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Troppi contagi, tre Comuni del Crotonese chiedono la zona rossa

Iniziativa dei presidenti dei Consigli di Petilia, Mesoraca e Roccabernarda. Lettera al prefetto e al presidente della Regione

Pubblicato il: 30/12/2021 – 18:27
Troppi contagi, tre Comuni del Crotonese chiedono la zona rossa

CROTONE Misure più stringenti e maggiori controlli per evitare il proliferare di nuovi contagi per Covid, istituendo specifiche “zone rosse”. I presidenti dei Consigli comunali di tre centri del crotonese, dove in queste ore si sta registrando un’impennata del numero di positivi, Petilia Policastro, Mesoraca e Roccabernarda, Ferdinando Militerno, Teresa Ferrazzo e Antonio Piro, hanno scritto al Prefetto di Crotone, al Presidente della Regione Calabria ed alle istituzioni locali competenti in materia di ordine pubblico e sanità, chiedendo loro di «intervenire per evitare episodi di assembramento della popolazione, che determinerebbero – affermano – una pericolosa ed ulteriore impennata della curva dei contagi che avrebbe ricadute gravose sui presidi ospedalieri».
I tre presidenti dei Consigli comunali rilevano che la situazione «è ancora più grave rispetto a quella ufficialmente documentata in quanto è saltato letteralmente il meccanismo del tracciamento dei contagi a causa dell’utilizzo sempre più diffuso dei tamponi rapidi ‘fai da te’ venduti in farmacia, che permettono la mancata denuncia all’autorità sanitaria dei positivi al Covid-19». Una situazione che, secondo Militerno,
Ferrazzo e Piro, «porta all’Azienda sanitaria provinciale un carico di lavoro insostenibile con le risorse ad oggi a disposizione ed una conseguente insufficiente soddisfazione delle richieste di tampone molecolare per le quarantene fiduciarie attive».
«Questo – aggiungono i presidenti dei Consigli comunali – ha creato un gap importante tra i numeri dei positivi rivelati dai test rapidi antigenici effettuati nelle predisposte sedi e quelli comunicati dall’Asp alle autorità comunali, generando maggiore confusione sui dati al fine di un’oggettiva valutazione della situazione sanitaria reale ed inficiando, di conseguenza, tutte le potenziali decisioni».

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