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Azienda Pugliese Ciaccio di Catanzaro, «management da rimuovere»

Dura nota della Cisl Medici. «Occorre un miglioramento dell’efficienza del sistema, rispettando leggi e assicurando la qualità delle prestazioni»

Pubblicato il: 03/02/2022 – 8:48
Azienda Pugliese Ciaccio di Catanzaro, «management da rimuovere»

CATANZARO La Cisl medici ha contestato la gestione dell’Azienda “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro ed alcune violazioni nell’applicazione di norme e contratti. «Le regole ed i regolamenti rimangono un optional, come per il concorso per la Struttura Complessa di Ematologia! Per il Dipartimento di Onco-Ematologia, la direzione aziendale persevera, malgrado la presenza di tre direttori di struttura complessa, nel mantenere un “referente a capo” dello stesso Dipartimento, in violazione dell’art. 22 (ex art. 18) del CCNL 2016-2018 che prevede la nomina di un sostituto o di un titolare appartenente alla struttura medesima. Cosa si cela nel mancato rispetto delle norme contrattuali da parte del management?». «E’ inaccettabile, si legge nella nota, il silenzio assordante dell’Azienda “Pugliese Ciaccio” sulla diffida di questo sindacato contro l’applicazione erronea della tassazione ordinaria in luogo della tassazione separata sul trattamento accessorio 2018, corrisposto al personale ospedaliero nel 2021. Come inaccettabile, a fronte delle lodi e degli apprezzamenti dell’opinione pubblica sulla situazione emergenziale legata al Covid 19, è il ritardo da parte di una cieca burocrazia aziendale nell’attribuzione al personale sanitario della premialità 2019, relativamente ad un accordo decentrato sottoscritto a dicembre 2020. Ed adesso, come per il 2018, sorgono spontanee alcune ipotesi». «Le risorse dei fondi contrattuali della dirigenza sono state “distratte” ed utilizzate per altri fini? Il mancato accantonamento delle risorse contrattuali sono la causa della omessa applicazione dell’istituto contrattuale? Ma le incoerenze non finiscono qui! Con la busta paga del mese di gennaio non sono stati attribuiti gli emolumenti relativi alla libera professione dei dirigenti medici autorizzati all’attività intramoenia. Peraltro, nessuna informativa è stata data alle OO.SS. sul mancato compenso dell’attività professionale svolta dai sanitari».
«Tale irrispettoso comportamento nei confronti dei medici non è giustificato alla luce della sostanziosa quota della tariffa destinata a coprire i costi diretti ed indiretti dell’Azienda, essendo oltremodo l’attività svolta in spazi non separati e distinti dall’attività istituzionale. Appare singolare e di dubbia legittimità, poi, che le delibere vengano sottoscritte da un “referente sanitario”, figura non prevista dalla normativa vigente, al posto del Direttore Sanitario Aziendale. Non si può continuare ad assistere a comportamenti in violazione di norme e regolamenti! La CISL medici ritiene non più differibile la nomina di manager, in discontinuità col passato, in grado di condurre le Aziende Sanitarie al miglioramento dell’efficienza del sistema, rispettando leggi e regole ed assicurando la qualità delle prestazioni erogate ai cittadini-utenti».

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