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Fusione delle Bcc, Barbanti: «Vantiamo un miliardo di asset, una trentina di sportelli e 140 dipendenti»

Il presidente dell’istituto bancario ospite di 20.20 su L’altro Corriere Tv. «Il miglior modo per far fallire una banca è aprire alla politica»

Pubblicato il: 20/01/2022 – 8:35
Fusione delle Bcc, Barbanti: «Vantiamo un miliardo di asset, una trentina di sportelli e 140 dipendenti»

LAMEZIA TERME Credito, finanza, fusione di quattro Banche di credito cooperativo ed un accenno di politica. Sono stati questi gli argomenti affrontati da Sebastiano Barbanti, ospite del talk de L’altro Corriere Tv, 20.20, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro, andato in onda sul canale 16.
Barbanti, già deputato nella XXVII legislatura, eletto tra le fila del Movimento cinque stelle e poi transfugo verso il centrosinistra, è il presidente della banca di credito cooperativo del Vibonese.

La fusione

«Siamo presenti in tutto il territorio della provincia di Vibo. Da maggio – dice Sebastiano Barbanti – ho assunto le redini della banca con un consiglio d’amministrazione totalmente nuovo con il compito, arduo, di allineare la banca su alcuni profili, soprattutto nell’antiriciclaggio e di traghettare l’istituto ad una fusione a quattro che è un unicum nel panorama bancario nelle Bcc e nel Meridione. Stiamo parlando della Bcc di Cittanova, del Vibonese, del Catanzarese e del Crotonese, quattro banche che insistono su quattro province. È un bel segnale in una nazione e in una regione segnata dai campanili».
Il presidente del Cda spiega anche come sia stato possibile abbattere gli steccati. «È stato complicato e allo stesso tempo agevolato da tutto quello che è successo negli ultimi dieci anni. Da Lehman Brothers in poi, il mondo bancario è cambiato radicalmente, nel silenzio più totale, perché c’è stato un afflusso normativo immenso, a tutela del consumatore. Questo ha complicato che gli adempimenti che ogni banca doveva svolgere. Quindi, banche medio-piccole subivano di più questi cambiamenti. In più, le quattro banche hanno attraversato vicissitudini particolari tra commissariamenti e interventi di Banca d’Italia. Questi processi hanno favorito il ricambio nei Cda. L’unione di quattro banche ci consente di avere un’unità centrale di dimensioni molto più grandi rispetto alle singole banche che lo compongono, più l’aiuto della capogruppo Iccrea che guida nei processi e aiuta fisicamente. Ciò consente di elevare una barriera di protezione che aiuta ad essere impermeabile a qualunque genere di infiltrazione. Nel Cda sono stati selezionati eccellenze del territorio, professionisti, notai, imprenditori, tutti di specchiata fama».

I volumi d’affari

«Oggi la Bcc del Vibonese – spiega ancora Barbanti – è una delle più grandi del Mezzogiorno. Parliamo di una banca che avrà quasi un miliardo di asset, una trentina di sportelli e 140 dipendenti. La tecnologia per quanto ci riguarda è solo uno strumento di rafforzamento nella relazione col cliente che viene ancora in banca ed ecco perché servono le filiali. La banca di credito cooperativo, per legge, deve erogare prestiti laddove li raccoglie. Oltre al principio della territorialità ve n’è un altro che è quello degli utili che non finiscono nelle tasche degli azionisti o dei soci ma nel patrimonio, nel salvadanaio della banca. Più grande sarà il salvadanaio, più prestiti possiamo erogare. Un terzo principio: è per i giovani soci, under 35. Entrare a far parte di questa categoria significa poter ambire ad entrare nel consiglio d’amministrazione, di diventare amministratori e di poter determinare l’economia del territorio. Insieme ai numeri, c’è sempre la persona, l’ascolto. L’obiettivo non è fare finanza per finanza ma finanza per il lavoro».

Finanza, Pnrr e bonus casa

La Bcc potrà agevolare gli investimenti. «Il Pnrr? Nel momento in cui le imprese potranno vantare degli anticipi sui crediti, saremo a disposizione. Non eroghiamo solo mutui o prestiti ma anche tutta una serie di anticipazioni su fatture o determinati crediti. E non temiamo le dimensioni. Alcune volte nell’immaginario collettivo la Bcc è considerato un buon istituto di credito che offrie piccoli prestiti da 100, 150mila euro. In realtà con le dimensione così accresciute e con la capogruppo gestiamo prestiti di molti milioni».
Il bonus casa, invece, sembra essere «un po’ fermo ed il rallentamento – spiega – è legato alle leggi. All’inizio sulla misura aleggiava scetticismo anche per la farraginosità delle procedure. Dall’estate in poi c’è stato un boom, ma gli ultimi cambiamenti lo hanno frenato».

«Il miglior modo per far fallire una banca è aprire alla politica»

Chiusura di trasmissione dedicata alla res publica. «La politica – conclude Sebastiano Barbanti – ce l’ho nel sangue ma oggi la guardo da un’altra angolazione. Se si è presidente di una banca non si può fare politica. Il miglior modo per far fallire una banca è aprire alla politica. Italia Viva? I giovani andrebbero valorizzati di più. Il M5S in Calabria era davvero basato sui progetti, sulle idee. Il movimento del 2012-2013 è molto più simile a quello attuale di stampo contiano».

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