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Appalti, turismo e politica, gli affari del clan Bagalà nel Tirreno catanzarese: 31 indagati – NOMI

La Dda di Catanzaro chiude le indagini dell’inchiesta Alibante. Il controllo mafioso nei comuni di Nocera Terinese e Falerna

Pubblicato il: 07/02/2022 – 12:36
Appalti, turismo e politica, gli affari del clan Bagalà nel Tirreno catanzarese: 31 indagati – NOMI

CATANZARO La Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini per l’inchiesta “Alibante”, che ha scoperchiato – nel maggio 2021 – il pentolone delle infiltrazioni mafiose nell’area del medio Tirreno catanzarese. Nel mirino affari e interessi del presunto clan facente riferimento al boss Carmelo Bagalà, che avrebbe legami con organizzazioni criminali in provincia di Cosenza, nella Piana di Gioia Tauro e nelle province di Vibo Valentia e Caserta. Il clan avrebbe controllato, tra i comuni di Nocera Terinese e Falerna, attività commerciali e turistiche, con interessi in appalti e servizi pubblici. E anche in politica. Tra gli indagati anche l’ex sindaco di Falerna Giovanni Costanzo, che avrebbe promesso il cambio di destinazione d’uso di un terreno per ottenere il sostegno elettorale di Bagalà. 
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, abuso d’ufficio, corruzione, estorsione, consumata e tentata, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbativa d’asta. Rispetto all’esecuzione dell’operazione, nome mesi fa, risultano stralciate 12 posizioni.
Risultano, inoltre, omissati 17 capi di imputazione sui 44 contestati. Segno che o sono stati archiviati, come archiviate sono le posizioni degli indagati, oppure che le indagini proseguono e si apre, per tali reati, un nuovo filone investigativo.
L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Chiara Bonfadini e Romano Gallo.

Gli indagati 

Carmelo Bagalà, Gioia Tauro, 1941;

Domenico Aragona, Lamezia Terme, 1989;

Ferdinando Aragona, Nocera Terinese, 1960;

Francesca Bagalà, Nocera Terinese, 1971;

Maria Rita Bagalà, Lamezia Terme, 1969;

Emilio Barletta, Lamezia Terme, 1970;

Peppino Calidonna, Lamezia Terme, 1984;

Francesco Cardamone, Vibo Valentia, 1981; 

Renzo Cardamone, Spezzano della Sila, 1962;

Antonio Cario, Lamezia Terme, 1970;

Alfredo Carnevale, Nocera Terinese, 1984;

Giovanni Costanzo, Lamezia Terme, 1967;

Vincenzo Dattilo, Nicastro, 1956;

Francesco Antonio Di Biase, Lamezia Terme, 1971;

Luigi Ferlaino, Nocera Terinese, 1968;

Alessandro Gallo, Lamezia Terme, 1989;

Mario Gallo, Falerna, 1964;

Raffaele Gallo, Conflenti, 1959;

Antonio Gedeone, Cosenza, 1968;

Umberto Gedeone, Cosenza, 1972;

Andrea Gino Giunti, Aosta, 1966;

Roberto Isabella, Lamezia Terme, 1954;

Giovanni Eugenio Macchione, Nocera Terinese, 1959;

Vittorio Macchione, Nocera Terinese, 1951;

Antonio Rosario Mastroianni, Nocera Terinese, 1947;

Vittorio Palermo, Ischia, 1958;

Eros Pascuzzo, Lamezia Terme, 1987;

Benito Provenzano, Sambiase, 1961;

Alessandro Rubino, Cosenza, 1977;

Antonio Pietro Stranges, Conflenti, 1953;

Maria Rosaria Virardi, Catanzaro, 1973. 

Stralciati 12 indagati

Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari risultano stralciate le posizioni di Rosario Aragona, Michele Aragona; Ugo Barletta; Paolo Cosentino; Luciano Gerardo Esposito; Luca Furgione; Salvatore Grandinetti; Bruno Malvaggio; Pasquale Motta; Enzo Pandolfo; Giuseppe Scandinaro; Gino Strangis.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Aldo Ferraro, Mario Murone, Giuseppe Zofrea, Leopoldo Marchese, Salvatore Colavolpe, Anna Mendicino, Ortensio Mendicino, Roberto Sorrenti, Pasquale Gigliotti, Antonio Gigliotti, Vincenzo Belvedere, Giusy Caliò, Francesco Gambardella, Ramona Gualtieri, Davide Di Spena, Antonio Larussa, Vincenzo Galeota, Guido Contestabile, Antonio Muscimarro, Antonio Quintieri, Roberta Scozzafava. (ale. tru)

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