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Bombardieri: «’Ndrangheta sistema di potere. A Reggio numerose inchieste sulla sanità»

Il procuratore: «Relazioni profonde tra clan e classe dirigente grazie ai mascheramenti della massoneria deviata. Bacini elettorali costruiti artificialmente per controllare la politica»

Pubblicato il: 22/01/2022 – 14:53
Bombardieri: «’Ndrangheta sistema di potere. A Reggio numerose inchieste sulla sanità»

REGGIO CALABRIA «La ‘Ndrangheta non è soltanto una organizzazione criminale di tipo mafioso ma è un ramificato sistema di potere». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Il procuratore ha sottolineato come «numerose sono state e sono ancora le indagini di questo ufficio che riguardano il sistema sanitario regionale». In Calabria, infatti, «la sanità è stata nel tempo un settore su cui si sono concentrati gli interessi delle organizzazioni criminali ‘ndranghetiste, trattandosi del maggiore capitolo di spesa regionale e garantendo, in particolare nel passato, la possibilità di alimentare un sistema clientelare di assunzioni che può garantire, ove gestito illecitamente, peso politico e strumento di scambio del favore elettorale-ndranghetistico. È evidente che in una tale gravissima situazione di emergenza sanitaria ed economica, anche nel campo della sanità, ed in particolare nei settori delle forniture, degli appalti, dei servizi, si possono concentrare, ancora di più, gli appetiti della ‘ndrangheta».

«L’illegalità è un problema culturale sociale ed economico»

«Occorre replicare, oggi come allora, la risposta che lo Stato seppe mettere in campo all’indomani delle stragi di Cosa Nostra – ha detto Bombardieri. – Il problema della ‘ndrangheta e della illegalità diffusa nei nostri territori non è solo un problema giudiziario. È un problema culturale, sociale ed economico, con la ineludibile necessità di massicci investimenti nella economia legale che diano strutture, lavoro e risorse indispensabili per offrire una reale possibilità di riscatto a questa terra».

I numeri del contrasto alla ‘ndrangheta nel distretto di Reggio Calabria

Sul fronte antidroga, Bombardieri ha ricordato che dall’agosto 2020 al maggio 2021 la Procura reggina ha sequestrato 11 tonnellate di sostanza: «Ancora oggi possiamo dire che il core business della ‘ndrangheta risulta essere il traffico internazionale di cocaina». Le richieste di misure cautelari, complessivamente, sono state 498. Di queste la Dda ha chiesto 258 misure cautelari in carcere e 58 ai domiciliari. Con 347 misure cautelari reali, Bombardieri ha ribadito l’importanza di colpire le cosche sul piano economico: «Nel distretto di Reggio i sequestri e le confische hanno superato gli 815 milioni di euro».
Le ordinanze cautelari emesse, ha detto il presidente del Tribunale Mariagrazia Arena, «complessivamente sono per circa 600 indagati ed esaminate ed evase richieste di misura cautelare per circa 800 indagati. Sono state, pertanto, pressoché azzerate le pendenze inerenti al 2020 e fronteggiate e buona parte delle pendenze anche inerenti al 2021».

Le relazioni con la classe dirigente reggina e l’ipocrisia sociale

«La capacità della ‘ndrangheta di diventare soggetto incluso ed inclusivo nella classe dirigente reggina, fa parte della sua storica tendenza ad individuare piani e spazi di interlocuzione con le istituzioni ed i principali soggetti economici e sociali della città». È uno dei passaggi dedicati da Bombardieri ai legami tra le cosche e i colletti bianchi.
«La ‘Ndrangheta – ha sostenuto Bombardieri – ha coltivato, nei tempi passati, relazioni funzionali a un ruolo di compartecipe alla gestione politica, sociale ed economica della città. E lo ha fatto attraverso progressivi mascheramenti, puntando a nasconderne le forme, sino a ricorrere anche a quelle massoniche deviate che si prestavano meglio ad occultare quelle relazioni personali che garantivano il ruolo baricentrico dell’associazione criminale. Lo ha fatto ricorrendo a soggetti “non noti” che pure agendo a tutela degli interessi dell’organizzazione criminale mantenevano una loro “presentabilità” sociale, tale da rendere, apparentemente, “non nota” la loro qualità mafiosa, in un gioco delle parti, che ha potuto avere successo per lungo tempo grazie ad una diffusa ‘”ipocrisia sociale”, per cui molti sapevano ed in cui la maggior parte faceva finta di non sapere, di non capire o si disinteressava a comprendere, illudendosi, così, di poterne rimanere fuori».

La costruzione «artificiale» di bacini elettorali

Bombardieri ha quindi sottolineato «l’interesse della ‘Ndrangheta ad infiltrare le competizioni elettorali, spesso, attraverso l’individuazione di soggetti politici di scarso livello il cui bacino elettorale viene costruito artificialmente, proprio al fine della loro eterodirezione da parte di quelle cosche alle cui interferenze ed ingerenze, generate proprio dalle reali modalità della loro elezione, non possono, poi, sottrarsi».

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