«Siamo davanti a una deriva autoritaria del Paese»
Sergio De Caprio conosciuto come Capitano Ultimo in un’intervista rilasciata alla testata La Verità esprime il suo disagio rispetto alla gestione del Governo delle proteste ‘No vax’ e ‘No green pass’…

Sergio De Caprio conosciuto come Capitano Ultimo in un’intervista rilasciata alla testata La Verità esprime il suo disagio rispetto alla gestione del Governo delle proteste ‘No vax’ e ‘No green pass’ dichiarando una vera e propria paura di «deriva autoritaria nel Paese». Per l’ex assessore regionale all’Ambiente: «C’è troppo autoritarismo in giro – ha affermato – e lo dico non dimenticando mai di essere stato e di sentirmi ancora un servitore dello Stato e un uomo delle istituzioni come carabiniere per più di quattro decenni». De Caprio rivendica la possibilità di esprimere dissenso rispetto ai provvedimenti governativi pur avendo rivestito nella vita ruoli di servizio dello Stato. Sarà possibile per gli uomini e le donne che indossano una divisa avere opinioni come cittadini oppure il principio di uguaglianza e quello di libertà di espressione, articoli 3 e 21 della nostra Costituzione, valgono per tutti tranne che per loro?». Un interrogativo provocatorio per rivendicare il diritto di critica, anche per le persone che hanno trascorso la vita a fare adempiere le regole e le direttive statali. Sull’assalto alla Cgil e il possibile sciogliemento di Forza Nuova De Caprio ha commentato: «Si esercita una forma sottile di coercizione verso chi magari trova singolari le affermazioni del ministro dell’Interno sugli scontri e il ruolo degli agenti preposti alla verifica della forza ondulatoria di una jeep. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere – ha proseguito – qui si accusa di oscurantismo il regime dei talebani, ma davanti a certe iniziative mi chiedo chi voglia davvero tornare al medioevo. In conclusione Capitan Ultimo ha voluto segnalare l’emanazione di una «circolare bavaglio in cui ai carabinieri si inibisce, con ferrei paletti, l’uso dei social anche per quanto riguarda foto o messaggi di natura affettiva, amicale, familiare», una testimonianza quella dell’ex assessore volta ad accendere i riflettori sulla coercizione nei confronti delle forze dell’ordine stesse.