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il caso

“Gettonopoli”, si va verso la riunificazione dei due tronconi del processo

La richiesta è stata avanzata dalle difese. Il gup ha rimesso gli atti al presidente di sezione

Pubblicato il: 11/01/2022 – 18:56
di Alessia Truzzolillo
“Gettonopoli”, si va verso la riunificazione dei due tronconi del processo

CATANZARO Riunire i due procedimenti nati dall’inchiesta “Gettonopoli”, incentrata sull’indebita percezione dei gettoni di presenza per le attività delle commissioni permanenti dell’amministrazione di Catanzaro da parte di alcuni consiglieri comunali. È quanto è stato chiesto nel corso dell’udienza preliminare di questa mattina dall’avvocato Antonio Lomonaco al quale si sono associati anche altri legali della difesa. L’avvocato ha chiesto al gup Antonella De Simone di proseguire con un unico processo che riunisca le posizioni degli imputati per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio da parte dell’accusa con quelle dei 18 imputati per i quali il gip aveva rigettato l’archiviazione chiesta dalla Procura.

L’archiviazione rigettata

Il giudice ha rimesso gli atti al presidente di sezione rinviando la trattazione del procedimento all’udienza del 24 febbraio prossimo. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di falsità ideologica e truffa. Secondo l’accusa i presidenti e vicepresidenti delle commissioni consiliari permanenti del Comune di Catanzaro avrebbero attestato falsamente, nei verbali di riunione delle commissioni, lo svolgimento di numerose sedute, con la partecipazione propria e di altri consiglieri, laddove, invece, gli indagati non vi partecipavano affatto o vi prendevano parte solo in modo temporaneo e intermittente. Secondo l’accusa, grazie alle false verbalizzazioni, tutti gli imputati inducevano in errore il Comune di Catanzaro (da qui la contestazione della truffa) procurandosi l’ingiusto profitto del versamento, in loro favore, da parte dell’ente, dei cosiddetti “gettoni di presenza” per la loro partecipazione alle riunioni. Un danno complessivo calcolato per in 21.796 euro con riferimento ai mesi di novembre e dicembre 2018. L’accusa aveva chiesto l’archiviazione per tenuità del fatto ma il gip ha rigettato la richiesta ritenendo che il profitto acquisito dai consiglieri  costituisce, anche se per poche centinaia di euro, «un danno economicamente apprezzabile per l’amministrazione pubblica».
Imputati in questo procedimento sono Filippo Mancuso (ex consigliere comunale e attuale presidente del consiglio regionale), Agazio Praticò, Antonio Mirarchi, Fabio Celia, Antonio Angotti, Manuela Costanzo, Francesca Carlotta Celi, Lorenzo Costa, Roberta Gallo, Francesco Gironda, Luigi Levato, Rosario Mancuso, Giuseppe Pisano, Rosario Lostumbo, Cristina Rotundo, Giulia Procopi, Fabio Talarico, Antonio Ursino, Enrico Consolante.

Assunzioni fittizie 

Non si è mai fermata l’azione penale nei confronti di 12 consiglieri comunali e  loro presunti sodali che devono rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata, uso di atto falso, falsità ideologica e falsità materiale. Si tratta dei consiglieri Andrea Amendola, Tommaso Brutto (nelle more si è dimesso), Enrico Consolante, Sergio Costanzo, Giovanni Merante, Libero Notarangelo (nelle more si è dimesso), Antonio Trifiletti e degli amministratori di imprese indagati in concorso: Antonio Amendola, Carmelo Coluccio, Salvatore Larosa, Musielak Elzibieta, Sabrina Scarfone.
L’accusa da un lato contempla la partecipazione fittizia di alcuni consiglieri che – a differenza di quanto attestato – avrebbero partecipato alle riunioni delle commissioni consiliari permanenti alle alle quali non si sono mai presentati o vi hanno partecipato in maniera discontinua. Dall’altro lato contempla le assunzioni fittizie concordate tra i consiglieri e alcune aziende, effettuate al solo scopo di conseguire i rimborsi a copertura delle assenze (per ragioni istituzionali) dei finti dipendenti. Assenze anche queste fittizie perché i consiglieri avrebbero dovuto partecipare a commissioni consiliari alle quali non si sono mai presentati o vi hanno partecipato in maniera discontinua, a differenza di quanto verbalizzato dai presidenti di commissione.
Per i due procedimenti si va verso la riunificazione.
Nel collegio difensivo gli avvocati Enzo Ioppoli, Enzo De Caro, Francesco Iacopino, Antonio Lomonaco, Eugenio Perrone, Amedeo Bianco, Helenio Cartaginese, Daniela Gullì, Flavio Pirrò, Rosario Montesanti, Giuseppe Pitaro, Maurizio Belmonte, Michele De Cillis. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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