San Giovanni dove Cosentino era stato in cura per un intervento di colecistectomia per via laparoscopica prima di morire a causa di un’emorragia addominale lo scorso 13 luglio 2020.
Secondo il sostituto procuratore titolare del fascicolo, l’ipotesi di reato in relazione alle condotte (in concorso tra loro) degli indagati è quella di “omicidio colposo” e di “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”.
Il gup Antonella Rigolino si pronuncerà sull’eventuale rinvio a giudizio degli indagati.

I fatti

L’accusa parte dall’intervento chirurgico operato nei confronti di Giuseppe Cosentino in assenza di una condizione critica che dunque lo rendesse necessario. La condotta, ad avviso degli inquirenti sottenderebbe negligenza in ambito medico-sanitario consistita nella violazione delle linee guida che prescrivono di posporre un intervento in elezione di almeno 12 mesi rispetto ad un impianto di stent coronarici e che suggerisce, in relazione al rischio emorragico derivante dall’intervento, l’applicazione della terapia antiaggregante. Nella fase post-operatoria, in presenza di un paziente che presentata un elevato rischio emorragico conseguente alla scelta di praticare l’intervento chirurgico di colecistectomia laparoscopica con contestuale sostituzione della terapia antiaggregante, non veniva attivato un percorso di monitoraggio post-operatorio in sicurezza volto a ridurre le conseguenze negative di una possibile emorragia. Le complicazioni successive all’intervento subito, sempre secondo la procura, avrebbero un nesso col successivo evento morte sopraggiunto nel reparto Rianimazione del policlinico “Mater Domini” di Catanzaro. Da qui la decisione di chiudere l’indagine e dare eventuale impulso a quello che potrebbe essere il successivo processo. (f.d.)

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