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«Troppi dipendenti e riscossione ferma». “Buco” da 40 milioni per i Consorzi di bonifica

La Regione verso la riforma degli enti dopo l’analisi delle perdite. «Notevoli disavanzi e coperture inadeguate. Il loro numero sarà ridotto»

Pubblicato il: 30/11/2021 – 9:41
«Troppi dipendenti e riscossione ferma». “Buco” da 40 milioni per i Consorzi di bonifica

CATANZARO La bocciatura è nettissima. Gli undici Consorzi di bonifica attualmente in attività hanno un disavanzo complessivo che «supera il ragguardevole importo di 40 milioni di euro». E la cifra sembra «destinata ad aumentare», visto che gli enti, «nella maggioranza dei casi, hanno contabilizzato nei propri bilanci delle posizioni di credito nei confronti dell’Amministrazione regionale, di dubbia esigibilità». Il Documento di economia e finanza della Regione quantifica il buco degli enti chiamati a governare un pezzo dell’agricoltura. E ne indica i motivi, senza tanti fronzoli: «Nel corso del tempo, a causa di scelte discutibili in tema di gestione delle risorse umane, si è arrivati ad avere un costo per le spese di funzionamento, e del personale in particolare, che via via è risultato insostenibile rispetto alle reali risorse di cui tali enti potevano effettivamente disporre». Troppe assunzioni e una difficoltà a riscuotere i ruoli che ha «aggravato» lo squilibrio, affossando i bilanci.  

«Notevoli disavanzi di amministrazione senza coperture»

Il Def che servirà da guida per il prossimo Bilancio regionale, metta in luce l’attività di controllo effettuata nel corso degli ultimi mesi, dalla quale «sono emerse delle problematiche di notevole entità con effetti negativi sulla stabilità finanziaria dei consorzi e dello stesso bilancio regionale». Una ricognizione dalla quale «sono emersi notevoli disavanzi di amministrazione e una mancata o inadeguata copertura dei disavanzi e squilibri di bilancio». Quasi 20 anni passati al setaccio per fare chiarezza sui conti. Un lavoro di analisi complicato dalla «mancanza di un sistema di contabilità in linea con le regole e gli schemi di bilancio adottati dalla Regione Calabria». Si è dunque deciso di definire un «nuovo regolamento di contabilità per i consorzi di bonifica, previo confronto con l’Urbi, al fine di addivenire all’impiego di principi e schemi di bilancio uniformi alla stregua delle regole contabili applicate dalla Regione». È così che sono emersi i disavanzi di gestione alla base del “buco” da 40 milioni che porterà a una mini rivoluzione nel settore. 

«Radicale azione di riforma». E tagli in vista

La nuova giunta regionale, infatti, punta decisamente a un «radicale azione di riforma della legislazione afferente a tale comparto, al fine di rendere sostenibili le importanti attività che tali enti svolgono in termini di costruzione, gestione e manutenzione delle opere di bonifica». Primo obiettivo: la «riduzione dei costi di gestione», da attuare anche attraverso «una riparametrazione, per quanto applicabile, dei territori di competenza degli attuali consorzi di bonifica in termini di riduzione del numero degli stessi». Tagli in vista, insomma, a partire del numero degli enti. 

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