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Violenza sulle donne, le leggi (da sole) non bastano. «La vera battaglia è la rivoluzione culturale» – VIDEO

Incontro organizzato dal Comitato Pari opportunità del Foro di Lamezia. Angela Davoli: «C’è un problema di fondo da sconfiggere alla radice»

Pubblicato il: 25/11/2021 – 18:13
di Giorgio Curcio
Violenza sulle donne, le leggi (da sole) non bastano. «La vera battaglia è la rivoluzione culturale» – VIDEO

LAMEZIA TERME Le leggi, da sole, non bastano. La repressione o il “codice rosso” neanche. E i numeri sono lì a certificarlo. Ogni giorno, in Italia, ci sono 89 donne vittime di violenza di genere. Nel 2021, invece, sono stati 109 i femminicidi, il 40% di tutti gli omicidi commessi. Di questi, 93 sono avvenuti in ambito familiare-affettivo e, in particolare, 63 per mano del partner o dell’ex partner. Questi i dati allarmanti diffusi in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

L’incontro in Tribunale

Spunti drammatici ma dai quali deve necessariamente ripartire un dialogo che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine e associazioni perché la magistratura e le condanne non sono sufficienti. Anzi, certificano quello che è il fallimento della nostra società. È questo uno degli aspetti che è emerso dall’importante incontro organizzato, questa mattina, dal Comitato Pari opportunità del Foro di Lamezia Terme, presieduto da Angela Davoli. Presenti anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Lamezia, Dina Marasco, Giovanni Garofalo, presidente del Tribunale lametino, Angelina Silvestri, Presidente della sezione penale del Tribunale e Christian Bruscia, comandante della Compagnia Carabinieri di Lamezia.

L’occasione, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, attraverso la voce di chi fattivamente si impegna ogni giorno, di rimarcare l’importanza e il potere della «parola», quando la giustizia e la repressione da sole non bastano più. Un tema condiviso da tutti e che negli anni ha assunto una posizione cruciale e che si snoda necessariamente, quasi come un flusso costante e imprescindibile, attraverso percorsi pedagogici che non siano rivolti ormai solo agli adulti ma ai più piccoli, il tessuto sociale delle prossime generazioni.

comitato pari opportunità tribunale lamezia

«C’è un problema di fondo da sconfiggere alla radice»

«Bisogna cominciare dall’età evolutiva, nei bambini, attraverso pratiche di prevenzione e sensibilizzazione. La violenza è evidentemente dilagante, e non solo contro le donne. Quelli che sfociano nei femminicidi ci fanno capire che c’è un problema di fondo da sconfiggere alla radice». Ne è convinta Angela Davoli, presidente del Comitato Parti Opportunità dell’ordine forense del Tribunale di Lamezia Terme, parlando ai microfoni del Corriere della Calabria. «Il nostro comitato è da oltre 15 anni impegnato per portare avanti la diffusione e la sensibilizzazione sulla parità di genere. E oggi abbiamo voluto questo incontro “multi-voce”, per suggellare l’unità, l’impegno e la collaborazione con le istituzioni per dare un forte contributo sulla prevenzione di questi tristi episodi, una sconfitta per tutta la società».  

comitato pari opportunità tribunale lamezia

«Le donne non devono avere paura, c’è un sistema attorno a loro»

È proprio grazie a queste attività presenti sul territorio che, in questi anni, si è riusciti a ricostruire quelle che sono le dinamiche legate agli episodi di violenza, anche verbale, poi fisica, fino agli omicidi. Nella maggior parte dei casi, infatti, le violenze contro le donne sono perpetrate attraverso offese, ingiurie o anche con tentativi di screditare mogli e compagne all’interno di contesti non solo domestici ma anche sociali. «Siamo uscite dalle aule del Tribunale – ha spiegato ancora Angela Davoli – e abbiamo aperto uno sportello nel 2016 per la formazione e l’orientamento grazie al quale abbiamo capito ulteriori elementi: le donne hanno paura, molte altre non denunciano perché temono di perdere il sostegno economico ma soprattutto perché hanno paura. Le donne però devono capire che non sono sole; che intorno a loro è allestito un vero e proprio sistema preventivo ma che deve rafforzarsi attraverso la diffusione della parità del genere e della cultura del rispetto già nelle scuole elementari». «Noi – spiega infine – andiamo nelle scuole, parliamo con i bambini, sperando che presto si possa introdurre una materia specifica. Sarebbe una cosa buona, più di qualche magistrato ne ha parlato, perché la prevenzione sarebbe un contributo fondamentale».

«Vogliamo dare un messaggio positivo»

«Accanto ad una riflessione amara riguardo ai numeri che continuano a crescere e che davvero ci restituiscono l’immagine di una società rispetto alla quale noi non ci riconosciamo – ha detto poi Dina Marasco, presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Lamezia – ci sentiamo però di dare un messaggio positivo, da addetti ai lavori, forti della nostra esperienza e perché lavoriamo da molto tempo su questi casi, possiamo dire senza timore di essere smentiti che l’approccio riguardo questi fenomeni e rispetto a soli pochi anni fa è molto, ma molto migliorato». «Credo che tutti dobbiamo essere attori e artefici di una rivoluzione culturale – ha ricordato infine il sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, – che sappia, ab origine, far capire la negatività di tanti comportamenti e prevenirli. Siamo qui, in questo palazzo dove si applicano le pene e quindi si reprime ciò che è già avvenuto. Essere qui è dunque già una sconfitta perché dobbiamo fare in modo che si aprano il meno possibile queste porte per giudicare fatti e violenze già compiute. Dobbiamo dunque cambiare la nostra società, dando il via a questa rivoluzione culturale direttamente dalle scuole». (redazione@corrierecal.it)

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