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Rosarno, Ferrara (M5s): «A 12 anni dalla rivolta nessun passo in avanti per migliorare la situazione»

L’eurodeputata: «Le condizioni dei braccianti restano disumane. La tendopoli è stata un fallimento e non si è prospettata un’altra soluzione»

Pubblicato il: 07/01/2022 – 10:23
Rosarno, Ferrara (M5s): «A 12 anni dalla rivolta nessun passo in avanti per migliorare la situazione»

ROSARNO «Nessuna ricerca, vera e concreta di soluzioni strutturali. Sperpero di fiumi di denaro, degrado e abbandono di un’umanità lasciata ai margini. Oggi ricorre l’anniversario della “rivolta di Rosarno” e a dodici anni da quel 7 gennaio 2010 le condizioni di vita dei migranti e lavoratori stagionali che vivono nella tendopoli di San Ferdinando non sono mutate. Un lembo di terra in cui si susseguono tragedie, roghi, morti di invisibili e ultimi». Lo afferma l’eurodeputata del Movimento cinque stelle Laura Ferrara. A San Ferdinando si continua a vivere in condizioni disumane e a farne le spese sono i braccianti – si legge in una nota dell’eurodeputata – i cittadini e le forze dell’ordine chiamate ad operare in un territorio dove alta è l’infiltrazione delle organizzazioni criminali. Più volte l’eurodeputata è intervenuta sulle condizioni di vita all’interno della tendopoli di San Ferdinando, visitandola e portando il tema all’attenzione della Commissione europea. «Per questa emergenza, divenuta ormai normalità – continua in una nota Ferrara – non si è voluta cercare e trovare una soluzione definitiva. Basta pensare al fallimento, annunciato, della tendopoli allestita dalla Regione Calabria. Un nuovo ghetto in cui le condizioni di vita degli ospiti sono divenute presto inaccettabili. Poi è stata la volta del progetto degli alloggi destinati ai braccianti stagionali della baraccopoli di San Ferdinando ed alle famiglie di Rosarno in condizioni di povertà. Mai entrato in funzione e, come se non bastasse, ritirato dal Por Calabria 2014-2020. Parliamo di unità abitative costruite ma mai collaudate anche a causa di una controversia fra appaltatore e Comune di Rosarno. A causa dei gravi ritardi sul progetto, per i quali si rischiava un definanziamento da parte della Commissione europea, la Regione Calabria ha valutato e poi deciso di escludere il sostegno previsto nell’ambito del Programma Operativo Regionale Calabria 2014/2020. L’effettiva fruibilità e quindi assegnazione delle abitazioni avrebbe rappresentato, per i potenziali beneficiari, il riconoscimento di un diritto: quello ad una casa dignitosa e l’inizio di un percorso di vera inclusione sociale, non solo per i migranti ma anche per le famiglie rosarnesi più bisognose. Al contrario, oggi, sono simbolo di un fallimento e così sarà fintanto che gli alloggi non saranno assegnati a chi legittimamente ne ha diritto». «Ci ritroviamo, in occasione dell’ennesimo anniversario dei fatti di Rosarno, a tracciare una linea oltre la quale non si vedono soluzioni ma solo passi indietro vergognosi su temi ormai inflazionati ma mai realizzati come accoglienza, integrazione e tutela della dignità umana» conclude l’eurodeputata.

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