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Il caso

Da otto anni “ostaggi” della movida. A Terranova da Sibari i disagi (ignorati) di 11 famiglie – VIDEO

La denuncia: «Paradossale rimpallo delle responsabilità tra sindaco e forze dell’ordine. La corte del castello scambiata per un vespasiano»

Pubblicato il: 08/02/2022 – 8:19
Da otto anni “ostaggi” della movida. A Terranova da Sibari i disagi (ignorati) di 11 famiglie – VIDEO

TERRANOVA DA SIBARI Gli effetti collaterali della movida si fanno sentire anche a Terranova da Sibari, cinquemila abitanti, “terrazza” sulla Piana, affacciata sullo Jonio.
Da qualche anno undici famiglie che risiedono nel castello e nelle vicinanze non trovano più pace di notte e soprattutto nei fine settimana.
L’area, centrale e frequentata, «è diventata invivibile», racconta Federica Lento al Corriere della Calabria, e sin da 2014, anno in cui «abbiamo presentato la prima denuncia».

Federica si è rivolta alle forze dell’ordine, all’Amministrazione comunale dalla quale non ha ottenuto «alcuna risposta», all’Asp per problemi igienici sanitari, in un vortice di rimpalli e «scarica barile» sulle responsabilità.
«A parte il disturbo della quiete pubblica – rivela Federica Lento – alcuni ragazzi entrano nella corte del castello ed accade che provino a danneggiare le auto parcheggiate e ad utilizzarla come vespasiano». Alcune immagini riprese dalle telecamere di sicurezza hanno registrato anche il tentativo di ribaltare una Cinquecento e diversi danni ad un bene comunque «vincolato dalla Soprintendenza dei beni culturali».

Il castello è catastalmente privato ma la strada è pubblica. «Capita che di notte prendano a calci le porte e che non si dorma il sabato sera. Nel 2016 – prosegue Federica – ho chiesto l’intervento dell’Asp che attestasse pericoli e degrado. Il servizio di Igiene pubblica ha poi invitato il sindaco a sorvegliare l’area, ripulirla e disinfettarla, ma senza esiti. Spesso abbiamo anche chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, coi carabinieri che devono raggiungere Terranova da San Marco Argentano perché da noi, di notte, la caserma chiude, ricevendo come risposta che non si può mettere a repentaglio l’incolumità di due militari contro decine di ragazzi».
Ad agosto scorso, riferisce ancora, Federica ha presentato un’istanza via pec al Comune di Terranova per richiedere la chiusura notturna della strada ripristinando i cancelli, senza ricevere risposte.
«Mi sono rivolta ad un avvocato, col quale abbiamo chiesto un incontro al sindaco ed anche questa volta non siamo stati degnati di una risposta. Esito medesimo per la richiesta di “messa in sicurezza” dell’area. Ma quello che sembra paradossale è l’assurdo rimpallo di responsabilità – dice ancora Francesca Lento – tra forze dell’ordine che non possono intervenire se l’area non è privata e non c’è un’ordinanza sindacale che regola i comportamenti, e il sindaco che ripete che la faccenda non è di sua competenza: di fatto ci troviamo in queste condizioni da otto anni. In tutto il quartiere – conclude Federica – i problemi sono simili, tant’è che qualche anno fa è sorto anche un comitato civico per denunciare anche questi disagi».

Insomma, situazioni al limite della sopportazione, quelle vissuta dalle undici famiglie che non sanno più a quale santo votarsi per contenere la movida e gli eccessi che ne derivano.
Nel tempo Federica ha raccolto un imponente archivio video e fotografico a testimonianza di quanto sia difficile convivere con gli estremismi della vita notturna. E senza un rimedio che allenti danni materiali di un bene vincolato dalla Soprintendenza, avvilimenti e preoccupazioni. (lu.la.)

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