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Colle, ancora nulla di fatto. Sale Mattarella, voti per Di Matteo e Manconi

Il Centrodestra ha scelto di astenersi. Mentre il Centrosinistra opta per la scheda bianca. Si va verso la doppia chiama per domani

Pubblicato il: 27/01/2022 – 11:10
Colle, ancora nulla di fatto. Sale Mattarella, voti per Di Matteo e Manconi

ROMA Nulla di fatto anche alla quarta votazione per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Nonostante il quorum si sia abbassato – da questa chiama basterà solo la maggioranza assoluta fissata a 505 – i 1009 elettori non sono riusciti ad eleggere il presidente della Repubblica. I due schieramenti hanno scelto anche per questa tornata di attendere e così a prevalere sono state le schede bianche e gli astenuti. Indicazioni fornite rispettivamente dal fronte del Centrosinistra, Iv e M5S e dallo schieramento di Centrodestra.
Così dopo la fumata nera di ieri – con 125 preferenze per il presidente Sergio Mattarella e 114 per Guido Crosetto – c’è stato un nuovo giro a vuoto di consultazioni.
In mattinata si era partiti con Pierferdinando Casini e Mario Draghi tra i nomi più quotati per questa tornata. Ma poi dopo i vertici del Centrodestra prima e del Centrosinistra allargato che avevano annunciato di non schierare nessun nome, la possibilità che anche questa tornata si concludesse a vuoto era scontata.

I voti della quarta chiama

Nella quarta votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica ci sono state 441 astensioni e 261 schede bianche. L’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166. Nino di Matteo, candidato da Alternativa c’è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Otto voti per Luigi Manconi, 6 vanno alla ministra Cartabia, 5 al premier Mario Draghi, 4 ad Amato, 3 a Casini e 2 a Belloni. Le nulle sono state 5, i voti dispersi 20. In tutto i presenti sono stati 981, 540 i votanti. Il quorum da oggi è sceso a quota 505.
Si riprende a votare domani sempre alle 11, per la quinta chiama. Anche in questo caso sarà sufficiente la maggioranza assoluta.

Centrodestra ha scelto l’astensione

Il centrodestra aveva annunciato in mattinata l’astensione per oggi. A comunicarlo i vertici di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia al termine del summit che si è tenuto a Roma in mattinata. «Il Centrodestra – si legge nella nota – ha deciso di proporre la disponibilità a votare un nome di alto valore istituzionale. Per consentire ai grandi elettori di tutti i gruppi di superare veti e contrapposizioni e convergere per dare all’Italia un nuovo presidente della Repubblica, la coalizione ha deciso di dichiarare il proprio voto di astensione nel voto odierno. Il centrodestra è pronto a chiedere di procedere domani con la doppia votazione». «L’astensione nel voto odierno – spiega una nota – significa che i grandi elettori del centrodestra risponderanno alla chiama, si avvicineranno alla presidenza e diranno ai segretari astenuto senza ritirare la scheda. Dopo aver annunciato l’astensione i grandi elettori usciranno dall’Aula senza passare dalle cabine». Una disponibilità che però non sembra incondizionata.
I primi veti escono dalla voce del leader della Lega Matteo Salvini che è intervenuto prima del vertice: «Casini? È uno che è stato eletto con il Pd. Una proposta della sinistra». E anche sul premier la posizione del Carroccio è inequivocabile. «Ci sono venti di guerra, una situazione difficile, penso quindi che Draghi è prezioso dove è, a Palazzo Chigi». E ancora Salvini: «No a giochini con il premier».

Scheda bianca per Centrosinistra e M5S

Mentre il M5s, il Pd e Leu hanno optato per votare scheda bianca. «Coerentemente con quanto chiesto e fatto nei giorni scorsi riconfermiamo la nostra immediata disponibilità ad un confronto per la ricerca di un nome condiviso, super partes, in grado di rappresentare tutti gli italiani. Nel frattempo in questa votazione voteremo scheda bianca», dicono in una nota congiunta Pd, M5s e Leu, al termine del vertice prima dell’avvio della quarta giornata di votazioni. «Non è che oggi dichiariamo, ma confermiamo la nostra disponibilità, che è immediata. Per il paese lavoriamo 24 ore su 24», dice Giuseppe Conte parlando della disponibilità a un incontro con il centrodestra.

Renzi: «Credo si chiuderà domani»

«Credo che non si si chiuderà oggi, credo si chiuderà domani – secondo il leader di Italia viva Matteo Renzi a Radio Leopolda -. Credo che il centrodestra lascerà passare ancora un giro, e poi domani andranno a più miti consigli. Oggi sarà un’altra giornata di tempo perso». «Questa è una liturgia che andava bene negli anni ’40 e ’50”. “Non hanno il coraggio di formalizzare una battaglia e rischiano di perdere pezzi di credibilità i leader di centrodestra e centrosinistra. O si pensa all’Italia dei prossimi 7 giorni o si pensa all’Italia dei prossimi sette anni. Se pensi ai sondaggi non sei un leader. Devi avere il coraggio di scegliere. Si arriva all’Italia del 2029. I leader hanno paura, ma non possono perché se hanno paura non sono leader. Non hanno il coraggio di contarsi». E secondo quanto si apprende da fonti del partito, Iv voterà oggi scheda bianca alla quarta votazione.

Venerdì probabile doppia votazione

Da più parti – Iv, centrosinistra e in ultimo anche LeU – arriva la richiesta di procedere da domani con la doppia votazione quotidiana.  Una posizione condivisa anche dal centrodestra.

Da FdI apprezzamento per Cassese e Belloni

Gli esponenti di Fratelli d’Italia, nonostante gli ordini di scuderia, avrebbero espresso perplessità all’ipotesi di votare anche a questa tornata scheda bianca. Secondo quanto si apprende da fonti vicine ai frattelisti, per Giorgia Meloni resta valida, e alla portata, la possibilità di esprimere un presidente della Repubblica espressione dell’area di centrodestra, su cui lavorare. Ed intanto agli esponenti meloniani non dispiacerebbero i nomi di Sabino Cassese ed Elisabetta Belloni.

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